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Back to the vintage: Ufficiale e gentiluomo

La divisa che creò l'ufficiale, il sentimento che lo fece gentiluomo

ufficiale e gentiluomo
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La scorsa settimana, nella rubrica Back to the vintage, vi ho parlato di un film “in divisa” che ancora oggi è in grado di mandare in visibilio giovani e meno giovani, Top Gun.

Scrivendo di quel film in realtà, mi sono resa conto di alcune analogie che lo legano ad un’altra pellicola di qualche anno più vecchia, ma capace allo stesso modo di far battere forte il cuore e farci sognare.

Due storie d’amore intense e apparentemente impossibili, la divisa, l‘animo ribelle dei protagonisti, le loro storie personali e la voglia di rivalsa, sono tutti elementi che li accomunano.

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Era il 1981, ed uno splendido giovane ancor quasi sconosciuto, irrompeva, con la divisa bianca, in una fabbrica per salvare la sua bella.

Era il 1981 quando un piccolo film che raccontava la storia di uno sbandato che cercava di diventare un pilota della marina degli Stati Uniti, dei suoi conflitti con l’istruttore.

Era il 1981 quando questa favoletta moderna ricevette ben sei Nomination agli Oscar (tra cui montaggio, colonna sonora, sceneggiatura e migliore attrice protagonista).

Di queste, due arrivarono a vincere la preziosa statuetta: Up Where We Belong come miglior canzone e Louis Gossett jr. come miglior attore non protagonista; ma il vero vincitore dell’anno in realtà non ricevette alcun premio, e fu il protagonista, Richard Gere, che due anni prima era stato lanciato da Paul Schrader nel noir American Gigolo.

Parliamo, naturalmente, di Ufficiale e gentiluomo che consacrò Richard Gere vera star internazionale, con una carriera di successi che ha avuto pochi “bassi” e molti “alti” negli ultimi vent’anni.

Ufficiale e gentiluomo

Il regista del film è Taylor Hackford che riesce a tenere in piedi una sceneggiatura molto particolare, tipica della fine degli anni Settanta.

La trama

La storia infatti è incentrata su Zack Mayo (Richard Gere), un adolescente irrequieto, figlio di un sergente maggiore della marina ubriacone e di una donna morta suicida.

Gli ampi flashback iniziali, ci fanno ben capire che Zack è cresciuto in un clima malsano, così ben presto finisce per andare in giro per i porti del mondo entrando in contatto con le più infime situazioni umane.

Dopo aver preso il diploma, Zack decide di iscriversi al corso per piloti militari di jet presso una rinomata accademia militare americana, nonostante lo scetticismo del padre sulle sue possibilità di farcela.

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Il corso di addestramento, effettivamente, si rivela più tosto del previsto: 12 settimane di lavoro duro, durissimo, al limite della sopportazione fisica e psicologica.
Zack si scontra subito con la severità dell’istruttore, il sergente Foley (Louis Gossett Jr), intenzionato, con la sua durezza, a far emergere tutte le debolezze delle reclute, al fine di selezionare esclusivamente chi è all’altezza del ruolo da ricoprire.

Il sergente prende di mira proprio Zack, anche se a fin di bene, sottoponendolo alle prove peggiori.

Durante il corso Zack stringe un particolare rapporto di amicizia con Sid (David Keith), un giovane di estrazione borghese dell’Oklahoma, molto fragile psicologicamente, che lo aiuterà a superare l’esame di aerodinamica.

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Nel tempo libero, i due allievi conoscono due affascinanti ragazze del luogo, la bella Paula dai sentimenti puri e sinceri (Debra Winger) e l’ambiziosa Lynette (Lisa Blount), con le quali iniziano entrambi una relazione importante.

Nonostante la nota amara e molto dura da accettare del suicidio di Sid, la favola si conclude con il finale che tutti conosciamo, sottolineato da una colonna sonora che sembra cucita su quella scena.

In realtà Richard Gere ha esitato parecchio prima di girare la parte finale nella quale Zack arriva in fabbrica con indosso l’uniforme bianca e porta fuori Paula in braccio.

Era infatti convinto che quel finale non avrebbe funzionato perché troppo sentimentale e Taylor Hackford era d’accordo con lui.

Tuttavia quando durante le prove, le comparse che interpretavano le operaie cominciarono ad esultare e piangere e Gere ha visto la scena più tardi, con il brano Up Where We Belong in sottofondo, disse che gli dava i brividi.

Gere da quel momento in poi, è sempre stato convinto che Hackford abbia preso la decisione giusta, mentre lo sceneggiatore Michael Hauge, nel suo libro Writing Screenplays That Sell, ha fatto eco a questa opinione affermando:

“Non credo che coloro che hanno criticato questo finale in stile Cenerentola stessero prestando molta attenzione a chi esattamente stesse salvando chi”

Curioso pensare che la scena, negli anni, è divenuta così famosa da essere stata anche parodiata numerose volte in serie tv come FriendsSabrina, vita da stregaI SimpsonScrubs – Medici ai primi ferri e South Park.

La colonna sonora e le scene

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Anche se Ufficiale e gentiluomo universalmente associato alle note di Up Where We Belong,brano composto da Jack Nitzsche con Buffy Sainte-Marie e affidato all’interpretazione di Joe Cocker e Jennifer Warnes, che valse al film l’Oscar, tutta la colonna sonora della pellicola, interamente curata da Jack Nitzsche, è studiata nei minimi dettagli ed è sempre “intonata” al contesto e capace di tratteggiare perfettamente la storia di un uomo che ha la voglia e le capacità di riscattarsi, dimostrandosi ligio al dovere di ufficiale e gentiluomo dai sentimenti puri. 

Per raccontare la love story fra Paula e Zack ad esempio, uno dei brani scelti è Hungry for Your Love di Van Morrison, mentre per le sequenze dei durissimi allenamenti di Zack e dei suoi compagni, il ritmo cambia e si fa pop-rock con Treat Me Right di Pat Benatar, un brano senza dubbio con un forte ascendente motivazionale

Nelle scelte di Jack Nitzsche non mancano i Dire Straits con l’innovativo brano Tunnel of Love del 1980. L’amore come evasione, l’incomunicabilità e la sofferenza derivante dal timore di sbagliare e perdere la propria relazione sono temi che appartengono al testo della canzone ma che calzano perfettamente al film Ufficiale e gentiluomo.

Oltre a questi brani selezionati sono presenti anche i temi composti appositamente per il film, come il main theme di apertura ad opera di Jack Nitzsche.

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In Ufficiale e gentiluomo sono diverse le scene di nudo e di sesso, uno dei motivi – insieme al linguaggio scurrile – per del film esistono due versioni: l’originale, vietata negli USA ai minori di 17 anni non accompagnati e la seconda, la cui visione era proibita solo ai minori di 13 anni.

A dire il vero, sono quasi identiche, la principale differenza è che nella seconda, il linguaggio volgare è stato abolito, così come la scena di sesso fra Zack e Paula e quella del ritrovamento del corpo di Sid che sono state tagliate.

Il brano The Morning After di Jack Nitzsche fu utilizzato proprio per le scene più intime e romantiche di cui sono protagonisti Zack e Paula.

Alternandosi al brano, probabilmente più espressivamente romantico, composto da Lee Ritenour.

Una delle caratteristiche della colonna sonora di Ufficiale e gentiluomo è riscontrabile nella grande innovazione strumentale che ha caratterizzato quel periodo dal punto di vista musicale: brani lunghi con la capacità di mescolare mediante l’uso di un unico strumento musicale – preferibilmente il basso o la chitarra elettrica – generi diversi, creando una piacevole fusion tra jazz, rock e pop.

Anche le scene a cui assistiamo sono decisamente diverse, alcune molto intense e toccanti, con un registro che spazia dal tragico al sentimentale, dall’action al  drammatico.

Fra le più crude, quella del suicidio di Sid, che fa tanto riflettere quanto rabbrividire.

È assurdo come la mente umana possa essere manipolata, plagiata, sopraffatta da qualcosa che si crede irrisolvibile, più grande di noi, che attacca l’anima e divora la mente.

Ci sono scene che incitano al coraggio e alla voglia di farcela a tutti costi, all’amicizia incondizionata, che non conosce ostacoli, né regole, né competizioni, come quella fra Zack e Seeger, l’aspirante soldatessa soldatessa che vuole a tutti i costi diventare la prima pilota donna, ma ha troppa poca forza nei pettorali.

Durante il percorso a ostacoli incontra moltissime difficoltà ad attraversare un muro avvalendosi solo dell’uso di una corda, ma con costanza, impegno, determinazione e il prezioso supporto di  Zack, riesce infine a valicare l’insormontabile ostacolo, quel muro metafora di tanti insuccessi, di troppe insicurezze, di innumerevoli problemi, ormai superati.

Curioso pensare che Lisa Marie Eilbacher, l’attrice che interpreta Casey Seeger fosse in realtà un’appassionata culturista e che la parte più difficile del film, per lei, sia stato fingere di essere fuori forma.

I contrasti su cui si basa il film sono tanti, contrasti di classe sociale e di ruolo sociale.

Quello fra Zack e il sergente Foley è sicuramente il più evidente, e raggiunge l’apoteosi durante quello che sembra assomigliare ad un incontro di boxe, ma che in realtà è più uno scontro generazionale fra due differenti modi di vedere e affrontare la vita e le difficoltà ad essa connesse.

Anche quello fra Zack e Paula è un rapporto che si basa su un contrasto, quello fra un ragazzo sfortunato che ce l’ha fatta, e una ragazza che nonostante tutto non ha smesso di crederci, pur avendo una madre che fa di tutto per dissuaderla e per distoglierla da quell’uomo con la divisa bianca

“come lo vuoi fermare se lui non vuole essere fermato”

Sa di riscatto, di rivincita e di soddisfazione invece la scena in cui i neolaureati della classe del sergente Emil Foley ricevono i loro “primi saluti”:

“non la dimenticherò mai Signore”

“Lo so”

un saluto che racchiude rabbia e dolore ma anche tanta gratitudine verso una figura così dura, ma anche esemplare.

I nuovi ufficiali, secondo quella che è una tradizione della Marina, donano un dollaro d’argento dalla persona che dà loro il primo saluto.

Nella scena in cui i neolaureati della classe del sergente ricevono i loro saluto appunto, vengono visti dare a Foley un dollaro d’argento prima di ogni saluto.

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È anche tradizione per l’istruttore mettere il dollaro d’argento dei suoi studenti migliori nella tasca destra e si può infatti vedere che il dollaro di Mayo è posto nella tasca destra da Foley, piuttosto che nella tasca sinistra, come ad esempio per il guardiamarina Della Serra, un gesto che dimostra la grande stima che Mayo è stato capace di conquistarsi, con tanto duro lavoro.

Peccato solo che la Marina militare statunitense non autorizzò le riprese al NAS di Pensacola, in Florida, sede dell’effettiva Scuola Ufficiali nel 1981, per cui, come location per la scuola, venne scelto Fort Worden, una base non attiva dell’esercito degli Stati Uniti.

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Ne abbiamo già parlato, è vero, ma credo che siano gli ultimi due minuti del film che tutti aspettiamo con trepidazione ogni volta che lo rivediamo.

Credo davvero che sia una delle più belle scene del cinema d’oltreoceano, perché racchiude in sè tutta la storia.

Chiunque credo, solo da questi pochi frame, riuscirebbe a ricostruire a grandi linee l’intera vicenda, solo soffermandosi sugli sguardi di Paula e Zack e sul sincero coinvolgimento delle operaie presenti.

Tutti, saremmo voluti essere Paula o Zack, dite la verità.

Personaggi e affinità

La pellicola, ci mostra due universi contrapposti, uno quasi prettamente maschile, l’altro quasi esclusivamente femminile.

Da un lato la dura vita dell’addestramento, con il rude sergente Foley che cerca di trasformare dei perdenti nati, in caratteri forgiati e pronti ad affrontare la vita, oltre che gli aerei; dall’altro l’altrettanto dura vita delle cosiddette “debuttanti”, le ragazze operaie in cerca di uomini da “accalappiare”, magari fingendo di rimanere incinta, in un curioso (ma neppure poi tanto) gioco di rovesciamento delle tecniche di “caccia” sentimentale.

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In questi due conflitti, interno/esterno, si sviluppa il rapporto di amicizia e complicità tra il furbo Zack e il più ingenuo Sid (David Keith) che, tra balli in divisa, fughe al mare, nottate in motel con le ragazze, figli possibili e matrimoni impossibili, arriva fino alla drammatica vicenda finale.

E, nel 1981, pensare a un “principe bianco” che entra in una fabbrica e si porta via in braccio la “principessa povera”, forse non era così tanto prevedibile e accettabile, in un’epoca in cui parlare di conflitti di classe, femminismo e rottura dei ruoli sociali era all’ordine del giorno.

Subito dopo arrivò Flashdance, e iniziarono davvero gli anni Ottanta, ma questa storia ve l’ho già raccontata qualche settimana fa.

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Particolare, anche se secondario, è il ruolo di  Lynette  (Lisa Blount), la cacciatrice di dote che agisce più per fini economici che per motivi sentimentali, ma che paradossalmente è la sola a credere nei veri sentimenti di Paula verso Zack e nell’happy end della loro storia d’amore.

Ovviamente tutta l’attenzione è concentrata su uno sconosciuto quanto affascinante Richard Gere, che non fu  tuttavia la prima scelta del regista.

Inizialmente, per il ruolo di Zack Mayo, vennero infatti presi in considerazione il cantante John Denver, Jeff Bridges e Christopher Reeve.

Alla fine però, Richard Gere sorprese particolarmente il regista e prese la parte.

Anche John Travolta rifiutò il ruolo, proprio come aveva fatto due anni prima con American Gigolò (interpretato anch’esso da Richard Gere).

Analogamnte per il ruolo di Paula, furono originariamente considerate altre attrici, tra cui Sigourney Weaver, Anjelica Huston, Rebecca De Mornay, Meg Ryan e Geena Davis, tutte praticamente sconosciute all’epoca.

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Alla fine venne scelta Debra Winger, che ottenne una candidatura all’Oscar come miglior attrice; il gossip vuole che Richard Gere e Debra Winger non andassero molto d’accordo durante le riprese e si allontanavano significativamente l’uno dall’altro quando la macchina da presa non stava girando.

Questo risentimento era forse dovuto al fatto che, anche se Gere stava interpretando il ruolo principale e aveva un compenso superiore e molte più scene, si rese conto che la Winger aveva le doti di recitazione e il carisma per rubare ogni scena in cui si trovava, ottenendo alla fine, appunto, nomination all’Oscar come Migliore attrice.

Infine anche per il ruolo del Sergente Foley fu inizialmente preso in considerazione un altro attore, ovvero Jack Nicholson, che non diede la sua disponibilità.

Louis Gossett Jr. venne addestrato dal marine R. Lee Ermey, che prese parte in seguito al film Full Metal Jacket (1987), questa volta in veste di attore.

Anche Gere, sempre insieme a Gossett, Jr. sono stati appositamente addestrati per le scene di karate che vengono utilizzate nelle sequenze del film.

A quanto pare Gere aveva imparato le sue mosse di karate, mentre secondo quanto riferito Gossett continuava ad avere difficoltà nei combattimenti anche dopo essere stato addestrato.

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Frustrato e non intenzionalmente Gere ha colpito Gossett con un calcio all’inguine durante le riprese, incidente a cui Gossett ha risposto lasciando il set molto bruscamente.

Non si è fatto più vedere sul set per due giorni dopo l’incidente e per continuare a filmare e non restare indietro, Gere e il regista Taylor Hackford, hanno invitato un altro esperto di karate afroamericano che è stato utilizzato controfigura di Gossett, per concludere la scena.

Nonostante questo incidente, di cui Gere si è sempre preso la piena responsabilità anche dopo tutti questi anni, l’accaduto non ha rovinato l’amicizia tra lui e Gossett e spesso i due attori si frequentano ricordano con piacere l’aver girato la pellicola insieme.

Il film, come già detto, ottenne molteplici riconoscimenti, tra cui 2 Premi Oscar come Miglior attore non protagonista a Louis Gossett Jr. e Migliore colonna sonora con il brano Up Where We Belong, cantato da Joe Cocker Jennifer Warnes

Riscosse un clamoroso successo al botteghino, incassando solo negli USA circa 130 milioni di dollari, terzo incasso della stagione 1982.

Un successo planetario quindi, e dire che la sceneggiatura del film languì per per quasi otto anni a Hollywood senza uno studio disposto a finanziarla.

Michael Eisner ex dirigente alla Paramount Pictures e poi CEO della Disney era molto contrario al film, ma alla fine cedette dopo che il produttore Don Simpson lo persuase della bontà e delle potenzialità del progetto.

Il budget finale era di appena sei milioni di dollari, in parte dovuto al rifiuto della Marina di sostenere la produzione, e allo scetticismo dello studio sul fatto che sarebbe stato un successo commerciale.

Difficile non pensare a quella canzone guardando il film, impossibile nn pensare a quella scena fiabesca ascoltando Up Where We Belong, sei d’accordo anche tu?
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