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Lettura: Paul Newman. Ritratto di un attore. L’uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)
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Paul Newman. Ritratto di un attore. L’uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Quaggiù qualcuno ti ama e ti amerà ancora...

Alberto Galeno 2 minuti fa Commenta! 50
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Paul Newman è stato indubbiamente uno degli attori più belli della storia del cinema, tanto da essere spesso usato a paragone con uomini decisamente molto sicuri di sé per la propria avvenenza, ma che si sono sentiti dire, alla fine dei conti:

Contenuti
Paul Newman. I teneri inizi a teatro e i traumi della guerra (1925-1945)Paul Newman. Verso la gloria tra un complicato ritorno dalla guerra e un primo matrimonio difficile (1946-1954)Paul Newman. Un debutto amaro, un matrimonio in pezzi e una svolta dall’alto (1954-1956)Paul Newman. Lassù qualcuno mi ama, carriera e amore pronti al decollo (1956)Paul Newman. E’ nata una stella tra una carriera che splende e un grande amore da vivere finalmente alla luce del sole (1956-1958)Paul Newman. La gatta sul testo che scotta e altri quindici anni di intramontabili successi (1958-1973)Paul Newman. Gli anni ’60 e ’70 tra politica, automobilismo e cinemaPaul Newman. La devastante perdita del figlio Scott e l’impegno per un mondo migliore (1980-1986)Paul Newman. Un Oscar strameritato, le ultime indimenticabili interpretazioni e la morte (1986-2008)

Ma chi ti credi di essere? Paul Newman?”

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Un primato che il bellissimo attore americano deve condividere anche con altri bellissimi colleghi attori come Alain Delon o Brad Pitt, giusto per citarne alcuni noti per la loro avvenenza estetica. Ecco, noi non siamo Paul Newman, purtroppo potremmo dire, ma se non possiamo essere lui, perché non provare a ripercorrere le molte tappe della sua appassionante vita e magari scoprire qualche punto in comune con quest’uomo che in una sola vita riuscì ad essere attore, regista, filantropo, marito, padre, pilota automobilistico e molto altro?

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Perché la bellezza è solo il punto di arrivo e più evidente di un personaggio che andava ben oltre il mero aspetto estetico. Un uomo unico e pieno di risorse che cercheremo di raccontare nelle sue tappe più importanti, professionali e private che fossero, alla riscoperta del mito, perché fin dal cognome “Newman“, con lui Hollywood e tutto il mondo hanno scoperto quel “Nuovo uomo” che tanto assiduamente stavano cercando e che alla fine ha trovato a Shaker Heights, in Ohio.

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Un “Nuovo uomo” a soli 175 chilometri da dove nacque un’altra star hollywoodiana di indiscusso livello come Clark Gable, anch’esso prototipo quasi unico di bellezza e talento, ai tempi della nascita di Newman, giovanissimo attore in cerca della sua strada, e con cui ebbe però diversi punti in comune, pur essendo vissuti a un quarto di secolo di distanza con pochi giorni di differenza tra di loro (Clark Gable nacque il 1 febbraio, Paul Newman il 26 gennaio) ma con molte coincidenze e punti in comune che spesso accompagnano le carriere di due stelle del cinema di tale grandezza.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Molti anni dopo, nello stesso paese natale del bellissimo attore dagli occhi di ghiaccio, nacque uno dei personaggi più amati delle sitcom americane, stavolta appartenente al mondo della finzione, Ted Mosby di How I Met Your Mother, romantico sognatore in cerca dell’anima gemella nella sterminata New York di inizio Duemila, e in questa sorta di strano e affascinante varco temporale, in mezzo a questi due mondi, tra realtà e fiction, tra la Vecchia Hollywood e la televisione degli anni Duemila, troviamo colui che divenne, in poche parole, il 26 gennaio 1925, Paul Newman, l’uomo che fece da ponte tra la vecchia Hollywood e il cinema, la televisione e il mondo che verrà.

Paul Newman. I teneri inizi a teatro e i traumi della guerra (1925-1945)

Paul Leonard Newman nasce il 26 gennaio 1925 a Shaker Heights, nei pressi di Cleveland, in Ohio, figlio di Arthur Newman (1892), proprietario di un grande negozio di articoli sportivi, il quale era a sua volta figlio di genitori ebrei: madre ungherese e padre tedesco, e di Theresa Garth (1895), emigrante slovacca.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Paul mostrò fin dagli albori un precoce interesse per il teatro, e come in molti casi fu proprio la madre Theresa, che lavorava allo stesso tempo nel negozio del marito, a intravedere il potenziale talento del piccolo di casa e di cui curava l’educazione sia di lui che di suo fratello maggiore, Arthur (1924-2020), che successivamente lavorò con grande successo anche nel settore cinematografico come produttore e attore, collaborando spesso con Paul nelle sue case di produzione che creò durante la sua lunga e proficua carriera.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)
Paul (a destra) insieme al fratello Arthur a Shaker Heights, 1928 circa.
Immagine presa dal libro Paul Newman -Vita straordinaria di un uomo ordinario-

Fu, infatti, proprio Theresa a sostenere fin dalla precoce età di sette anni il figlio a perseguire questa sua aspirazione, tanto che debuttò come attore piccolissimo, interpretando il buffone di corte in una produzione scolastica di Robin Hood. All’età di 10 anni, invece, Newman si esibì alla Cleveland Play House in una produzione di San Giorgio e il drago e recitò nel loro programma teatrale per bambini chiamato Curtain Pullers.

Successivamente Paul si diplomò alla Shaker Heights High School nel 1943, dove frequentò brevemente la Ohio University ad Athens, Ohio, dove fu iniziato alla confraternita Phi Kappa Tau. Questi anni spensierati, però, furono scossi fin dalle fondamenta quando gli Stati Uniti, dopo l’attacco a sorpresa a Pearl Harbor da parte dei giapponesi, costrinse entrambi i fratelli ad entrare in guerra il 7 dicembre 1941 a fianco delle potenze dell’Intesa in piena Seconda Guerra Mondiale.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Paul Newman decise di arruolarsi, appena dopo la spensierata esperienza all’High School, nella U.S. Navy Air Corps, l’aviazione della Marina americana, sperando di diventare pilota, forse anche nel tentativo di emulare, raggiungendoli alla luce del giorno nel cielo comune, quelle stelle hollywoodiane notturne che, in diversi mansioni, come Clark Gable, Leslie Howard, Cary Grant, James Stewart, David Niven e diversi altri, svestendo i loro fittizi panni di attori della Vecchia Hollywood, si apprestarono in quegli anni coraggiosamente a sostenere le potenze dell’Intesa in questo monumentale evento storico.

Il daltonismo da cui era affetto, sfortunatamente, gli impedì di diventare pilota e raggiungere alcuni di questi miti nei drammatici teatri, aerei e terreni, in cui essi volavano incontrastati. Durante la Seconda Guerra Mondiale Paul prestò comunque un utile servizio nel Pacifico meridionale come marconista e mitragliere nelle squadriglie di siluranti/bombardieri Avenger (1943-1946). La terra era ancora il luogo a lui deputato e quindi dovette accontentarsi di collaborare con gli eterei cieli e i profondi mari protagonisti della battaglia tra il bene e il male, come radiotelegrafista. Per arrivare alle stelle non era ancora il tempo giusto, non era ancora il cielo giusto.

Anche perché fu proprio dal cielo, il 6 agosto 1945, mentre era in volo ad alta quota a circa 300 km a sud-ovest di Hiroshima, che vide, lontano sull’orizzonte, il bagliore del fungo atomico, esperienza di cui non amò affatto parlare anche molti anni dopo il drammatico sgancio delle bombe atomiche sulle due sfortunate città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki, ma che probabilmente nella sua mente gli rimase impressa, tanto che anche in futuro, forse per alleggerire il peso della vergogna di quell’atto compiuto dalla sua nazione, cercò di aiutare in diversi modi i più sfortunati.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Una stella che in uno dei primi viaggi nei cieli dell’umanità dovette fare i conti con il peso della distruzione di un mondo che sotto i suoi occhi, drammaticamente e ingiustamente, si dissolveva sotto il peso della bomba atomica. Un mondo che non ebbe la possibilità di vedere splendere, tra le tantissime altre cose che avrebbe potuto ammirare anche la stella di Paul Newman brillare…

Paul Newman. Verso la gloria tra un complicato ritorno dalla guerra e un primo matrimonio difficile (1946-1954)

Tornato dalla guerra, dopo i traumi provocati da essa, Paul ricominciò la sua vita postbellica occupandosi della gestione della ditta paterna alla ricerca di un po’ di normalità, ma presto si accorse che da un certo punto di vista stava tradendo la sua reale e piuttosto spiccata inclinazione artistica. Dopo alcuni anni, Paul Newman, segnato dall’esperienza bellica e dal senso di colpa per i compagni caduti, non vedendo grande sollievo nel mandare avanti l’attività di famiglia, decise di abbandonarla e usare i benefici per i veterani del secondo conflitto mondiale per studiare recitazione al Kenyon College, iscrivendosi poi all’Actors Studio.

Furono anni di gioie e dolori per il giovane Newman, questi. Negli anni subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, incontrò durante uno stage estivo di teatro Jackie Witte, un’aspirante attrice proprio come Newman, ai tempi diciannovenne, mentre lui ne aveva 24. Nel giro di pochi mesi si spostarono in Illinois per lavorare in una piccola compagnia teatrale e il 27 dicembre del 1949 si sposarono.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Il loro matrimonio durò nove anni, dal 1949 al 1958, anno in cui l’attore mise definitivamente fine alla sua passata relazione e sposò la Woodward, relazione che li portò a stare insieme per mezzo secolo fino alla morte di Newman nel 2008. Jackie e Paul ebbero comunque tre figli insieme: Scott Allan (1950-1978), morto a 28 anni per un’overdose di droghe, Susan Kendall (1953-2025) e Stephanie (1954).

Quasi immediatamente Jackie rimase incinta del primo figlio e Paul si vide sul nascere costretto a lasciare momentaneamente la recitazione per trovare un’occupazione più sicura per il futuro della prole che sarebbe nata da pochi mesi in là. Entrambi dovettero poi trasferirsi a Cleveland in seguito alla morte del padre di lei, per dare una mano alla madre, rimasta sola. Anche il padre di Paul morì in quel complicato 1950.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Sia Paul, sia Jackie non avevano però rinunciato ai loro sogni. Jackie aveva cercato e trovato lavoro come modella a New York, mentre Paul continuava a frequentare i corsi di recitazione all’Università di Yale. Ma quando Jackie rimase incinta per la seconda volta, Paul decise di lasciare definitivamente gli studi. Tuttavia pensò di concedersi almeno un anno per trovare lavoro nel cinema, prima di rinunciare definitivamente al suo sogno, e il fatto che lui stesse lontano da casa per lunghi periodi cominciò a pesare su Jackie, che doveva occuparsi da sola del piccolo Scott ed era incinta di Susan Kendall.

Le cose cominciarono a degenerare quando Paul ottenne il primo ruolo importante nello spettacolo di Broadway, Picnic (opera successivamente resa famosa dall’omonimo film diretto nel 1956 da Joshua Logan) nel 1953, a fianco di quella che diventerà il suo più grande amore e seconda moglie: la collega Joanne Woodward per l’appunto.

Jackie, nel frattempo che il marito non solo muoveva i suoi primi importanti passi nel mondo dello spettacolo, ma anche verso questo nuovo amore, rimaneva a casa mestamente da sola, a occuparsi dei due bambini piccoli, in particolare del piccolo Scott, un bambino molto irrequieto e difficile, cosa che purtroppo, come racconteremo più avanti, si ripercuoterà in maniera negativa per tuttala sua vita e che da grande lo porterà ad una fine piuttosto prematura.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Nel frattempo il marito stava lontano da casa per giorni e notti intere, cercando lavoro di giorno e partecipando la sera a feste e ricevimenti mondani, allo scopo di coltivare relazioni importanti per il suo lavoro. È comprensibile che, vedendo il marito comunque godersi la sua giovinezza in maniera decisamente migliore di lei, la giovane Jackie cominciasse a nutrire risentimento nei confronti di Paul, che nel frattempo aveva cominciato a sentirsi attratto dalla splendida collega ventiduenne.

Nonostante tutto, la relazione tra di loro proseguiva e arrivò anche la terza figlia, Stephanie, nel 1954, e Jackie, di fronte a tre figli piccoli nati in così pochi anni, dovette rinunciare definitivamente al sogno di recitare, schiacciata dal peso dello stress conseguente a una maternità affrontata in solitudine. Mentre lei vedeva per sempre sfiorire le sue ambizioni, Paul stava diventando sempre più affermato nel mondo del cinema, anche perché lui partecipando a feste e importanti ricevimenti insieme a Joanne otteneva sempre più consenso, mentre Jackie cupamente si eclissava in quella routine familiare composta solo da doveri riferenti al ruolo di moglie e madre.

Nuovi ruoli, infatti, stavano arrivando per il bel Paul, sebbene non tutti particolarmente entusiasmanti, come vedremo tra poco…

Paul Newman. Un debutto amaro, un matrimonio in pezzi e una svolta dall’alto (1954-1956)

Passando al debutto cinematografico vero e proprio di Paul Newman, lo troviamo ne Il calice d’argento, kolossal storico-biblico del 1954, diretto da Victor Saville. L’interpretazione di Newman per questo film non solo fu fondamentale e molto significativa, perché di fatto lo si può giudicare a pieno titolo il suo esordio cinematografico, ma anche perché, purtroppo per lui, fu anche un flop clamoroso, non solo perché il film fu un fallimento totale sia ai botteghini del tempo che in generale per la trama scialba e senza colore, che non entusiasmò affatto la critica.

Anche la stessa interpretazione di Newman ebbe critiche feroci, come quella di un critico del New Yorker che recitava esattamente così:

Paul Newman recita la sua parte con il fervore emotivo di un autista di autobus che annuncia le fermate locali”.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Un ingresso nel mondo del cinema, quindi, decisamente non degno di quel che poi sarà la carriera del grande attore di Shaker Heights, ma che già fin da questo debutto fa capire il carattere dello stesso Newman che, con enorme spirito di autocritica, non si scagliò contro il crudele critico del New Yorker, come magari qualche attore troppo sicuro di sé e permaloso avrebbe fatto senza pensarci, ma anzi fortemente amareggiato da questa critica alla sua interpretazione decise di migliorarsi per far sì che non accadesse più una cosa del genere.

Lui stesso, in prima persona, condannò la sua performance attoriale in modo non meno severo del critico del New Yorker, comprando una pagina su un quotidiano nazionale per chiedere pubblicamente scusa per la sua scialba e poco efficace interpretazione, e anche negli anni e decenni successivi glissò sempre alle domande riferenti a quel film, non giudicandolo affatto un film e un’interpretazione degna di essere ricordata e particolarmente riuscita.

Per due anni il giovane attore si autoesiliò e, allo stesso tempo, forse venne esiliato da quel mondo dorato che è Hollywood che difficilmente perdona giganteschi flop come quelli, rischiando fortemente di mettere fine fin dal principio alla propria carriera sul nascere, essendo Newman di natura molto insicuro e nient’affatto certo di avere la stoffa per arrivare a certi livelli, al contrario di altri giovani divi del tempo molto sicuri di sé come Marlon Brando, che non a caso aveva saggiamente rigettato quasi immediatamente il ruolo in quel film per lasciarlo al suo meno famoso e acerbo collega.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Un 1954 decisamente complesso per il bellissimo attore dagli occhi di ghiaccio: da una parte la gioia per la nascita della terza figlia, il primo ruolo da protagonista in un kolossal hollywoodiano e l’incontro con Joanne: ma dall’altra c’era un’altra vita complicata da dover archiviare e su cui costruire la sua felicità: il matrimonio con Jackie, oramai condannato a fine certa, un debutto cinematografico non certo entusiasmante che rischiava di fargli terminare prematuramente la sua giovane carriera e una famiglia con tre figli piccoli di cui non poteva certo ignorare l’esistenza.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Si prospettavano anni fondamentali, quelli tra il 1954 e il 1956, per il futuro grande attore di Nick Mano Fredda. Rinunciare alla carriera e alla felicità data dal cinema e da un nuovo amore, accontentandosi delle gioie della quotidianità familiare, o continuare a inseguire un sogno e un nuovo amore che aspettava solo di essere raccolto? La scelta, in qualche modo, arrivò dall’alto e, come tante carriere di successo o di insuccesso, fu il ruolo giusto e la casualità a indirizzarne i destini…

Paul Newman. Lassù qualcuno mi ama, carriera e amore pronti al decollo (1956)

Se nel 1954 Il calice d’argento sembrava il trampolino giusto per fare spiccare la carriera di un giovane attore, dal tema biblico alla vita reale le cose cambiarono decisamente forma, come se da un certo punto di vista la sua carriera dovesse spiccare il volo con un ruolo più facente parte alla storia umana e contemporanea e meno all’ambito agiografico assai lontano da lui. Nel 1956 infatti gli capita tra le mani una sceneggiatura assolutamente promettente: Lassù qualcuno mi ama di Robert Wise e questa volta Paul non sbaglia scelta.

Un ruolo anche in questo caso che non nasceva per lui, come lo sfortunato precedente, ma se in quel caso Brando gli aveva servito un proiettile quasi fatale alla sua giovane carriera, un altro collega involontariamente e drammaticamente gli servì non su un amaro calice, ma su un piatto d’argento, l’occasione di una vita, sebbene il medesimo attore un anno prima, nel 1955, gli negò un altrettanto straordinario trampolino di lancio come sarebbe stato La Valle dell’Eden di cui è rimasto un celeberrimo provino con entrambi protagonisti.

Stiamo parlando ovviamente di James Dean, che in pochi anni si prese alcuni dei ruoli più importanti del tempo, come Gioventù bruciata, La valle dell’Eden per l’appunto e Il gigante, ruolo in quest’ultimo film che purtroppo non poté portare fino alla fine, perché il 30 settembre 1955 morì drammaticamente in un incidente mortale a soli 24 anni, con una carriera da divo già scritta, ma purtroppo troncata nelle prime pagine da quella beffarda morte di cui rimangono solo i tre film sopracitati, in cui Dean fece intravedere il grandissimo talento di cui era in possesso, culminato anche con una candidatura all’Oscar postuma.

Tra i diversi progetti disegnati per Dean c’era proprio Lassù qualcuno mi ama, e se per esempio, come recentemente accaduto a grandissimi attori in epoca più recente come Joaquin Phoenix, Christian Bale e Matthew McConaughey, che loro malgrado si videro spesso portare via tantissimi altri ruoli importanti all’inizio della loro, poi comunque e ugualmente brillante, carriera, dallo strepitoso talento di Leonardo DiCaprio, ecco, se James Dean fosse vissuto più a lungo, viene da pensare che avrebbe similmente fatto lo stesso con molti dei suoi bravissimi, ma ancora acerbi colleghi del tempo, come era Newman nel medesimo periodo in cui l’attore di Gioventù bruciata esplodeva.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

La morte di James Dean aprì così una di quelle famose “sliding doors” che regalò a Newman il fondamentale ruolo del pugile Rocky Graziano proprio in Lassù qualcuno mi ama (1956), che lo impose all’attenzione di critica e pubblico per l’ottima e convincente interpretazione del famoso pugile italo-americano, divenuto celebre negli anni quaranta per la sua fantastica e complicata carriera tra pugilato e vita privata.

Forse nascosto in quel qualcuno potremmo implicitamente vedere, romanticamente parlando e uscendo dalle motivazioni reali del film, vedere la stella di James Dean, che sulla sua scia lasciò un po’ di polvere di stelle al giovane e alquanto bisognoso Paul, che di quell’aiuto dall’alto in quel particolare momento della sua vita necessitava, ovunque esso venisse.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Fatto sta che l’occasione il giovane attore dell’Ohio la colse e ne fece un ottimo uso, perché la sua carriera e la sua vita privata da lì in poi non furono più le stesse, ispirando magari in una sorta di caduta a cascata anche il giovanissimo Sylvester Stallone, che con Rocky, a metà anni settanta, fece nascere una saga leggendaria sul mondo del pugilato, e che molti decenni dopo venne proseguita da Michael B. Jordan in Creed. Insomma, il cinema senza questo film avrebbe perso probabilmente molta della sua magia e tre grandi attori di indiscusso talento non avrebbero avuto la loro occasione per emergere.

Paul Newman. E’ nata una stella tra una carriera che splende e un grande amore da vivere finalmente alla luce del sole (1956-1958)

Nonostante la continua umiliazione pubblica che dovette subire, vista la palese infedeltà e l’ormai straripante notorietà del marito, la Witte inizialmente si rifiutò di firmare le carte del divorzio. Solo quando la Woodward rimase incinta di Newman, Jackie si arrese alla fine del suo matrimonio e firmò definitivamente la separazione, lasciando libera di esplodere la nuova e felice vita che Newman si aspettava di vivere con la Woodward. Quando il divorzio divenne effettivo, le vite dei due, se non per il bene dei figli, si divisero completamente e non si incontrarono più.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Newman non parlò mai volentieri del suo primo matrimonio nel corso degli anni, un po’ probabilmente per pudore, forse un poco per vergogna, perché spesso dove nasce un grande amore ce n’era stato un altro prima, che comunque andava rispettato per il dolore, nascosto tra le pieghe della sua felicità, che esso aveva portato per chi, come Jackie, era rimasta dietro quel velo di cui è fatto il sipario, dove il passato rimane.

Solo molti anni dopo Newman si sbilanciò sul suo primo matrimonio in un’intervista, tra un’assunzione di colpe e una sorta di mea culpa tardivo per ciò che non aveva funzionato in quella relazione:

Probabilmente ero troppo giovane e immaturo perché potesse funzionare. In ogni caso, quello che è successo in quel periodo, non riguarda nessun altro se non noi”.

Fatto sta che poco dopo il divorzio, il 29 gennaio 1958, a Las Vegas, Paul sposò in seconde nozze l’attrice e collega Joanne Woodward, con la quale rimase fino alla morte e con la quale insieme ebbe tre figlie: Elinor “Nell” Teresa (8 aprile 1959), Melissa “Lissy” Stewart (17 settembre 1961), e Claire “Clea” Olivia (1965).

Un anno d’oro il 1958 quello per la nuova coppia di giovani, bellissimi e talentuosi attori visto che nello stesso anno recitò con il marito in Missili in giardino e in particolare La lunga estate calda film dove il loro affiatamento non solo artistico si palesa in tutta la sua bellezza, e che per poco più di mezzo secolo, li legò indissolubilmente senza mai stancarsi l’uno dell’altra.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Anni dopo, quando in diverse interviste chiesero il segreto di un legame così forte e duraturo, Paul rispose laconicamente e semplicemente così:

Paul perché nn sei mai stato infedele a Joanne??

Ho una bistecca a casa.

Perché dovrei andare fuori per un hamburger???

Lo stesso anno la Woodward, non contenta di essersi accalappiata uno degli uomini più desiderati del momento, ottenne anche un meritato premio Oscar come migliore attrice per la sua straordinaria interpretazione nel film del 1957 diretto da Nunnally Johnson, La donna dai tre volti.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Insieme, i due collaborarono non solo nella vita, creando attorno a loro una nuova e amorevole famiglia, questa volta con un Paul Newman decisamente più maturo, per gestire un rapporto più serio affiancato alla popolarità sempre più straripante in quegli anni di cui godeva. Insieme, avrebbero collaborato costantemente, tra cinema e televisione, per quasi cinquant’anni di vita comune, dentro e fuori dal set.

Interpretarono insieme film come Dalla terrazza (1960), Paris Blues (1961), Il mio amore con Samantha (1963), Indianapolis, pista infernale (1969), Un uomo oggi (1970), Detective Harper: acqua alla gola (1975), sequel di Detective’s Story, Mr. & Mrs. Bridge (1990) e la miniserie televisiva Empire Falls – Le cascate del cuore (2005), mentre Newman diresse poi la moglie da regista nei film La prima volta di Jennifer (1968), Gli effetti dei raggi gamma sui fiori di Matilda (1972), Harry & Son (1984), Lo zoo di vetro (1987) e Prima dell’ombra (1980), adattamento televisivo del testo teatrale The Shadow Box di Michael Cristofer.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Una carriera che però andò ben oltre i film che Newman fece con la moglie, con titoli formidabili che, dal finire del 1958 in poi, l’attore con gli occhi di ghiaccio più belli di Hollywood servì a tutti i suoi estimatori ed estimatrici…

Paul Newman. La gatta sul testo che scotta e altri quindici anni di intramontabili successi (1958-1973)

Tra la fine degli anni cinquanta e la metà degli anni settanta, Newman fu protagonista di alcuni fra i più grandi successi della storia di Hollywood, segno di come servisse davvero poco per far sbocciare un talento che necessitava solo di un terreno fertile e più sereno per poter espandere tutta la sua immensa versatilità.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

La gatta sul tetto che scotta nel 1958, adattamento cinematografico della brillante opera teatrale di Tennessee Williams, fu infatti un clamoroso successo con uno smagliante Paul Newman, un vulcano di rabbia repressa e infelicità inesprimibile, che dirige contro sé stesso autodistruggendosi, e di un’elettrizzante Elizabeth Taylor che rende pieno onore al titolo divenuto poi iconico.

Una donna passionale, sinceramente innamorata e disposta a tutto per riavere l’uomo che ama, ma proprio perché innamorata incapace di credere alla vera causa del suo disinteresse. Una commedia-dramma che gioca sull’ambiguità del rapporto dell’amato con il suicida Skipper, un’omosessualità latente e repressa dal protagonista, sebbene nel film del 1958 il tema sia stato ovviamente edulcorato per rispettare il clima dell’epoca.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)
Paul Newman nel trailer del film La gatta sul tetto che scotta (1958)

Un pieno di nomination agli Oscar l’anno successivo, che però vide uscire con un pugno di mosche sia i due attori protagonisti che il film, cosa che per Paul non sarà affatto un episodio isolato, ma che non intacca il valore assoluto del film che lo ha reso una commedia drammatica sempre godibile anche oggi, con ritmi eccezionali e attori, protagonisti e non, in assoluto stato di grazia.

Ma sono anni di altri grandissimi successi come Exodus (1960), ma soprattutto film come Lo spaccone (1961) dove imparò per l’occasione a giocare a biliardo, Hud il selvaggio (1963), Intrigo a Stoccolma (1963), Il sipario strappato (1966), Nick mano fredda (1967), Butch Cassidy (1969) e La stangata (1973) a fianco di quello che diventerà uno dei più fraterni amici di Newman, l’altro bellissimo e recentemente scomparso, Robert Redford, diretto in entrambi i casi da George Roy Hill, a farlo diventare la leggenda che è ancora oggi.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Film straordinari e assai diversi in cui è possibile ammirare tutto lo smisurato talento di Newman, che si tratti di ruoli drammatici, comici e ironici, polizieschi, sobri o fuori dalle righe. Paul, nel giro di una quindicina d’anni, non sbagliò un film, regalandoci scene iconiche come quella delle uova in Nick mano fredda, le sfide a biliardo ne Lo Spaccone e i brillanti duetti in Butch Cassidy e La stangata con Redford, in una gara di bravura difficilmente replicabile e trovabile in uno stesso film.

Paul Newman. Gli anni ’60 e ’70 tra politica, automobilismo e cinema

Newman, oltre agli aspetti legati alla carriera recitativa e all’amore, trovò anche nella politica modi per esprimersi con passione e fervore. Negli anni sessanta decise di sostenere il senatore democratico Eugene McCarthy. Tanto il suo impegno fu caratterizzato da una tutt’altra che passiva attività politica, ma anzi da una continuativa e più che mai attiva partecipazione a messaggi televisivi di propaganda a favore del candidato democratico, che l’attore fu addirittura, in quel periodo, supervisionato e seguito da Richard Nixon, tanto da includerlo nella sua “lista di nemici”.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)
Paul newman nel wisconsin per la campagna elettorale del senatore democratico eugene mccarthy nel 1968.

Altra sua grande passione, che nacque sul finire degli anni Sessanta, furono le corse automobilistiche, scoperte in particolare dopo aver recitato nel film Indianapolis pista infernale del 1969.

Un interesse così serio che dedicò un periodo all’apprendimento delle tecniche di guida, in cui venne istruito da Bob Bondurant, tanto che agli inizi degli anni Settanta iniziò la carriera di gentleman-driver, pilota non professionista, prendendosi lunghi periodi di pausa dalle riprese cinematografiche per partecipare alle gare nei circuiti statunitensi, dove andava in camper portandosi dietro famiglia e amici.

Anche lì, come in tutti i campi in cui decise di mettere il suo nome, finì per affermarsi con grande successo, arrivando addirittura secondo alla 24 Ore di Le Mans nel 1979 e accumulando nella sua vita una notevole collezione di auto da competizione.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)
La porsche 935 pilotata da newman, stommelen e barbour alla 24 ore di le mans del 1979 conclusa al secondo posto assoluto e primi di classe, esposta in un museo

Una soddisfazione, quella delle corse, che lo gratificava, dopo essere diventato un ottimo giocatore di biliardo in quegli anni, dai fallimenti sportivi che ammetteva di avere avuto da ragazzo, e che ora, grazie al cinema e al successo, ebbe l’opportunità di riscattarsi con gli interessi. Della sua passione per le corse, così dichiarò nel libro Le Mans: 24 ore di corsa, 90 anni di storia:

«Sono stato un cattivo pugile, un deludente giocatore di football americano, di tennis, di badminton, un pessimo sciatore. Non ho mai avuto il dono della grazia nello sport. Poi un giorno mi son detto: “Sta’ a vedere che invece sono un decente pilota…”»

Un più che decente pilota sicuramente in quel periodo, ma accompagnata da una carriera cinematografica che anche nella seconda metà degli anni Settanta, proseguiva spedita verso altri grandi successi. Dopo film come La stangata nel 1973, altri film negli anni ’70 come il catastrofico L’inferno di cristallo di John Guillermin nel 1974, insieme a tantissime altre grandissime star, arrivò anche Quintet (1979), film di fantascienza di Robert Altman dove ebbe l’onore di collaborare con un altro nostro grandissimo attore nostrano, Vittorio Gassmann.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Oramai, in venticinque anni di straordinaria carriera, da incognita di bell’aspetto con un promettente futuro di autista di autobus, era divenuto di fatto una “leggenda del cinema” senza se e senza ma, ma anche un uomo politicamente e attivamente molto temuto e un ottimo pilota automobilistico, senza dimenticare l’essere uno stimato padre di famiglia.

Ma dietro a questi grandi successi, molte delusioni accompagnarono la vita in quegli anni: le tante nomination fallite in quegli anni ne La gatta sul tetto che scotta (1958), Lo spaccone (1961), Hud il selvaggio (1963) e Nick mano fredda (1967), ma in particolare, senza dubbio, il più grande dolore che annebbiò i suoi bellissimi occhi azzurri: la perdita che un essere umano non dovrebbe mai sopportare, quella di un figlio, il suo primogenito e unico figlio maschio, Scott.

Paul Newman. La devastante perdita del figlio Scott e l’impegno per un mondo migliore (1980-1986)

Nel novembre del 1978, una tragedia cambiò per sempre il corso della vita di Paul Newman. Suo figlio Scott, l’unico maschio, morì a soli 28 anni per un’overdose accidentale di alcol e droghe in un hotel di Los Angeles. Scott, attore e stuntman apparso in film come L’inferno di cristallo e Breakheart Pass, aveva combattuto a lungo contro la dipendenza.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Paul, simbolo di una carriera solida e luminosa a Hollywood, fu travolto da una perdita che nessun premio o successo avrebbe mai potuto compensare. Anni dopo, avrebbe confessato che quel colpo di telefono, quella notizia, aveva cambiato tutto, per sempre.

La morte del figlio distrusse Newman. Immaginate vivere una vita alla Paul Newman fatta di grandi successi cinematografici e di numerose estimatrici ed estimatori che ti adorano, e accorgersi in una fredda giornata di novembre di aver in qualche modo fallito come essere umano e padre.

In quel periodo il grande attore si descrisse come “arrabbiato, colpevole, svuotato”. Tre parole per tentare di spiegare il dolore inimmaginabile di essere riuscito con grande successo in tante cose, ma non in quella di salvare l’amato figlio dal baratro della tossicodipendenza e dall’accidentale morte che lo colpì a nemmeno trent’anni di vita.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Un tormento derivante non solo dalla morte di suo figlio, già di per sé devastante, ma in cui si aggiunge l’ulteriore fardello di ciò che non aveva fatto abbastanza: le assenze durante gli anni cruciali della crescita di Scott, tra un matrimonio sbagliato, una carriera agli albori da fare crescere e un nuovo amore e una nuova famiglia a cui dedicarsi, tralasciando i segnali che forse aveva ignorato e che magari avrebbero potuto salvare la vita di Scott.

Domande devastanti che perseguitarono per tutta la vita che rimaneva il grande attore di Shaker Heights. Di notte si svegliava immaginando conversazioni mai avvenute, rivivendo momenti con un’intensità che solo il rimpianto può portare.

Dopo la morte di Scott, Paul scomparve per un po’ dalla scena pubblica, chiuso nel suo lutto personale di padre ferito. Gli amici raccontavano che bastava nominare il nome di suo figlio perché i suoi occhi si riempissero di lacrime. Ma da quel dolore, come Paul ha sempre fatto, anche da questa profonda crisi, nacque qualcosa di potente e importante: una volontà incrollabile di trasformare il lutto in impegno concreto.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Nel 1980, Paul decise di fondare insieme alla sua famiglia lo Scott Newman Center a Los Angeles. Lo scopo era semplice ma urgente: educare i giovani sui pericoli delle droghe e dell’alcol, puntando sulla prevenzione attraverso programmi scolastici, dialoghi tra coetanei e risorse per le famiglie. Paul non aveva potuto salvare suo figlio, ma in nome di esso poteva aiutare tante famiglie e tanti figli a farlo nel nome di quel figlio che poteva ancora avere un senso e con cui, il suo appeal di celebrità mondiale, poteva fare la differenza.

Paul partecipava agli eventi in prima persona, parlava ai ragazzi, si esponeva come aveva sempre fatto, ma ora con un dolore assolutamente personale e che poteva servire per magari spingere fuori dal baratro della tossicodipendenza qualche ragazzo, cosa che purtroppo non gli era riuscita con il giovane e fragile figlio Scott.

Credeva profondamente che, se la storia di Scott avesse potuto salvare anche solo una vita, allora la sua tragedia avrebbe avuto un senso per esistere.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Anche quando, nel 1982, creò la linea Newman’s Own per finanziare cause benefiche, il centro intitolato a Scott restò il progetto più intimo, più vicino al cuore. Nelle sue parole pubbliche, Paul non cercò mai di edulcorare il dolore. Riconosceva che l’impegno filantropico lo aveva aiutato a trovare uno scopo oltre il cinema e oltre le corse automobilistiche. Solo aiutando qualcun altro poteva attenuare quel senso di perdita tanto devastante che solo la morte di un figlio a un genitore può dare.

In una delle sue confessioni più toccanti disse queste meravigliose e struggenti parole:

Pensavo che il mio compito fosse lasciargli trovare la sua strada, ma a volte l’amore deve essere più presente, più diretto.”

Quelle parole divennero un faro per tanti genitori smarriti nel dolore. Scott non fu mai dimenticato. Anche negli ultimi anni della sua vita, Paul continuò a partecipare agli eventi legati al centro, con la stessa passione degli inizi, come se in questa vita potesse dare al figlio una nuova vita al di là della morte che troppo giovane lo aveva portato via, in nome del prossimo, per trovare un senso dove un senso non poteva esistere.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Il dolore non se ne andò mai davvero. Ma diventò una forza che lo spinse oltre in un’energia trasformata in protezione per migliaia di giovani. Un atto d’amore che, nel silenzio della perdita, avrebbe continuato a far vivere il nome di Scott nel modo più profondo e duraturo possibile.

Insieme allo scrittore Aaron Edward Hotchner, nel 1982 fondò la Newman’s Own, un’azienda alimentare specializzata in produzioni biologiche i cui ricavi vengono devoluti in beneficenza per scopi umanitari ed educativi. Con il PEN American Center, la Newman’s Own ha finanziato sino al 2006 un premio annuale di 20000 dollari riservato al cittadino statunitense che abbia più coraggiosamente difeso il “primo emendamento” della Costituzione statunitense, relativo alla libertà di espressione, di culto e di stampa.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Nel 1988 fondò l’Associazione “Hole in The Wall Camps”, con l’obiettivo di realizzare programmi di terapia ricreativa per bambini gravemente malati; il progetto prese vita in Connecticut, per poi espandersi in Africa ed Europa.

In Italia ha visto la realizzazione di Dynamo Camp, una struttura ricreativa rivolta ai bambini e ai ragazzi dai 6 ai 17 anni affetti da gravi patologie. Insomma, l’impegno di Newman nella filantropia e nell’aiuto verso il prossimo conobbe nel nome di Scott il suo più importante contributo a cui Newman affidò gli ultimi trent’anni della sua straordinaria vita, di cui ormai Hollywood era una tappa saltuariamente da visitare, non più la meta unica del suo straordinario viaggio.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Paul Newman. Un Oscar strameritato, le ultime indimenticabili interpretazioni e la morte (1986-2008)

Nel 1986, Paul ricevette finalmente dal punto di vista artistico quanto aveva seminato nei trent’anni precedenti: dapprima arrivò l’Oscar alla carriera nel 1986 e, nel 1987, vinse addirittura quello di miglior attore protagonista per Il colore dei soldi, sequel de Lo spaccone, diretto stavolta da Martin Scorsese con un giovane Tom Cruise al suo fianco.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Un riconoscimento che fece rumore non tanto per l’Oscar di Newman, ma per le diverse coincidenze che portarono alla consegna del suo secondo Oscar, stavolta per una sua interpretazione e non per meriti acquisiti durante una brillante carriera di straordinarie interpretazioni.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Per l’insieme di questi motivi decise di non ritirare personalmente il premio, avendo, in largo anticipo, preferito non presenziare alla cerimonia, dopo le numerose volte in cui era stato candidato e mai premiato. Nel 1994, non contento di aver ricevuto due statuette in pochi anni, ricevette anche il premio umanitario Jean Hersholt, particolare premio dato dall’Academy per coloro che hanno dato eccezionali contributi a cause umanitarie. Così commentò sarcasticamente questo riconoscimento tardivo da parte dell’Academy nei suoi confronti:

È stato come rincorrere una bella donna per 80 anni”.

Una bella donna che lo fece parecchio dannare, probabilmente una delle poche capaci di non cedere al suo magnetico fascino composto da talento, bellezza e due occhi di ghiaccio incastonati in un viso da fotoromanzo. Seguirono altre due nomination agli Oscar nel 1994 per La vita a modo mio e nel 2002 per la sua magistrale, ultima struggente interpretazione cinematografica nelle vesti di John Rooney, con al fianco star del livello di Tom Hanks, Jude Law, Jennifer Jason Leigh, Stanley Tucci e Daniel Craig, tutti diretti magistralmente da Sam Mendes.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Un film che degnamente concluse l’esperienza terrena cinematografica di Paul Newman, con un ruolo che inevitabilmente per lui aveva avuto un profondo significato, avendo perso il suo unico figlio maschio e che probabilmente avrebbe preferito che il proprio amato Scott avesse pronunciato al suo di funerale però, magari affermando, tra una lacrima e l’altra, malinconicamente “questo era mio padre”.

Una frase che Paul, tra i tanti successi che ebbe, non poté mai sentire pronunciare da quel figlio perso nel crudele e ingiusto giogo della vita.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

La sua vita recitativa comunque proseguì per altri anni, continuando a recitare anche attraverso altri mezzi audio-visivi come per la televisione in Empire Falls – Le cascate del cuore (Empire Falls) sotto la regia di Fred Schepisi – miniserie TV del 2005, e particolarmente significativo rimane il suo ultimo lavoro cinematografico nel film d’animazione Pixar Cars (2006), in cui presta la voce al personaggio di Doc Hudson, disillusa e anziana macchina da corsa di successo che farà da mentore fondamentale per la giovane fuoriserie Saetta McQueen.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Un finale perfetto, anche per legare a sé lo sport che tanto aveva amato e che aveva già sulle piste salutato un anno prima nella sua ultima 24 Ore di Le Mans del 2005 ad ottant’anni magnificamente portati.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Anche il suo impegno politico, di fianco ai candidati democratici, non venne mai a meno nemmeno in vecchiaia. Sostenitore da sempre del Partito Democratico statunitense, nel 2006 non mancò di garantire il suo sostegno alla campagna di Ned Lamont (che non fu eletto), finanziando quella presidenziale di Chris Dodd, poi ritiratosi.

Il 25 maggio 2007 l’attore dichiarò in un’intervista anche l’ultima dolorosa decisione da prendere. Alla rete televisiva ABC comunicò la sua decisione di ritirarsi definitivamente dalle scene, considerandosi ormai troppo vecchio per continuare a recitare. Nel 2009 fu inserito anche nella Sport Car Club of America Hall of Fame.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)
Paul Newman a Washington nel 2007

Venuto una prima volta in Italia nel 1963, a Venezia, Newman tornò nel 2007 nel nostro paese per inaugurare la sezione italiana della fondazione “Dynamo Camp” a Limestre, in provincia di Pistoia, per non dimenticare il suo impegno per i bambini e e le famiglie portatori di handicap e di altre svariate difficoltà, offrendo vacanze gratuite a bambini con gravi patologie sul modello della sua azienda benefica Newman’s Own.

Il 31 luglio 2008 fu ufficializzata la notizia che Newman era affetto da un cancro ai polmoni, diagnosticatogli allo Sloan-Kettering Cancer Center di New York. Secondo il The Sun, l’attore sarebbe vissuto solo poche settimane dopo la diagnosi.

Dopo l’ultimo ciclo di chemioterapia presso il Weill Cornell Medical Center di New York e dopo aver scelto di interrompere le cure, Newman lasciò l’ospedale per passare gli ultimi giorni con la famiglia nella sua casa di Westport, nel Connecticut, dove morì serenamente il 26 settembre 2008, all’età di 83 anni. Dopo un funerale privato, fu cremato e le ceneri custodite dalla famiglia.

Si conclude così la straordinaria vita dell’uomo nuovo di Hollywood che seppe regalare nella sua vita, non immune da colpe, un raro esempio di uomo che, tra fallimenti e successi, grandi gioie e immensi dolori, dimostrò che la vita terrena finisce, ma non il bene che si fa durante la propria esistenza terrena.

Paul newman. Ritratto di un attore. L'uomo dagli occhi di ghiaccio tra vita e cinema (1925-2008)

Non solo con il Dynamo Camp descritto in precedenza, ma anche con la SeriousFun Children’s Network, una rete internazionale che comprende i campi originali di Newman in tutto il mondo, focalizzati sull’aiutare i bambini malati a essere semplicemente bambini, e la Newman’s Own Foundation, che devolve ancora oggi tutti i profitti in beneficenza, supportando anche la fame nel mondo, i bambini in condizioni difficili e lo sviluppo sostenibile. 

Uno straordinario esempio di come una stella terrena, anche una volta scomparsa, possa illuminare dall’alto il mondo circostante che ha contribuito a creare in vita, perché Paul Newman non è stato solo un grandissimo attore, ma molto molto di più: l’uomo nuovo che non solo il cinema si aspettava, ma il mondo intero attendeva e con cui, ancora, con tanto caloroso affetto, malinconicamente e con somma gratitudine, ancora guarda…

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