La parità di genere nel cinema, la diversità come valore e non come colpa, i diritti dei migranti, degli omosessuali, la lotta al razzismo. I Golden Globes 2019 si sono svolti all’insegna dell’inclusione e dell’ accettazione

Gli appassionati ricordano gli abiti neri e i discorsi dal palco dello scorso anno. Per questa edizione si può dire che si sia proseguito sulla strada tracciata nel 2018, a partire dall’elenco dei premiati, che qualche sorpresa l’ha riservata – per sapere quali rileggete l’articolo sulle nomination, trovate il link nel titolo – pur senza sovvertire del tutto i pronostici della vigilia. Da notare come i possibili super favoriti Vice e A Star is born, dopo aver fatto il pieno di nomination, si siano dovuti accontentare. Affiatata la coppia di presentatori formata da Sandra Oh (nella duplice veste di conduttrice e premiata, siamo in America!) e dall’attore comico Andy Samberg. Pronti? Partiamo con il commento ai premi cinematografici. In grassetto i vincitori.

Miglior Film Drammatico

La strana cinquina delineata dalle nomination presentava molte incognite. La scelta di premiare il film su Freddie Mercury non sorprende. La pellicola, pur con i suoi difetti, ha una forza tragica potente.

Miglior Attore protagonista in un film drammatico

  • Bradley Cooper, A Star Is Born
  • Willem Dafoe, At Eternity’s Gate
  • Lucas Hedges, Boy Erased
  • Rami Malek, Bohemian Rhapsody
  • John David Washington, Blackkklansman

Accade, non sempre sia chiaro, che un film per certi versi biografico si regga sull’interpretazione del protagonista. Malek ha saputo misurarsi senza sfigurare con una figura mitica e il premio è meritato, non fosse altro che per la dedica a Freddie pronunziata dall’attore sul palco.

Miglior Attrice protagonista in un film drammatico

  • Glenn Close, The Wife
  • Lady Gaga, A Star Is Born
  • Nicole Kidman, Destroyer
  • Melissa McCarthy, Can You Ever Forgive Me?
  • Rosamund Pike, A Private War
Dopo la sorpresa e la commozione il sorriso raggiante di Glenn Close.

Doveva arrivare, prima o poi, e ne sono molto felice. Glenn Close conquista il premio come miglior attrice e le auguro che sia un buon viatico per l’Oscar che una carriera come la sua meriterebbe senza contare che l’interpretazione fornita è davvero magistrale. Lady Gaga, in abito blu ghiaccio che omaggia la memoria di Judy Garland, cede con classe le armi.

Miglior Film Comico o musical

L’esilarante Crazy Rich Asians deve arrendersi, come La Favorita al trionfo di Green Book, commedia on the road sull’amicizia interrazziale. Per cambiare il cuore della gente ci vuole coraggio e un film come questo lo ricorda a tutti.

Miglior Attore protagonista in un film comico o musical

  • Christian Bale, Vice
  • Lin-Manuel Miranda, Mary Poppins Returns
  • Viggo Mortensen, Green Book
  • Robert Redford, The Old Man and the Gun
  • John C. Reilly, Stan & Ollie

Christian Bale stupisce ancora una volta con le sue capacità e vince a mani basse. Ritirando il premio l’attore spiazza tutti ringraziando ironicamente Satana per averlo ispirato per il personaggio di Cheney. Qui ci sta bene un fantozziano “92 minuti di applausi”.

Miglior Attrice protagonista in un film drammatico o musical

  • Emily Blunt, Mary Poppins Returns
  • Olivia Colman, The Favourite
  • Esie Fisher, Eighth Grade
  • Charlize Theron, Tully
  • Constance Wu, Crazy Rich Asians

Anche qui pronostico rispettato, Olivia Colman sbaraglia la concorrenza. Alle altre resta solo da sfoggiare il proprio abito sfarzoso: incantevoli Emily Blunt vestita da Alexander McQueen e Charlize Theron, in Christian Dior.

Miglior Attore non protagonista

  • Mahershala Ali, Green Book
  • Timothee Chalamet, Beautiful Boy
  • Adam Driver, Blackkklansman
  • Richard E. Grant, Can You Ever Forgive Me?
  • Sam Rockwell, Vice

Altro riconoscimento al cinema d’integrazione sulla storia della comunità afroamericana è arrivato con il premio al miglior attore non protagonista a Mahershala Ali, per il ruolo di Doc Shirley.

Miglior Attrice non protagonista

  • Amy Adams, Vice
  • Claire Foy, First Man
  • Regina King, Se la strada potesse parlare
  • Emma Stone, La Favorita
  • Rachel Weisz, La Favorita

Tra le due litiganti per il favore della regina, a godere è un’ outsider come spesso nella storia dei premi. Qui la gara era serratissima, sarebbe interessante sapere di quanto abbia prevalso la pur eccellente Regina King.

Miglior Regia

  • Bradley Cooper, A Star Is Born
  • Alfonso Cuaròn, Roma
  • Peter Farrelly, Green Book
  • Spike Lee, Blackkklansman
  • Adam McKay, Vice

Lo spazio nella bacheca già affollata di Alfonso Cuaròn si arricchisce di un altro premio. Con buona pace degli sconfitti, che se lo aspettavano, così come gran parte dei presenti.

Miglior Sceneggiatura

  • Roma, Alfonso Cuaron
  • La Favorita, Deborah Davis e Tony McNamara
  • Se la strada potesse parlare, Barry Jenkins
  • Vice, Adam Mckay 
  • Green Book, Nick Vallelonga, Brian Currie e Peter Farrelly

Terzo premio di peso per Green Book, non arriva il contentino per Barry Jenkins, che in questo caso manda all’incasso solo il Globo per l’attrice non protagonista.

Miglior Film straniero

  • Capernaum
  • Girl
  • Never Look Away
  • Roma
  • Shoplifters

Anche qui nulla di inatteso. Roma spicca facilmente su tutti gli altri, vincendo in scioltezza.

Miglior Film d’animazione

  • Gli Incredibili 2
  • L’Isola dei Cani
  • Ralph spacca Internet
  • Mirai
  • Spider Man: un nuovo universo

Ribaltando il pronostico il nuovo supereoe Miles che prende il testimone di Peter Parker come Spider Man vince come miglior cartoon. Dietro l’animazione c’è la matita italiana di Sara Spinelli, con cui mi complimento. Vi invito a vedere l’intervista rilasciata dalla disegnatrice sul sito di Repubblica.

Miglior Colonna sonora

  • Marco Beltrami per A Quiet Place
  • Alexandre Desplat per L’isola dei cani
  • Ludwig Goransson per Black Panther
  • Justin Hurwitz per The First Man
  • Marc Shaiman per Il ritorno di Mary Poppins

Justin Hurwitz porta a casa l’unico premio di The First Man e credo che un po’ di senso di colpa tra i giurati abbia giocato il suo ruolo nella scelta, pur senza voler sminuire i meriti del giovane compositore.

Miglior Canzone

  • “All the Stars” in Black Panther
  • “Girl in the Movie” in Dumplin’
  • “Requiem for a Private War” in A Private War
  • “Revelation” in Boy Erased
  • “Shallow” in A Star is Born

Bradley Cooper e Lady Gaga possono festeggiare, anche se escono metaforicamente con le ossa rotte dalla cerimonia. Questo è l’unico premio vinto da A Star is born.

Serie TV

Dopo i premi cinematografici passiamo a quelli televisivi. La migliore serie drammatica è The Americans. Lo show è l’avvincente e storicamente accurato racconto dell’America della Guerra Fredda,alla sua sesta stagione. Richard Madden (già conosciuto per la parte di Rob Stark in Game of Thrones) viene consacrato dal riconoscimento come miglior attore in una serie tv drammatica per BodyguardBen Whishaw conquista l’alloro di miglior attore non protagonista nella miniserie inglese A very english scandal, basata sulla vicenda del deputato liberal Jeremy Thorpe che dovette affrontare lo scandalo di veder rivelata la sua relazione gay al mondo. Nel dopo cerimonia Whishaw ha detto alla stampa che si augura che sempre più ruoli di eterosessuale vengano affidati a gay: “Credo che gli attori possano interpretare e incarnare qualsiasi cosa”Patricia Arquette si è aggiudicata la statuetta per la migliore attrice in una miniserie drammatica con il suo ruolo in Escape at Dannamora, che racconta la storia vera del piano di fuga che nel 2015 vide due detenuti evadere, per la prima volta, dal più grande carcere di massima sicurezza a New York. Rachel Brosnahan è la migliore attrice in una commedia o musical tv con La fantastica signora Maisel. Il Globo di miglior attore di una serie-commedia incorona il veterano Michael Douglas per la serie tv Netflix The Kominsky Method. Dal palco l’attore, 75 anni a settembre, ha ringraziato il suo “sparring partner” Alan Arkin, la moglie Catherine Zeta-Jones e ha detto che consegnerà la statuetta al padre Kirk, ancora arzillo alla veneranda età di 102 anni.

Michael Douglas stringe orgoglioso il premio vinto per la serie Il Metodo Kominsky.

Miglior Serie drammatica

  • The Americans
  • Bodyguard
  • Homecoming
  • Killing Eve
  • Pose

Miglior Serie – commedia o musical

  • Barry
  • Il metodo Kominsky
  • Kidding
  • La fantastica signora Maisel
  • The Good Place

Miglior Attore in una serie drammatica

  • Jason Bateman, Ozark
  • Stephen James, Homecoming
  • Richard Madden, Bodyguard
  • Billy Porter, Pose
  • Matthew Rhys, The Americans

Migliore Attrice in una serie drammatica

  • Caitriona Balfe, Outlander
  • Elisabeth Moss, The Handmaid’s Tale
  • Sandra Oh, Killing Eve
  • Julia Roberts, Homecoming
  • Keri Russell, The Americans

Miglior Attore in una serie – comedy o musical

  • Sacha Baron Cohen, Who Is America?
  • Jim Carrey, Kidding
  • Michael Douglas, Il metodo Kominsky
  • Donald Glover, Atlanta
  • Bill Hader, Barry

Migliore Attrice in una serie – comedy o musical

  • Kristen Bell, The Good Place
  • Candice Bergen, Murphy Brown
  • Alison Brie, GLOW
  • Rachel Brosnahan, La fantastica signora Maisel
  • Debra Messing, Will & Grace

Miglior Miniserie o Film TV

  • A Very English Scandal
  • American Crime Story: L’assassinio di Gianni Versace
  • Escape at Dannemora
  • L’alienista
  • Sharp Objects

Miglior Attore in una Miniserie o Film TV

  • Antonio Banderas, Genius: Picasso
  • Daniel Bruhl, L’alienista
  • Darren Criss, American Crime Story: L’assassinio di Gianni Versace
  • Benedict Cumberbatch, Patrick Melrose
  • Hugh Grant, A Very English Scandal

Migliore Attrice in una Miniserie o Film TV

  • Amy Adams, Sharp Objects
  • Connie Britton, Dirty John
  • Patricia Arquette, Escape at Dannemora
  • Laura Dern, The Tale
  • Regina King, Seven Seconds

Miglior Attore non protagonista in una Miniserie o Film TV

  • Alan Arkin, Il metodo Kominsky
  • Kieran Culkin, Succession
  • Edgar Ramirez, American Crime Story: L’assassinio di Gianni Versace
  • Ben Whishaw, A Very English Scandal
  • Henry Winkler, Barry

Migliore Attrice non protagonista in una Miniserie o Film TV

  • Alex Borstein, La fantastica signora Maisel
  • Patricia Clarkson, Sharp Objects
  • Penelope Cruz, American Crime Story: L’assassinio di Gianni Versace
  • Tandy Newton, Westworld
  • Yvonne Strahovski, The Handmaid’s Tale.

Molti sono i momenti commoventi della cerimonia, tra cui l’assegnazione del Carole Burnett Award alla comica americana da cui il premio ha preso il nome: “Sono rimasta tramortita, devo accettarlo tutti gli anni?…con mia nonna andavo al cinema tutti i giorni e poi da ragazzina quando abbiamo avuto la tv mi sono innamorata di un altro mezzo, ma quello che mi piaceva era vedere quelle star fare ridere e piangere e il mio sogno sarebbe stato farlo anch’io. L’ho fatto con uno show comico che mezzo secolo dopo evidentemente fa ancora presa sul pubblico.”; la platea,entusiasta, scatta in piedi e applaude.

Il Cecil B. DeMille Award del 2019 è invece andato a Jeff Bridges, il Drugo de Il Grande Lebowski, che sul palco ruba la scena a tutti gli altri, ricordando nostalgico molti protagonisti della sua lunga carriera tra cui il regista Michael Cimino. Toccante anche l’arrivo sul palco, insieme a Emily Blunt, del vecchio leone Dick Van Dyke per presentare Il ritorno di Mary Poppins.

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