Vai al contenuto
iCrewPlay.com Un progetto editoriale indipendente
Continua con Anticipazioni
Anticipazioni · Cinema

The wife vivere nell’ombra dal 4 ottobre al cinema

Quando la manipolazione è una questione culturale. Talvolta accade che il dietro le quinte riesca a sovvertire l’ordine d’importanza dei personaggi. Così accade in The wife, dove siamo segretamente invitati dal regista ad essere complici di questa storia di talenti, fragilità, amore e disfunzionalità relazionale. Come già Tim Burton in Big Eyes nel 2014 celebrava…

2 min di lettura
The wife vivere nell'ombra dal 4 ottobre al cinema

Quando la manipolazione è una questione culturale.

Talvolta accade che il dietro le quinte riesca a sovvertire l’ordine d’importanza dei personaggi. Così accade in The wife, dove siamo segretamente invitati dal regista ad essere complici di questa storia di talenti, fragilità, amore e disfunzionalità relazionale. Come già Tim Burton in Big Eyes nel 2014 celebrava la disfatta di una relazione amorosa corrosa dall’inganno, dall’ambizione e dalle capacità manipolatorie dell’egocentrico pittore artisticamente incapace, che si appropria dei meriti della moglie; così, in The wife Björn Runge ripercorre il dramma di questa scrittrice di talento, una Glenn Close davvero straordinaria, soprattutto per l’espressività del linguaggio non verbale, che, nei panni di Joan Castleman, è scoraggiata da una cultura maschilista e retrograda. Complice del marito, scrittore mediocre, prende in prestito il suo nome pur di continuare a scrivere.

I riconoscimenti pubblici, l’umiliazione di dover apparire diversa da ciò che è, quella vita in ombra, i segreti, l’orgoglio, la vanità di quest’uomo, che prende a piene mani ciò che non gli appartiene, senza il minimo rispetto, tanto da dimenticare il nome dei personaggi a cui deve il suo successo, diventano il grimaldello della verità, la miccia che innesca l’esplosione ed il crollo. E, come dopo ogni crollo, l’inizio di una nuova ricostruzione. Come nella vita reale ognuno è artefice anche delle proprie sconfitte.

Pubblicità

Regia di Björn Runge Sceneggiatura di Jane Anderson, dal romanzo di Meg Wolitzer.

Glenn Close as Joan Castleman, Jonathan Pryce as Joe Castleman

La tua opinione in un clic

Cosa ne pensi?

La sala è aperta

Entra nella conversazione

Condividi il tuo punto di vista: non serve creare un account. I contributi restano soggetti alla moderazione editoriale.

Traguardo della community0 / 5
Mancano 5 interventi al prossimo traguardo.

Aggiungi la tua voce

Partecipazione libera: inserisci i dati richiesti e pubblica senza registrarti.