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John Landis

Una poltrona per due: un must watch di Natale

Che vigilia sarebbe senza Una poltrona per due, uno dei cult natalizi?

La sera della vigilia di Natale, immancabilmente da oltre 30 anni, la rete televisiva ci propone un grande classico, una commedia per tutta la famiglia, coinvolgente e divertente, con una morale di tutto rispetto, Una poltrona per due.

La storia è una di quelle lette da bambini, si rifà infatti al racconto Il principe e il povero di Mark Twain e uscì nel 1983 per la regia di John Landis, reduce dal planetario successo del musical The Blues Brothers (1980) e regista anche di cult come Animal House.

E a proposito di Blues Brothers, in realtà nella pellicola è presente anche un cameo di James Belushi, fratello di John, durante la festa sul treno, in canottiera.

Il film si apre sulle note dell’Ouverture dalle Nozze di Figaro, citazione che torna anche con l’aria Se vuol ballare signor contino, quasi a sottolineare l’eleganza dell’ambiente in cui vive Louis Winthorpe III (Dan Aykroyd) con tutti i suoi amici.

Quest’ultimo è un ricco agente di cambio, esponente della Filadelfia bene che lavora per un’azienda che investe in borsa su materie prime e prodotti agricoli, la Duke&Duke, posseduta dai fratelli Randolph e Mortimer Duke.

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La sua vita è perfetta, frequenta ambienti altolocati, ha una bella fidanzata, vive in una splendida casa dotata di ogni comfort e gode dei servigi del fedele maggiordomo Coleman. Billie Ray Valentine (Eddie Murphy) invece è un imbroglione che vive per strada e mendica elemosina simulando presunte menomazioni fisiche. Un giorno le vite di questi due individui così diversi si incontrano, o per meglio dire, si scontrano, in strada, casualmente; Billie Ray viene arrestato perché Louis crede che lo stia aggredendo e questo episodio è motivo di discussione tra i Duke, in disaccordo sulle motivazioni che spingono un uomo alla criminalità.

Mortimer sostiene che alcuni siano geneticamente predisposti alla delinquenza o al successo, mentre Randolph è convinto che sia l’ambiente nel quale si cresce a determinare l’agire e le abitudini, sia positive sia negative, di un individuo.

Decidono quindi di fare una scommessa per sostituire le vite di Winthorpe e Valentine e vedere se John Landiscambierà il loro comportamento; incastrano e fanno arrestare Winthorpe e offrono a Valentine un ruolo prestigioso nella loro azienda. Valentine si dimostra un ottimo investitore in borsa mentre Winthorpe, preso dalla disperazione per avere perso tutto, irrompe con violenza a una festa di Natale organizzata dalla Duke&Duke e si trasforma in un sudicio ubriacone abbandonato dai suoi falsi amici e dalla fidanzata Penelope. I fratelli Duke considerano concluso il loro esperimento: la propensione delle persone a comportarsi bene deriva dal contesto sociale che le circonda.

I fratelli hanno vinto quindi, ma i due giovani, dopo essersi accorti di essere stati usati, si vendicheranno alla grande, aiutati nel loro astuto piano dal fedele Coleman (Denholm Elliott) e dalla giovane prostituta Ofelia che era stata assoldata per screditare ulteriormente Winthorpe, e che sentendosi in parte responsabile dell’accaduto, lo prende in simpatia aiutandolo a districarsi nei bassifondi della società.

Randolph e Mortimer Duke, interpretati da Ralph Bellamy e Don Ameche, diventati poveri alla fine del film ritornano in un cameo per un’altra commedia di Landis, Il principe cerca moglie, in cui sono costretti a vivere di elemosina. Un esempio lampante che, alla fine, l’unione fa la forza insomma, e non bisognerebbe giudicare chi abbiamo dinanzi dalle sole apparenze, ma dalla storia vissuta alle spalle. Spesso ci lasciamo influenzare dalle opinioni altrui, siamo tropo legati alle etichette e abbiamo il timore di sdoganare i tabù che ci conformano gli uni agli altri e ci fanno perdere la nostra identità.

Dan Aykroyd ed Eddie Murphy sono semplicemente perfetti nei panni di Louis Winthorpe e Billy Ray, eppure non sono stati la prima scelta del regista. Gene Wilder e Richard Pryor erano stati considerati per il ruolo dei protagonisti. Quest’ultimo dovette tuttavia abbandonare il ruolo perché nel giugno 1980 si diede fuoco sotto effetto di crack riportando gravi ustioni che lo tennero lontano dalla scena per diversi anni. John Landis, pensò quindi alla coppia Aykroyd-Belushi, ma John Belushi (che aveva già lavorato con il regista nel fortunato The Blues Brothers) morì nel marzo ‘82 per overdose. La Paramount  pensò allora ad Eddie Murphy che però non voleva lavorare con Wilder per non vedersi come un sostituto di Pryor. A Murphy venne allora affiancato Dan Aykroyd.

Anche il titolo non è sempre stato quello che tutti conosciamo: doveva essere Black and White, ovvero Bianco e nero, ma poi si optò per Trading Places, in italiano Posti scambiati o di scambio, espressione che fa riferimento anche ai luoghi in cui avvengono le transazioni finanziarie, come la Borsa di Wall Street in cui è ambientata la scena finale, un titolo per altro molto realistico, tanto che una parte della legge americana di riforma dei mercati finanziari è stata chiamata Eddie Murphy Rule, in onore del film. In Italia si fece invece una scelta diversa, ribattezzandolo Una poltrona per due.

Oltre a Eddy Murphy e Dan Aykroyd, nel film vediamo anche una strepitosa Jamie Lee Curtis nel ruolo di Ofelia. Questa scelta fu all’inizio criticata, a causa dell’inesperienza dell’attrice nell’interpretare commedie, avendo alle spalle prevalentemente ruoli horror. Si rivelò invee una scelta vincente. L’attrice si dimostrò all’altezza , capace anche di stupire. La famosa scena in cui si finge svedese a bordo del treno, ad esempio, è frutto dell’improvvisazione. Nel copione originale l’attrice doveva fingersi austriaca ma, non essendo in grado di replicare l’accento, si è invece finta svedese. da qui la gag sui pantaloncini di daino. All’interno della pellicola ci sono alcuni brevi cammei parecchio curiosi. In piccoli ruoli compaiono il regista del film John Landis, il cantante e chitarrista Bo Diddley, la sorella di Jamie Lee CurtisKelly Curtis, e il comico Jim Belushi travestito da gorilla.

Una poltrona per due vanta anche una strepitosa colonna sonora, capace di passare da brani di Mozart alla disco Anni 80 di Do You Wanna Funk di Sylvester, senza farsi mancare due sempreverdi: The Loco-Motion di Little Eva e il classico natalizio Jingle Bell Rock cantato da Brenda Lee.

Il film è stato candidato a 2 Golden Globe (miglior film commedia o musicale, miglior attore in un film commedia o musicale ad Eddie Murphy), ha vinto due BAFTA (miglior attore non protagonista a Denholm Elliott, migliore attrice non protagonista a Jamie Lee Curtis) e ha ricevuto una nomination agli Oscar per la migliore colonna sonora ad Elmer Bernstein.

Insomma, questo film ha tutto per essere considerato non un classico, ma un vero e proprio cult natalizio, ha una morale per nulla scontata e la comicità di Murphy, con quella faccia da schiaffi che riesce sempre a farla franca, uniti alla serietà e alla compostezza che ispira Aykroyd, esasperati nei loro alter ego, fanno da cornice ad una storia sempre attuale. Quella risata contagiosa e quell’espressione un po’ persa, sono un’accoppiata vincente.

Finchè ci sarà gente onesta, ci sarà sempre qualcuno pronto ad approfittarne, perciò non si deve mai abbassare la guardia.

Una poltrona per due, in fondo, è la dimostrazione che l’occasione fa l’uomo ladro e che i privilegi, l’agio e la ricchezza alla lunga fanno male e induriscono l’animo. Sei d’accordo?

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