La supervising sound editor Nancy Nurgent ha spiegato la genesi di quelle scene durante una recente intervista: “Vi dirò la verità, molto di quel materiale è stato preso da Youtube. Stavamo cercando delle vecchie clip di archivio, per poi migliorarle in termini di qualità e rimuovere la colonna sonora. Ma è stato molto più semplice capire quali proprietà intellettuali potessimo utilizzare e trovarle in rete.”
La CGI è stata criticata negativamente soprattutto in una sequenza iniziale di The Flash, ma in questo caso non è stata utilizzata. Forse i materiai d’archivio potrebbero rendere la decisione di Muschietti meno “macabra ed irrispettosa”, come era stata definita da molti, ma personalmente mi ha lasciato un senso di straniamento: il multiverso mostrato in questo film riguarda attori del passato o che non sono mai esistiti, omaggi interessanti per i fan DC, ma senza futuro; il cameo più strano è l’incontro mai avvenuto tra il Superman di Christopher Reeve e la Supergirl di Helen Slater, scelto perché l’attore sarebbe dovuto comparire in Supergirl del 1984.
Quando iniziamo a vedere gli altri universi in The Flash notiamo Jay Garrick, versione Golden Age del supereroe, che corre in una Chronobowl in bianco e nero, quella del Superman in bianco e nero di George Reeves dal film degli anni 50 e dalla serie successiva Le avventure di Superman. Poi notiamo il Batman di Adam West della serie tv e, infine, l’incredibile Superman di Nicholas Cage in un film mai realizzato di Tim Burton. Il regista Muschietti ha voluto difendere la sua scelta come un omaggio agli eroi del passato, soprattuo ad Adam West:
“In Argentina, dove siamo cresciuti [fa riferimento anche a sua sorella, Barbara Muschietti, produttrice del film] c’erano in continuazione le repliche del Batman di Adam West, e per noi erano davvero importanti. C’erano solo quattro canali, e proponevano quelle repliche come fosse una nuova serie. Quello era il nostro Batman.”
Tanti altri riferimenti presenti in The Flash
Arrivano poi anche alcuni interessanti riferimenti ai fumetti: il protagonista riceve i poteri colpito da un fulmine in laboratorio con la miscela di prodotti chimici caduti dagli scaffali; nella saga Flashpoint (clicca qui per acquistarla su Amazon) Barry chiede aiuto a Batman per riacquistare i poteri cercando di ricreare l’episodio del fulmine tramite una sedia elettrica; sin dalla prima storia di Barry del 1956 l’eroe veste il costume che esce dal suo anello, come in The Flash e nella foto in copertina.
“Ho parlato con Zack, ma non via di una qualche questione tecnica, narrativa o altro. Volevo solo contattarlo e dirgli ‘Ciao’. Questo perché non ci eravamo mai incontrati prima e volevo solo dirgli che saremmo stati rispettosi di ciò che aveva fatto lui in precedenza. L’Uomo d’Acciaio è ovviamente fondamentale per questo film perché la grande minaccia di Zod che arriva sulla Terra è una importante svolta nella trama ed è un elemento che la maggior parte dei fan della DC conosce molto bene. Ed è una delle grandi cose che contribuiscono formare la narrativa stessa di questo film.”
Infine, l’ultimo cameo è quello di un altro Batman del passato: George Clooney è la versione di Bruce Wayne che Barry si ritrova dopo aver incasinato di nuovo la timeline. Il protagonista di The Flash capisce che sua madre non può essere salvata e torna per rimuove la lattina di pelati dal carrello; ma trova anche il modo di scagionare suo padre, spostando i barattoli di pelati su uno scaffale più in alto, in modo che la telecamera di sorveglianza possa mostrare in pieno viso suo padre al supermercato. Il suo piano va a buon fine, ma Barry ha causato un altro cambiamento e non riconosce quel nuovo Bruce, probabilmente tornando in una diversa timeline.