Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su telegram
american gods 3 recensione 9 episodio

American Gods 3, la recensione dell’episodio 8

"Non sempre ricordiamo gli atti che non ci fanno onore. Li giustifichiamo, li ammantiamo di bugie o li seppelliamo sotto il pesante coperchio della rimozione." N.G.

Ha debuttato lunedì 7 marzo su Amazon Prime Video (clicca qui per attivare la tua prova gratuita di un mese) l’ottavo episodio di American Gods 3 intitolato L’estasi del fuoco, se non l’hai ancora fatto, cliccando sul titolo potrai leggere la recensione delle puntate precedenti di questa terza stagione: Storia d’inverno, Un serio chiaro di Luna, Ceneri e demoni, Il non-visto, La sorella sorge, La coscienza del re, Fuoco e ghiaccio.

Nel cast di American Gods 3 Ian McShane/ Mr. Wednesday, Ricky Witthle/ Shadow Moon, Emily Browning/ Laura Moon, Yetide Badaki/ Bilquis, Bruce Langley/ Tech Boy, Omid Abtahi/ Salim, Crispin Glover/ Mr. World, Demore Barnes/ Mr.Ibis, Devery Jacobs/ Sam Black Crow, Blythe Danner/ Demetra, Marilyn Manson/ Johan Wengren, Julia Sweeney/ Hinzelman, Ivan Rheon/ Lyam Doyle, Danny Trejo/ Mr. World, Peter Stormare/ Czernobog, Denis O’Hare/ Tyr, Lela Loren/ Marguerite, Dominique Jackson/ Ms. World, Wale/ Chango, Herizen Guardiola/ Ishun, Eric Johnson/ Chad Mulligan e Ashley Reyes/ Cordelia.

ATTENZIONE, CONTIENE SPOILER!!!

American Gods 3 cast

American Gods 3: L’estasi del fuoco, episodio 8

Ci troviamo nell’America degli anni 50, quando l’omosessualità era ancora vista come un crimine, un uomo di origine asiatica sta scappando dalla polizia e, ormai senza fiato, cerca rifugio presso un motel. Alla portineria del Peacock Inn il misterioso fuggitivo trova Tony ( interpretata dall’attivista, compositrice e attrice trans Dana Aliya Levinson), la quale gli offre una camera e il proprio aiuto, che metterà in atto insinuando comportamenti poco coerenti da parte di uno degli agenti di polizia piombati all’interno del motel, segreti incoffessabili che però metteranno alla porta i poliziotti. Come presto avrà modo di scoprire, il fuggitivo in realtà è il dio Coniglio cinese il quale saprà ripagare abbondantemente la cortesia di Tony.

Come suggerito da Mr. World, Laura e Salim arrivano al Great Peacock Inn in cerca di Doyle, un leprecauno che potrebbe raggiungere l’orda di Sweeney grazie alla sua moneta e recuperare Gengnir, la mitica lancia di Odino con cui uccidere Mr Wednesday, figura mitologica che ora è costretta a fare il barista dopo aver perso la sua moneta fortunata parecchio tempo fa e che vede nella proposta di Laura un modo per riavere la sua vita. Nonostante la sua innata mancanza di fiducia nel prossimo, dietro suggerimento di Salim e dopo aver scoperto che era Doyle il primo che era stato incaricato da Odino per ucciderla ma lui si era rifiutato, Laura decide di rischiare e dare la moneta al leprecauno in modo che possa procurarle la lancia e lui scompare.

American Gods 3 Salim

Nel frattempo Salim, in compagnia di un sensuale cameriere, parteciperà ad un gay party dove si lascerà andare ai suoi sensi, ma in cui riuscirà a dimenticare il Jin simbologicamente perdendo il suo maglione fino a quel momento amorevolmente accudito e a fare pace con sè stesso comprendendo cosa vuole fare ed essere nella sua vita. Se Salim abbandona il suo amore per il Jin, Laura getterà le ceneri di Sweeney in un fiume per dirgli addio, ma poco dopo, senza ormai avere un piano da seguire, scoprirà che ha fatto bene a fidarsi del leprecauno Doyle…

Per Technical Boy le cose non vanno tanto bene. Dopo che Mr. World lo ha imprigionato in una maschera cibernetica ora il giovane ha a che fare con il suo subconscio che ha le fattezze della dea Bilquis, la quale lo incita ad affrontare e poi lasciare andare le sue emozioni spinta che, nonostante i numerosi glitch che affliggono Technical Boy, riesce a farlo liberare da quella prigione fisica e mentale.

Nell’episodio precedente avevamo lasciato Shadow drogato e incosciente nella macchina di Tyr, il quale conduce l’uomo nella Tana del lupo sita all’interno di un museo archeologico con l’intento di attirare Odino e poterlo finalmente uccidere, compiendo così la sua vendetta meditata per secoli, ovverosia da quando aveva perso la sua mano nella bocca del lupo Fenrir creato dal fratello Loki, atto con il quale aveva dimostrato il suo coraggio quanto la codardia del padre divino.

Nell’attesa, Tyr rivela a Shadow di essere lui la causa della morte dei seguaci di Odino, ma l’arrivo del padre degli déi trasporterà tutti in un luogo solitario dove le due divinità ingaggeranno una lotta con spada e ascia, battaglia in cui anche Shadow dimostrerà di tenere al bene del padre

American Gods 3 Laura

Per problemi tecnici non ho potuto visionare l’ottava puntata al suo debutto e dire che l’ho attesa con ansia è un eufemismo, tranne per poi rimanerne parecchio delusa. Una delle scene più epiche è la battaglia tra Odino e Tyr, immersi in questa atmosfera che ci riporta nelle brulle terre del nord, con ripide scogliere e il mare in tempesta, il cielo grigio e minaccioso, queste due divinità in armatura antica combattono e ogni colpo è un tuono che si espande nell’aria potente e vibrante…ma poi, il tutto si riduce ad una scena di pochi minuti, un duello che si risolve dopo poche mosse con un esito facilmente prevedibile nonostante ci attendessimo un qualcosa di più che non è arrivato.

La maggior parte dei circa 50 minuti de L’estasi del fuoco si concentra su Laura ma ancor più su Salim e sul suo percorso di liberazione personale, il quale passa attraverso una perdita delle inibizioni in cui si concede un’appagante rapporto sessuale con un cameriere durante un gay party piuttosto trasgressivo al Great Peacock Inn, immagini che occupano la maggior parte dell’episodio.

Lungi da me risultare moralista e bacchettona, non sto giudicando le immagini o quello che viene mostrato, ma dico semplicemente che c’erano tanti eventi da poter raccontare, tante trame ancora da tessere e dipanare, senza dover perdere necessariamente tutto questo tempo per raccontare come avviene il cambiamento personale di Salim, pregevole personaggio di American Gods, ma alla fine piuttosto inutile in questa terza stagione, tranne che per attenuare i comportamenti impulsivi della sua compagna di viaggio.

 

 

Nonostante il settimo episodio ci avesse fatto un’ottima impressione, stimolando la curiosità nel voler continuare la serie, l’ottavo è piuttosto noioso, privo di eventi eclatanti o comunque prevedibili e l’unico degno di nota, anticipato da uno scenario maestoso e con due grandi protagonisti pronti al duello, si riduce ad una scena di pochi momenti poco avvicente proprio per la sua brevità. Peccato

 

Potrebbe interessarti...

Senza rimorso

7.5/10

Nomadland

8.5/10

The Falcon and the Winter Soldier

8.5/10

Per amor vostro

6.5/10

Mortal Kombat

7/10

I Mitchell contro le macchine

9/10

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti
nomadland recensione

Recensione

Nomadland

the falcon and the winter soldier

Recensione

The Falcon and the Winter Soldier

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
0