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Una donna promettente

Una donna promettente: la recensione del candidato all’Oscar 2021

Un thriller atipico e disturbante, una vendetta che attende da anni di essere consumata, scritto e diretto da Emerald Fennell, e insignita di sei nomination all'Oscar tra le quali quella come miglior regista e miglior sceneggiatura originale

Una donna promettente (Promising Young Woman)

Regia: Emerald Fennell; soggetto e sceneggiatura: Emerald Fennell; fotografia(colore): Benjamin Kračun; scenografia: Michael T. Perry; costumi: Nancy Steiner; colonna sonora: Antony Willis; montaggio: Frédéric Thoraval; interpreti: Carey Mulligan (Cassandra ‘Cassie’ Thomas), Bo Burnham (dr. Ryan Cooper), Alison Brie (Madison), Clancy Brown (Stanley Thomas), Jennifer Coolidge (Susan Thomas), Laverne Cox (Gail), Connie Britton (Dean Elizabeth Walker), Adam Brody (Jerry), Chris Lowell (Alexander “Al” Monroe), Max Greenfield (Joe), Christopher Mintz-Plasse (Neil), Sam Richardson (Paul), Molly Shannon (sig.ra Fisher), Alfred Molina (Jordan); produzione: Margot Robbie, Tom Ackerley, Josey McNamara, Ben Browning, Ashley Fox, Emerald Fennell per LuckyChap Entertainment (Universal Pictures); origine: USA -2020; durata: 113′.

Trama

Cassie Thomas (Mulligan) è una giovane donna di appena trent’anni. Trascorre le sue serate nei locali notturni della città dove, fingendosi ubriaca e vulnerabile, si lascia abbordare da uomini senza scrupoli, pronti ad approfittare dell’occasione per tentare di portarsela a letto. Tentare, perchè una volta soli Cassie si rivela improvvisamente sobria, spaventando il malcapitato di turno e punendolo per la sua condotta. Tornata a casa, nella quale vive ancora coi suoi genitori, annota sul suo diario l’accaduto. Cos’è che la spinge ad agire in questo modo?

Durante il periodo dell’Università, brillante studentessa di medicina dal futuro assicurato, la sua migliore amica Nina è stata vittima di uno stupro di gruppo. Dopo aver denunciato il fatto, l’Università ha messo la cosa a tacere, nessuno le ha creduto, molti le hanno detto che se l’era cercata e i ragazzi coinvolti l’hanno fatta franca grazie ai soldi delle loro famiglie, che hanno pagato un avvocato la cui specialità fosse spaventare le vittime, quando non c’era la possibilità di comprarle.  L’unica a rimanere accanto a Nina all’epoca è stata Cassie, che insieme con lei ha lasciato gli studi, rinunciando al proprio futuro. Nonostante questo la ragazza, distrutta dall’accaduto, si è suicidata. Da quel momento, per vendicare Nina, Cassie ha iniziato a condurre una doppia vita che la vede barista in una caffetteria di giorno e angelo vendicatore di notte.

Una mattina incontra un suo vecchio compagno di studi, il medico pediatra Ryan, che le chiede di uscire. Nonostante Cassie si comporti male e rifiuti più di una volta, l’uomo non demorde e alla fine Cassie decide di concedergli una possibilità. Da lui la ragazza viene a sapere che Al Monroe, lo studente che ha stuprato Nina insieme coi suoi amici, è tornato in città. Cassie inizia a ricontattare le persone coinvolte nella vicenda, a partire da Madison, una compagna di studi che ha voltato le spalle a Nina. Oggi è una casalinga, ha figli e un marito ricco: Cassie l’affronta per verificare se si sia pentita, ma la donna minimizza. La punisce. Passa alla professoressa cui Nina aveva denunciato lo stupro. La donna ha fatto carriera e oggi si occupa delle ammissioni alla facoltà di medicina. Quando la affronta, la signora finge di non ricordare ma, messa alle strette, non esita a dare la colpa dell’accaduto a Nina. Cassie punisce anche lei, usando la figlia. Arrivata all’avvocato scopre che l’uomo ha preso un anno sabbatico e lo trova roso dai sensi di colpa per il suo comportamento, pronto a morire per espiare la sua condotta. Sorpresa, rinuncia alla punizione.

Intanto continua a condurre la sua doppia vita, che le crea problemi nel rapporto con Ryan, di cui si è innamorata. A un certo punto, costretta a scegliere tra la sua felicità e la vendetta, sceglie la prima. Pochi giorni dopo però si ritrova Madison alla porta. Sconvolta dall’esperienza della punizione la donna le consegna un video. In esso è contenuta una rivelazione che la sconvolge e la convince all’ultimo passo: affrontare e punire Al Monroe, costi quel che costi.

Una donna promettente
Carey Mulligan ed Emerald Fennell a confronto sul set.

Il commento del redattore

L’attrice, sceneggiatrice e regista esordiente Emerald Fennell è nota ai più per aver interpretato Camilla Parker-Bowles nella serie Netflix  The CrownAl cinema l’abbiamo vista accanto a Glenn Close in Albert Nobbs (2012) di Rodrigo Garcìa e in altri film popolari come Anna Karenina (2012) di Joe Wright e The Danish Girl (2015) di Tom Hooper, per lo più in parti da comprimaria. Nel 2019, a trentaquattro anni, arriva la svolta: viene ingaggiata nel per scrivere la seconda stagione di Killing Eve, proseguendo il lavoro di un’altra celebre attrice-scrittrice, Phoebe Waller-Bridge. Tutto ciò avviene tra il 2018 e il 2019, mentre la sceneggiatura di Una donna promettente, già terminata, viene presentata alla LuckyChap Entertainment, studio di produzione di proprietà di Margot Robbie che sostiene con entusiasmo il progetto. Le riprese si tengono nei mesi di marzo e aprile 2019.

Villanelle e Cassie

Una donna promettente
Da sinistra: Emerald Fennell e Carey Mulligan.

Dal punto di vista della scrittura, è possibile notare come vi siano punti di contatto tra Cassie Thomas/Carey Mulligan, protagonista di Una donna promettente  e Villanelle/Jodie Comer, assassina e co-protagonista della serie Killing Eve. Entrambi i personaggi sono ironici, spietati e dotati di una certa vena di lucida follia, che li rende irresistibili: una sorta di cifra stilistica riconoscibile da parte dell’autrice. Sono naturalmente molto diverse, se non altro perchè caratterizzare un personaggio per un film è diverso dal farlo per una serie tv e soprattutto sono differenti le motivazioni che le spingono  a comportarsi in un certo modo. Per Cassie si tratta di vendetta, mossa anche dal senso di colpa della sopravvissuta: non è riuscita a salvare la sua amica dall’abisso, ma non arriva ad usare la violenza fisica, almeno fino alla fine del film. Si limita a quella psicologica, usando la propria intelligenza calcolatrice per manipolare le persone fino alla punizione che le aspetta. Villanelle è invece una killer, quindi uccidere è un connotato necessario delle sue azioni, violenta e spietata anche quando non vorrebbe, si direbbe perfino al di là del suo controllo, il più delle volte. Sotto il profilo estetico un’altra somiglianza: Jodie Comer e Carey Mulligan sono di una bellezza eterea, in aperto contrasto con la crudeltà dei personaggi che interpretano. Tutte e due sembrano delicate e innocue ma sono fiori velenosi e ognuna a suo modo sa essere letale.

Una donna promettente
Da sinistra: Jodie Comer ed Emerald Fennell.

L’Oscar 2021

In Una donna promettente l’interpretazione di Carey Mulligan è la pietra angolare su cui si regge l’intero film. L’attrice londinese si dimostra ancora una volta come una fuoriclasse del grande schermo, dotata di una versatilità che le consente di passare da un personaggio letterario di Henry James (Via dalla pazza folla) all’infelice trentenne ex-studentessa inventata da Emerald Fennell, inclusa nella cinquina dei registi candidati all’Oscar e in gara anche per la sceneggiatura. Una donna promettente ha ottenuto sei candidature in tutto, delle quali una per la straordinaria protagonista: difficilmente vincerà, ma non sarà dimenticato tanto presto.

Se vuoi vederlo, Una donna promettente è disponibile dal 16 aprile su Sky Cinema, anche on demand.

 

 

Emerald Fennell costruisce un perfetto revenge movie femminista: il personaggio di Cassie, perfettamente interpretato da una Carey Mulligan strepitosa, è la donna promettente, un angelo vendicatore diabolico e ironico, tanto da conferire al film – a tratti – il tono di una commedia nera, nonostante l’argomento trattato. In un mondo ipocrita e perbenista, che colpevolizza o dimentica le donne vittime di violenza , Cassie è incapace di lasciar perdere. Intelligente, spietata e in grado di infliggere ad ogni colpevole la giusta punizione. Il finale è un salutare pugno nello stomaco ed è giusto che lo sia.

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