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- La recensione

Abbiamo visto in anteprima su Netflix i 10 episodi della serie tv, in cui ritroviamo i vagoni del treno post apocalittico portato al cinema da Bong Joon-ho

snowpiercer
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7 anni dopo l’evento di Estinzione che ha congelato il mondo, un treno viaggia senza sosta intorno al mondo: qui i superstiti sono divisi in vagoni molto diversi a seconda della loro ricchezza e la vita agiata delle prime classi si contrappone alla povertà del Fondo. La rivoluzione è nell’aria, ma la portavoce di Wilford, Melanie (Jennifer Connelly), deve chiedere aiuto a Layton (Daveed Diggs), ex detective che vive nel Fondo, per risolvere uno strano omicidio.
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Snowpiercer si colloca nel filone delle serie tv adattamenti non originali, da me così chiamato perché ripropongono in tv storie già viste al cinema e ispirate a romanzi o a fumetti.snowpiercer Recentemente abbiamo visto anche Watchmen, serie tv che si proponeva come sequel dell’opera a fumetti di Alan Moore e trasposta al cinema da Zack Snyder, e His Dark Materials, adattamento televisivo dell’omonima trilogia di Philip Pullman, che sul grande schermo si chiamava La bussola d’ora (2007). In questo caso Le Transperceneige, graphic novel francese, diventa una serie tv Netflix dopo esser comparsa al cinema grazie al Premio Oscar Bong Joon-ho.

Se Watchmen rappresenta il sequel sia della storia a fumetti sia del film, Snowpiercer si colloca, invece, prima delle vicende narrate dagli autori belgi Jacques Lob e Jean-Marc Rochette ne Le Transperceneige nel 1982 e della pellicola di Bong Joon-ho con protagonista Chris Evans (Avengers: Endgame): la nuova serie tv Netflix inizia sette anni dopo la grande glaciazione sulla Terra, come possiamo vedere dalla timeline ufficiale in foto. Prima ancora di dirigere Parasite, il regista sudcoreano ha descritto come si può svolgere la lotta di classe su un treno in un futuro post-apocalittico.

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Dalla foto della timeline notiamo anche che il fumetto in lingua francese si è espanso in due serie. Le Transperceneige, successivamente chiamato The Escape, presenta due sequel fumettistici, scritti da Benjamin Legrand, in sostituzione di Jacques Lob, dal titolo The Explorers pubblicato nel 1999 e The Crossing nel 2000. Nel 2015 arriva anche un quarto volume, Terminus, scritto da Olivier Bocquet, a cui è poi seguita una serie prequel, composta di diversi volumi a fumetti. In lingua inglese la saga è tradotta da Titan Comics che le dona il titolo con cui è nota al mondo: Snowpiercer.

Snowpiercer arriva su Netflix

Il travagliato percorso produttivo di Snowpiercer non ha certo giovato alla sua sceneggiatura, non impeccabile e con un ritmo lento in alcune sequenze. Il progetto nacque nel 2015, quando Josh Friedman (Terminator: Sarah Connor Chronicles) voleva realizzare un prequel televisivo del film di Joon-ho, legandosi anche al materiale fumettistico. Dopo divergenze creative con il network, Friedman è escluso dal progetto; dopo i contrasti con il nuovo showrunner, Greame Manson (Orphan Black), anche il regista del pilot Scott Derrickson (Doctor Strange) abbandona la fase di sviluppo e resta tra i produttori esecutivi insieme a Bong Joon-ho.

snowpiercerDopo questi contrasti il progetto è sospeso finché AT&T nel 2018 si unisce a WarnerMedia e decide di proseguire la lavorazione di Snowpiercer per trasmetterla su TBS (poi riproposta anche su TNT, il network che aveva iniziato la produzione). Di conseguenza fu chiamato James Hawes (L’Alienista) alla regia e Greame Manson ebbe il difficile compito di completare il lavoro di scrittura confrontandosi con quanto già operato da Friedman.

Snowpiercer presenta una struttura ordinata: stilisticamente si collega bene al materiale cartaceo, iniziando e terminando con una grafica stile fumetto; inoltre, ogni episodio si apre con la voce di un personaggio, che ci mostra il suo punto di vista verso l’esperienza vissuta sul treno. Ho riscontrato anche alcuni temi d’attualità come il lockdown, alcune scene con mascherine e l’impossibilità di uscire all’aria aperta, non per il contagio in questo caso, ma perché “la temperatura esterna è di -119 gradi Celsius”. La serie tv è caratterizzata dall’unione di più generi narrativi, dal giallo alla fantascienza post-apocalittica, passando per il drammatico e il thriller.

Snowpiercer si può, infatti, dividere in due parti: nella prima predominano le atmosfere gialle, stile Assassinio sull’Orient Express, mentre nella seconda parte divampa la lotta di classe, con temi posnowpiercerlitici e sociali, portando la Rivoluzione Francese su un trano futuristico. Questa divisione tematica rispecchia perfettamente le vicende del protagonista, Andre Layton, fulcro della storia: prima della grande glaciazione era un detective, ora vive nel Fondo e viene chiamato da Melanie per indagare su un omicidio nelle prime classi; Layton è anche il rappresentante del Fondo, colui che può guidare una rivolta dei ceti sociali più bassi. È interpretato da Daveed Diggs (Velvet Buzzsaw), rapper e compositore conosciuto soprattutto per la sua performance nel musical Hamilton.

snowpiercerNel cast di Snowpiercer spicca la performance dell’attrice premio Oscar Jennifer Connely (A Beautiful Mind). Da semplice portavoce di Wilford, il misterioso creatore del treno-arca, Melanie Cavill diventa un personaggio complesso e decisivo, protagonista nel bene e nel male; supervisiona ogni aspetto del treno, cercando accordi politici tra le varie classi di passeggeri, non dimenticando mai i propri interessi. Nella pellicola di Joon-ho il ruolo analogo era affidato a Tilda Swinton, ma Connely le dona una vena più esistenziale.

Annalise Basso (Ouija – L’origine del male) interpreta LJ, la vera sorpresasnowpiercer di Snowpiercer; definisce il suo personaggio “imprevedibile e divertente da guardare” in quanto cambia personalità nel corso degli eventi e aggiunge: “È letteralmente psicotica, deve far credere alla gente che la persona che vedono è realmente lei. Questa è stata una sfida per me, cercare di scoprire le sfaccettature di tutte le maschere che indossa e quali sue personalità sono state in sintonia con la mia personalità, per rendere il personaggio più credibile”.

Sin dal film del 2013 mi stupisco come lo Snowiercer rappresenti il mondo in un treno: i vagoni sembrano immensi e, oltre ad ospitare le persone, presentano acquari, coltivazioni, ristoranti,snowpiercer sale da ballo. Anche se non raggiungano i livelli di dettaglio del film di Bong Joon-ho, le scenografie della serie tv rendono perfettamente l’atmosfera straniante del treno.

In Snowpiercer troviamo anche Mike O’Malley (Glee) nel ruolo di Roche, Sheila Vand (Argo) che veste i panni di Zarah, l’ex di Layton, e Iddo Goldberg (The Last Tycoon) come Bennett. Noto per il ruolo di Ned Stark in Game of Thrones, Sean Bean entra nel cast in un ruolo ricorrente, ancora non specificato, nella seconda stagione; Netflix ha appena confermato la prossima stagione dopo l’apprezzamento della prima.

Dal 25 Maggio 2020 su Netflix, ogni settimana ti aspetta un nuovo episodio di Snowpiercer. Se stai vedendo anche tu questa serie tv, facci sapere cosa ne pensi nei commenti.

Il nostro voto

In conclusione su

Snowpiercer ci riporta la lotta di classe sul treno post apocalittico, discostandosi dal film di Bong Joon-Ho. La serie tv Netflix si divide in due parti, comprendendo in sé più generi narrativi: nella prima predominano le atmosfere gialle, mentre nella seconda si rendono vividi i temi politici e sociali. Il protagonista, Andre Layton (Daveed Diggs), scandisce bene la divisione tematica, mentre dall’altro lato della storia troviamo l’ottima performance di Jennifer Connelly nei panni di Melanie Cavill. Il difetto maggiore risiede nella lentezza del ritmo in alcune sequenze.

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Snowpiercer ci riporta la lotta di classe sul treno post apocalittico, discostandosi dal film di Bong Joon-Ho. La serie tv Netflix si divide in due parti, comprendendo in sé più generi narrativi: nella prima predominano le atmosfere gialle, mentre nella seconda si rendono vividi i temi politici e sociali. Il protagonista, Andre Layton (Daveed Diggs), scandisce bene la divisione tematica, mentre dall’altro lato della storia troviamo l’ottima performance di Jennifer Connelly nei panni di Melanie Cavill. Il difetto maggiore risiede nella lentezza del ritmo in alcune sequenze.

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