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Le Streghe: dopo le polemiche Anne Hathaway si scusa

L'attrice si scusa pubblicamente con la comunità dei disabili, che si è sentita offesa dalla rappresentazione del suo personaggio nel film

Le Streghe
Le Streghe
E tu sei d’accordo con noi? In particolare ci piacerebbe conoscere l’opinione di qualcuno che ha seguito l’anteprima del film a Roma. Puoi condividerla nella sezione dei commenti, noi della redazione siamo sempre disposti a un confronto costruttivo.

La polemica social colpisce ancora. Dopo le scuse officiali della Warner Bros anche la protagonista Anne Hathaway ha deciso di rispondere ai numerosi attacchi ricevuti dopo l’uscita di Le Streghe sulla piattaforma streaming HBO max. Lo ha fatto con un post, affidato al suo account Instagram e alla sua pagina ufficiale su Facebook. Qui sotto puoi leggere la traduzione delle sue parole e guardare il video da lei pubblicato. Si tratta di un filmato realizzato dall’associazione Lucky Fin Project, che si occupa dell’inclusione delle persone con differenze negli arti.

“Ho recentemente appreso che molte persone con differenze negli arti, specialmente i bambini, hanno sofferto a causa della rappresentazione della Grande Strega nel film ‘Le Streghe’.

Vorrei iniziare dicendo che faccio sempre del mio meglio per essere sensibile riguardo i sentimenti e le esperienze degli altri, non per paura di essere criticata ma perché non ferire gli altri sembra un livello base di decenza a cui tutti dovremmo aspirare. Da persona che crede nell’inclusione e che detesta profondamente la crudeltà, vi devo delle scuse per il dolore che ho causato. Mi dispiace. Quando l’aspetto del personaggio mi è stato presentato, non l’ho collegato alle differenze negli arti. Se l’avessi fatto vi assicuro che tutto questo non sarebbe accaduto

In particolare tengo a scusarmi con i bambini con differenze negli arti: ora che sono più consapevole della loro condizione, prometto che farò meglio. Devo specialmente le mie scuse a tutti coloro che vi amano intensamente come io amo i miei figli. Mi dispiace di aver deluso le vostre famiglie.

Se non siete a conoscenza della questione informatevi sul Lucky Fin Project (video in alto) e condividete l’hashtag #NotAWitch per avere una prospettiva inclusiva e necessaria sulla differenza degli arti”

Anche l’atleta paralimpica Amy Marren è intervenuta sulla vicenda, dicendo di essere delusa dalla Warner Bros: “La mia paura è che i bambini guardino questo film e che inizino a temere le persone con differenze negli arti“. Un pensiero condiviso dall’account Twitter ufficiale dei Giochi Paralimpici (“Le differenze dovrebbero essere celebrate e la disabilità dovrebbe essere normalizzata”). 

Attraverso un suo portavoce poi la stessa Warner Bros ha chiarito ulteriormente la propria posizione: “Lo studio è profondamente rattristato nell’apprendere che la nostra rappresentazione dei personaggi di fantasia in Le Streghe (in alto il trailer) potrebbe turbare le persone con disabilità. Nell’adattare la storia originale, abbiamo lavorato con designer e artisti per trovare una nuova interpretazione degli artigli felini descritti nel libro. Gli spettatori non hanno mai pensato che le creature fantastiche e non umane avrebbero dovuto rappresentarli. Questo film parla del potere della gentilezza e dell’amicizia. La nostra speranza è che famiglie e bambini possano godersi il film in questa chiave”.

Il “politically correct” dunque trionfa ancora, ma davvero può vincere a tutti i costi? Sono d’accordo con Anne Hathaway che la strada da seguire sia quella dell’inclusione e che la paura di ciò che è percepito come ‘diverso’ sia da debellare, ma mi rifiuto di accettare che un film, che spesso è rappresentazione artistica di una storia fantastica come quella di Roald Dahl possa veder limitata la sua creatività per timore delle polemiche.

Seguendo questa linea di pensiero infatti molti capolavori di denuncia, come quelli di Francesco Rosi, non sarebbero mai stati realizzati. E molti gridi d’aiuto di persone discriminate sarebbero rimasti inascoltati. Forse i tempi sono cambiati e il pubblico è diventato meno esigente verso il cinema, da cui si aspetta solo intrattenimento. Chi scrive però da sempre crede che la magia della celluloide abbia il potere di scuotere le coscienze e toccare i cuori degli spettatori. Riguardo alla polemica: quando non è fine a se stessa, aiuta ad attirare l’attenzione su fenomeni e problematiche serie, magari poco conosciute, diffondendo nuova consapevolezza, la stessa citata da Anne Hathaway nelle sue scuse. E se i social hanno questo potere di divulgazione, ben vengano.

Il film in Italia è stato proiettato in anteprima all’interno della sezione autonoma della Festa del cinema di Roma 2020 Alice nella città il 25 ottobre, ma il suo arrivo nele sale è purtroppo slittato al 2021.

 

 

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