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Oliver!

L’avventurosa storia degli Oscar: Oliver! (1968)

Il convenzionale musical di Carol Reed tratto da Dickens è il miglior film dell'anno,ma il vento del '68 comincia a soffiare anche a Hollywood

Oliver! (Id.)

Regia: Carol Reed; soggetto: dal romanzo di Charles Dickens Oliver Twist, adattato come musical da Lionel Bart; sceneggiatura: Vernon Harris; fotografia: Oswald Morris; scenografia: John Box e Terence Marsh; costumi: Phillys Dalton; colonna sonora: Lionel Bart, Johnny Green; montaggio: Ralph Kemplen; interpreti: Mark Lester (Oliver Twist), Ron Moody (Fagin), Shani Wallis (Nancy), Jack Wild (il Dritto – Artful Dodger), Oliver Reed (Bill Sikes),  Harry Secombe (Signor Bumble), Hugh Griffith (Il Giudice), Joseph O’ Conor (Signor Bronlow), Peggy Mount (Signora Bumble), Leonard Rossiter (Signor Sowerberry), Hylda Baker (Signora Sowerberry); produzione: John Woolf per Shepperton Studios (e Columbia Pictures); origine: Regno Unito – 1968; durata: 153′.

Trama

In una casa di lavoro a Dunstable , in Inghilterra, i governatori tengono un sontuoso banchetto mentre agli orfani viene servita la loro pappa quotidiana. Costretto da alcuni degli altri ragazzi, che tirano a sorte, Oliver si avvicina al signor Bumble e alla vedova Corney e chiede dell’altro da mangiare. Infuriato, Bumble porta il ragazzo dai governatori per la punizione: sarà venduto al miglior offerente. Oliver viene acquistato da un becchino, ma quando l’apprendista dell’uomo insulta la madre morta di Oliver, egli si ribella ma viene gettato dai discepoli in una bara, fino a quando il signor Bumble arriva per spiegare loro che Oliver avrebbe dovuto essere nutrito con pappa invece di carne. Il signor Bumble afferra Oliver dalla bara e lo getta in cantina. Solo nell’oscurità, circondato da bare vuote, riesce a evadere attraverso la grata della finestra.

Dopo una settimana di viaggio, Oliver raggiunge Londra. Incontra l’Artful Dodger (Il Dritto) che lo prende sotto la sua ala e lo porta in un nascondiglio per giovani borseggiatori guidati da Fagin, che istruisce la banda nell’arte del furto, l’unico modo per tirare avanti. In seguito Fagin incontra Bill Sikes, un ladro. La ragazza di Sikes, Nancy, riflette sulla sua vita. Quando Fagin torna nella sua tana, apre un muro segreto dove sono conservate le scatole di oggetti di valore, parlando con un gufo, maOliver si sveglia e lo sorprende, ma Fagin giustifica i tesori come risparmi per la sua vecchiaia. Al mattino, Nancy e la sua amica Bet arrivano al nascondiglio per raccogliere i soldi di Sikes. I ragazzi prendono in giro Oliver per i suoi modi, che Nancy trova affascinanti. Fagin manda i ragazzi fuori per la giornata, affidando Oliver a Dodger. Quest’ultimo ruba un portafoglio al signor Brownlow, ma Oliver viene invece arrestato. Temendo che il giovane lo tradisca, guidando la polizia alla banda, Fagin e Sikes mandano Nancy in tribunale. Oliver è troppo terrorizzato per parlare, ma prima che il verdetto sia pronunziato, arriva un testimone e proclama l’innocenza di Oliver. Brownlow accoglie Oliver, mentre Sikes e Fagin inviano Dodger a seguirli, con dispiacere di Nancy.

Oliver si sveglia a casa del signor Brownlow e guarda felicemente dal suo balcone i mercanti e gli abitanti di Bloomsbury Square cantare. Nel frattempo, Fagin e Bill decidono di rapire Oliver e riportarlo nella tana con l’aiuto di Nancy. Nancy, che è venuta a prendersi cura di Oliver, all’inizio rifiuta di aiutarla, ma Bill la picchia, costringendola all’obbedienza. Nonostante ciò, Nancy ama ancora Bill, e crede di essere ricambiata. La mattina dopo a casa del signor Brownlow a Bloomsbury, il signor Brownlow manda Oliver a restituire alcuni libri, con una banconota da cinque sterline, ai librai. Prima di partire, Oliver nota un ritratto di una bellissima giovane donna. Il signor Brownlow nota l’aspetto simile di Oliver alla signora, sua nipote scomparsa anni fa. Comincia a sospettare che possa essere il prozio di Oliver. Mentre Oliver si ferma per godersi uno spettacolo di marionette con altri bambini, Nancy e Bill appaiono e lo prendono. Lo riportano nella tana di Fagin, dove Sikes litiga e chiede a Fagin di avere la banconota da cinque sterline, per tutti i guai che Sikes ha affrontato per rapire Oliver, mentre Fagin tiene i libri.

Dopo che Oliver ha schiaffeggiato Sikes, egli sta per colpirlo con una cintura, finché Nancy non lo salva dal pestaggio. La donna ripensa con rimorso alla loro vita, ma Bill sostiene che vivere è meglio di niente. Fagin cerca di agire come intermediario, suggerendo a Sikes di sedersi tranquillamente e parlare, tuttavia, Sikes prende Fagin per la collottola, minacciandolo di morte se il loro nascondiglio sarà scoperto. Rimasto solo, Fagin si chiede come sarebbe la sua vita se diventasse un uomo onesto; tuttavia, dopo aver pensato a varie scuse, sceglie di rimanere un ladro. Bumble e Corney fanno visita a Brownlow dopo che egli ha iniziato a cercare le origini di Oliver. Presentano un medaglione appartenente alla madre del ragazzo, arrivata al posto di lavoro senza un soldo e morta durante il parto. Brownlow riconosce il medaglione come quello di sua nipote e butta fuori i due, infuriato dal fatto che abbiano scelto di tenere per sé il gingillo e le informazioni fino a quando non hanno potuto raccogliere una ricompensa per questo.

Nel frattempo, Sikes costringe Oliver a prendere parte a una rapina in casa. Oliver sveglia accidentalmente gli occupanti e la rapina fallisce. Durante l’assenza dei due Nancy, in pena per il ragazzo, va da Brownlow, confessando la sua parte nel rapimento di Oliver e promette di riportarglielo a mezzanotte al London Bridge. Poi va alla taverna. Quando appaiono Sikes e Oliver, il primo ordina al suo cane Bullseye di fare la guardia al ragazzo. Nancy avvia una vivace canzone, sperando che il rumore distragga tutti e scappa con Oliver ma, avvertito dal cane, il delinquente  si pone al loro inseguimento. Mentre Oliver e Nancy si salutano con un abbraccio d’addio, Sikes li raggiunge. La ragazza tenta di difendersi ma viene trascinata dietro le scale del London Bridge e picchiata a morte. Sikes vorrebbe fuggire, ma Bullseye abbaia e conduce la polizia sulla scena. Il cane poi conduce Brownlow e una folla inferocita al nascondiglio di Fagin. Sikes arriva alla tana e chiede soldi, rivelando di aver ucciso Nancy. Impauriti dalla folla Fagin e i ragazzi scappano mentre Sikes usa Oliver come ostaggio. Durante l’evacuazione i tesori vanno persi, affondando nel fango. Sikes tenta di fuggire su un tetto adiacente ma viene ucciso dalla polizia. Fagin decide di cambiare le sue abitudini per sempre ma Dodger appare con un portafoglio rubato durante il trambusto. Ballano insieme all’alba, felicemente determinati a vivere il resto dei loro giorni come ladri, mentre Oliver torna definitivamente a casa di Brownlow.

Un maestro del cinema britannico

Oliver!
Shani Wallis (Nancy) in compagnia del regista Carol Reed sul set di Oliver!

Carol Reed quando si appresta a girare Oliver! è un veterano della regia, avendo cominciato nel 1935. Ha già impressionato critica e pubblico con cult-movie come Il terzo uomo (1949), un caposaldo del genere noir ambientato nella Vienna del dopoguerra grazie al quale ha conquistato la Palma d’oro al Festival di Cannes e un Oscar alla miglior fotografia in bianco e nero oppure come il kolossal storico Il tormento e l’estasi con Charlton Heston nei panni di Michelangelo Buonarroti e Rex Harrison nel ruolo di Papa Giulio II, suo committente per dipingere il tetto della cappella sistina. Qui viene scelto dalla produzione britannica per dirigere un musical che racconti la storia di Oliver Twist, già di successo in Inghilterra. Nel cast un manipolo di giovani attori ancora sconosciuti e qualche veterano dal grande carisma come Hugh Griffith, qui giudice severo e già vincitore del premio Oscar come miglior attore non protagonista per Ben Hur. Oliver! riceve ampi consensi dalla critica. L’influente Pauline Kael, nella sua recensione pubblicata sul New Yorker, lo definisce come una delle poche versioni cinematografiche di un musical teatrale superiore allo spettacolo originale. Lodata dai critici è anche la direzione da parte di Sir Carol Reed di un cast formato per lo più da giovani e adolescenti, le cui qualità vengono esaltate all’interno di un musical non irreale, a differenza ad esempio di altri capolavori precedenti del genere (penso a Un Americano a Parigi o a Gigi di Minnelli). Nel film infatti i personaggi di Dickens vengono caratterizzati e presentati allo spettatore in modo del tutto verosimile. Ai Golden Globe la stampa premia Oliver! con due trofei su cinque candidature, al miglior film musicale e a Ron Moody miglior attore in una commedia o film musicale per il ruolo di Fagin. Alla notte delle stelle il film di Sir Carol Reed arriva con undici nomination, più di tutti gli altri concorrenti.

Il racconto del redattore

L’annata 1968 per il cinema è uno spartiacque. Ancora restia ad aprirsi alla modernità della New Hollywood l’Academy include in concorso alcuni dei film più rivoluzionari del periodo, tentando tuttavia di tenerli ai margini, relegati tra i premi minori. Vittime illustri di questa scelta e quindi esclusi dalla cinquina dei finalisti per il miglior film sono Stanley Kubrick, nominato alla regia con 2001: Odissea nello spazio che vince una misera statuetta agli effetti speciali e Roman Polanski con l’inquietante e profondamente disturbante Rosemary’s Baby, costretto ad accontentarsi di un Oscar alla miglior attrice non protagonista Ruth Gordon. Nel novero dei pretendenti al premio più ambito troviamo un altro musical, Funny Girl di William Wyler,costruito su misura per esaltare le doti artistiche di Barbra Streisand che vince come miglior attrice protagonista tra le polemiche – è stata ammessa tra i membri dell’Academy pochi giorni prima e ha votato per se stessa – ex aequo con l’inossidabile Katharine Hepburn, regale Eleonora d’Aquitania che duetta in dialoghi sferzanti e beffardi con Peter O’Toole, superbo Enrico II ne Il leone d’inverno di Anthony Harvey, ma ancora battuto, francamente a sorpresa, nella corsa all’alloro da miglior attore consegnato a Cliff Robertson per I due mondi di Charly di Ralph Nelson. C’è Anche l’Italia tra i cinque candidati al miglior film, con Romeo e Giulietta del fiorentino Franco Zeffirelli(nominato tra i registi),fedele trasposizione della tragedia di Shakespeare con due attori adolescenti che vince per i costumi di Danilo Donati e la fotografia di Pasqualino De Santis. Batte bandiera tricolore anche La ragazza con la pistola con l’indimenticabile Monica Vitti, diretta da Mario Monicelli. Da segnalare il riconoscimento al genio stralunato di Mel Brooks, autore della sceneggiatura dell’esilarante Per favore non toccate le vecchiette.  La serata si conclude con la vittoria di Oliver!  incoronato miglior film dell’anno che porta a casa anche i premi per la regia di Sir Carol Reed, per la scenografia, la colonna sonora originale e il suono, più un Oscar speciale alle coreografie di Onna White.

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Il maestro inglese Sir Carol Reed porta al cinema il musical di Lionel Bart che ha spopolato nei teatri inglesi. Lo fa a colori, servendosi di scenografie splendide e coreografie perfette che incantano, ancor più delle canzoni (purtroppo tutte doppiate). La storia, ben nota, è quella dell’Oliver Twist dickensiano: calato nel periodo storico, Reed rappresenta la tradizione che vince, al cospetto di altri film, più innovativi e memorabili, che raccolgono le briciole. Tale visione sarebbe però solo parziale, poichè Oliver! ancorchè invecchiato, resta un film elegante e sobrio, per cui i 6 Oscar vinti rappresentano un premio eccessivo ma non del tutto immotivato.

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