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L'ambivalenza di bene e male, "The Departed" è un film imponente, remake che supera l'originale grazie a un cast d'eccezione sorretto dalla regia di un ispirato Martin Scorsese

The Departed
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Frank Costello (Jack Nicholson), boss della malavita irlandese di Boston, fa infiltrare nella polizia il suo brillante figlioccio Colin Sullivan (Matt Damon): presto Colin diventa uno dei più importanti detective dell’unità speciale anticrimine. Costello scopre che c’è un infiltrato anche tra i suoi uomini: la polizia del Massachusetts ha infatti adottato la stessa strategia reclutando Billy Costigan (Leonardo DiCaprio), giovane cresciuto nei sobborghi criminali della metropoli americana, per svolgere un’operazione sotto copertura e incastrare Frank. Nonostante Billy informi costantemente la polizia degli affari illeciti del boss, i blitz degli agenti falliscono sempre perché il detective Sullivan riesce a informare il gangster per tempo. A questo punto le due talpe Costigan e Sullivan hanno la stessa missione: stanare l’altro per sopravvivere.
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The Departed – Il bene e il male (The Departed)

Regia: Martin Scorsese; soggetto: Siu Fai Mak, Felix Chong; sceneggiatura: William Monahan; fotografia: Michael Ballhaus; scenografia: Kristi Zea; costumi: Sandy Powell; trucco: John Caglione Jr.; colonna sonora: Howard Shore; montaggio: Thelma Schoonmaker; interpreti: Leonardo DiCaprio (William “Billy” Costigan), Jack Nicholson (Francis “Frank” Costello), Matt Damon (Colin Sullivan), Mark Wahlberg (Sean Dignam), Martin Sheen (cap. Oliver Queenan), Ray Winstone (Mr. French), Vera Farmiga (Madolyn), Alec Baldwin (Ellerby), Anthony Anderson (Trooper Brown), Kevin Corrigan (cugino Sean); produzione: Graham King, Brad Pitt, Brad Grey per Plan B Entertainment, Warner Bros. Pictures, Initial Entertainment Group; origine: USA – 2006; durata: 151′.

Trama

South Boston. Francis “Frank” Costello (Nicholson) è il boss indiscusso della malavita irlandese; da anni la polizia cerca d’incastrarlo, senza successo. Prende sotto la sua ala un giovane dei sobborghi, Colin Sullivan (Damon), con l’intento di farne un suo infiltrato all’interno dell’unità anticrimine che dovrebbe catturarlo. Grazie ai suoi agganci gli paga l’accademia di Polizia, dove il giovane passa la selezione a pieni voti. Nello stesso momento Billy Costigan (DiCaprio) finisce l’Accademia ma viene scartato al momento di entrare nella Polizia di Stato perché ritenuto inadatto. Lo convocano il capitano Queenan (Sheen) e il sergente Dignam (Wahlberg) dell’unità anticrimine, che gli propongono un’operazione sotto copertura, come infiltrato nell’organizzazione di Costello. Il ragazzo si fa arrestare di proposito e una volta uscito di prigione avvicina il boss che, pur dubbioso, lo accetta nella sua banda criminale. Dall’altra parte Sullivan comincia a passare informazioni che consentono a Costello di anticipare le mosse del dipartimento: le sue attività illecite prosperano. Sullivan conosce anche la psicologa Madolyn (Farmiga) e inizia una relazione sentimentale con lei, mentre quest’ultima ha in cura proprio Costigan. In compagnia del braccio destro del boss, Mr. French, il ragazzo è costretto a partecipare a pestaggi e crimini, mentre continua a passare informazioni a Queenan, rischiando più volte di essere scoperto. Quando un agguato per prendere Costello con le mani nel sacco va a vuoto, Costigan intuisce che c’è una talpa tra i poliziotti. Si incontra con Queenan sul tetto di un palazzo, ma Sullivan fa pedinare il capitano e avverte gli uomini di Costello. Mentre Queenan li trattiene Costigan riesce a scappare dal tetto scendendo per una scala antincendio, ma arrivato in strada vede il capitano precipitare sull’asfalto. Raggiunge la banda proprio nel momento in cui gli agenti intervengono ed è obbligato a seguire i delinquenti in un furgone. Un membro della banda, Delahaunt, è ferito a morte e prima di morire confessa a Billy di essere anche lui un poliziotto, inviato da Queenan per controllarlo. Costigan lo rivela al boss che, convinto di aver individuato la talpa, ricomincia a occuparsi dei suoi affari. Alla centrale il sergente Dignam, furioso, accusa Sullivan di aver causato la morte del capitano. Ellerby, succeduto a Queenan nel comando, chiede le dimissioni del sergente. Approfittando della fiducia dimostratagli da Ellerby, Sullivan si impossessa del cellulare di Queenan e rintraccia Costigan, che crede di avere in lui un alleato. Il poliziotto riceve la soffiata che Costello andrà a ritirare personalmente una partita di cocaina ma, invece di trasmettere al boss l’informazione, prepara una retata: ha capito che Costello ha un accordo con l’F.B.I. a cui, in cambio di protezione, consegna poliziotti corrotti. A questo punto non può correre rischi, potrebbe essere il prossimo ad essere sacrificato. La trappola scatta ed è proprio Sullivan ad assassinare Costello, diventando un eroe.

The Departed
In primo piano Frank Costello (Nicholson) incontra clandestinamente il suo infiltrato Sullivan (Damon).

Finita la missione Costigan può riprendere la sua identità ma, guardando gli appunti presi da Sullivan, si accorge che era lui la talpa di Costello. Ormai compromesso, il nuovo eroe della polizia cancella tutte le tracce dell’operazione sotto copertura, in modo che Billy risulti semplicemente un criminale in fuga. Qualche giorno dopo Madolyn, rimasta incinta, riceve un plico da Costigan, nel quale sono contenute le registrazioni delle conversazioni tra Sullivan e Costello, arrivategli per mezzo dell’avvocato del boss su istruzioni di quest’ultimo. Costigan convoca allora Sullivan sul tetto dello stesso palazzo dove è morto Queenan e lo arresta. Un suo vecchio compagno di Accademia lo raggiunge e i tre prendono l’ascensore ma, giunti al piano terra un’altra talpa di Costello, l’agente Barrigan, fa fuori i due colleghi. A questo punto Sullivan, per proteggere la propria identità, uccide Barrigan e lo identifica come l’ennesimo infiltrato che lui e Costigan avevano scoperto lavorando insieme. Madolyn lo ha lasciato ma la sua reputazione è salva, persino il defunto Billy Costigan riceve un’onorificenza alla memoria per il suo contributo. Sullivan torna a casa ma trova Dignam ad aspettarlo (probabilmente informato da Madolyn, grazie alle istruzioni consegnate alla donna da Billy, in caso gli fosse accaduto qualcosa): l’ex agente lo uccide a sangue freddo.

Qualcosa più di un remake

Il soggetto di The Departed – il bene e il male è prelevato da Internal Affairs dei cinesi Andy Lau e Alan Mak ma il film che riesce a tirarne fuori Martin Scorsese è di tutt’altro livello, a partire dal cast. Il regista mischia le carte, chiama il personaggio interpretato da Jack Nicholson (al suo primo film con l’autore italo-americano) come un noto mafioso, ispirandosi ad un altro spietato criminale, stavolta irlandese, per la sua caratterizzazione: James Bulger. Intorno a lui costruisce un film denso d’azione e di tensione, che approfondisce la tematica del dualismo tra bene e male a lui tanto cara: Sullivan e Costigan sono molto simili, cresciuti nello stesso ambiente degradato e poco raccomandabile, ma sviluppano inclinazioni opposte, presentandosi allo spettatore come due facce della stessa medaglia. La morte violenta di entrambi, del buono quanto del cattivo, rientra alla perfezione della visione pessimistica della natura umana del regista e questo ne fa un film “di Scorsese” alla Scorsese. Un canovaccio già costruito gli impedisce gli eccessi di altre sue opere (magari migliori, come Quei bravi ragazzi) e, con la consueta abilità, la macchina da presa da lui guidata è in grado di catapultarti al centro dell’azione, come e più di sempre. Gli interpreti sono perfettamente in parte, soprattutto il mefistofelico mafioso Jack Nicholson e il tormentato Leonardo DiCaprio danno vita a dialoghi entusiasmanti non privi di improvvisazioni geniali (Nicholson al bar ha in mano una pistola vera che nella scena non era prevista: l’espressione del suo partner in quel momento, sospesa tra incredulità e preoccupazione è impagabile perché vera), Damon e Wahlberg sono incisivi  pur se con un tipo di recitazione agli antipodi; sotto le righe il primo, sopra le righe il secondo. Il film, nonostante l’ambientazione bostoniana, è girato a New York, tra il 21 aprile e il 27 agosto 2005. Viene presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma nel 2006, per poi uscire in tutta Italia il 27 ottobre. Con un budget stimato di 90 milioni di dollari, The Departed incassa in patria 130 milioni, riscuotendo grande successo di critica, mentre il responso del pubblico è buono ma non eccezionale. In gennaio ai Golden Globe l’unico premiato è Scorsese per la regia, a fronte di sei candidature complessive: DiCaprio è nominato sia per The Departed che per Blood Diamond ma viene battuto da Forest Whitaker, debordante ne L’ultimo Re di Scozia. Le segnalazioni agli Oscar sono solo cinque questa volta (Toro Scatenato ne aveva avute 8, Gangs of New York 10, The Aviator 11).

The Departed
Il maestro Martin Scorsese, al centro, fra i protagonisti del film.

Il racconto del redattore

La serata degli Oscar si svolge per la settima volta al sontuoso Kodak Theatre di Holywood, presentata dalla simpatica e sarcastica Ellen DeGeneres. La cinquina di nominati per il miglior film vede oltre Lettere da Iwo Jima di Clint Eastwood (solo un Oscar al montaggio sonoro per lui), il movimentato e delizioso Little Miss Sunshine, che vince per la sceneggiatura originale e per il miglior attore non protagonista Alan Arkin, l’edificante The Queen dell’inglese Stephen Frears, nel quale Helen Mirren ritrae la Regina d’Inghilterra Elisabetta II (merita l’Oscar da miglior attrice protagonista) e il film corale Babel, già vincitore del Golden Globe come miglior film drammatico, che conclude la trilogia sulla morte del regista messicano Alejandro González Iñárritu, conquistando però solo la statuetta per la colonna sonora. Fra gli attori Forest Whitaker conferma la vittoria come attore protagonista, mentre miglior attrice non protagonista è Jennifer Hudson per Dreamgirls, musical ispirato alla storia del trio musicale delle Supremes, che vince anche per il suono. Tra i premi tecnici si scorgono altre opere interessanti come l’oscuro Il labirinto del fauno di Guillermo Del Toro (fotografia,scenografia e trucco), il fastoso Marie Antoinette di Sofia Coppola che trionfa per gli splendidi costumi dell’italiana Milena Canonero e l’intenso film tedesco Le vite degli altri, miglior film straniero dell’anno. Fa capolino in quest’edizione il premio per gli effetti visivi al secondo capitolo di una popolare saga Disney con protagonista il pirata lunatico Johnny Depp/Jack Sparrow:  si tratta de I pirati dei Caraibi – La maledizione del forziere fantasma. Il miglior documentario dell’anno è l’ambientalista Una scomoda verità, di David Guggenheim, con l’ex vicepresidente USA Al Gore che mira a sensibilizzare l’opinione pubblica contro i cambiamenti climatici dovuti all’effetto serra, premiato anche per la miglior canzone originale di Melissa Etheridge: I need to wake up. La serata si conclude con la vittoria di The Departed – il bene e il male che manda all’incasso 4 nomination su 5, per il miglior film, la regia (vedi il filmato originale della premiazione in alto: un emozionato Martin Scorsese riceve la statuetta dalle mani degli amici Francis Ford Coppola, Steven Spielberg e George Lucas), la sceneggiatura non originale e il montaggio, mancando solo l’alloro all’attore non protagonista.

Il nostro voto

Un film che vale a Scorsese il sospirato Oscar alla regia,accompagnato dal titolo di miglior film dell’anno e dalle statuette all’intelligente adattamento di William Monahan e al montaggio della fedelissima Thelma Schoonmaker. Convincente nelle sequenze di azione, elaborato nella sceneggiatura,può risultare un po’ farraginoso nella parte centrale e non è certamente il suo film migliore, ma le prove di attori come Jack Nicholson, più misurato del solito, Leonardo diCaprio e Matt Damon valgono da sole il prezzo del biglietto, per non parlare dei comprimari, tutti di altissimo livello come Martin Sheen e Mark Wahlberg. Da vedere comunque:rispetto al modello orientale da cui prende spunto, questo remake è superiore.

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Un film che vale a Scorsese il sospirato Oscar alla regia,accompagnato dal titolo di miglior film dell’anno e dalle statuette all’intelligente adattamento di William Monahan e al montaggio della fedelissima Thelma Schoonmaker. Convincente nelle sequenze di azione, elaborato nella sceneggiatura,può risultare un po’ farraginoso nella parte centrale e non è certamente il suo film migliore, ma le prove di attori come Jack Nicholson, più misurato del solito, Leonardo diCaprio e Matt Damon valgono da sole il prezzo del biglietto, per non parlare dei comprimari, tutti di altissimo livello come Martin Sheen e Mark Wahlberg. Da vedere comunque:rispetto al modello orientale da cui prende spunto, questo remake è superiore.

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