Ieri sera sono stati assegnati i premi David di Donatello, la versione italiana degli Oscar. Fra gli altri, è stato premiato col David alla carriera Steven Spielberg che ha ricevuto il premio dalle mani di Monica Bellucci.

Steven Spielberg, che era in Italia anche per promuovere il suo ultimo film Ready Player One, in conferenza ha lodato molti registi italiani di tutte le generazioni e ha ricordato una passeggiata con Fellini nel 1971.

Spielberg è conosciuto soprattutto per film ormai cult come Indiana Jones, E.T., Jurassic Park. Tutti i suoi film sono senza dubbio stupendi. Il primo, Duel, nato come film televisivo, resta forse il più bello. Anche quando è diventato “Spielberg”, dopo la notorietà acquisita con Lo squalo, non si è adagiato sugli allori e ha sempre fatto grandi film.

Il regista è il classico “americano simpatico”, di quelli che si contrappongono agli “americani cattivi” tipo Trump, Kissinger, ecc. Ha sempre avuto uno sguardo originale e anticonformista, però americano resta. Alla fine deve sempre mettere nei suoi film un particolare, un’inezia, magari, che riesce a banalizzare tutto.

Verrebbe voglia di chiedergli: Ma perché, Steven? Andava così bene…

Anche nell’ultimo film, che è un’apoteosi liberatoria del videogioco, deve metterci la morale bacchettona finale: aderite al mondo reale e staccatevi da quello digitale.
Ma perché? Sei Spielberg, puoi fare quello che vuoi, sei una miniera di soldi, ti distribuiranno sempre comunque.

Ed ecco tornare a mente tutte le bucce di banana sulle quali è scivolato, sempre verso la fine del film. Per fare un unico esempio: Schindler che si dispera perché non ha riscattato un ebreo in più scambiandolo col perfido nazista per una spilla d’oro. Era un film bellissimo, Ralph Fiennes era un nazista superlativo, la tensione era alle stelle … e poi quel planctus incongruo. A cosa serve quella scena? Solo a smontare la tensione e far passare il povero Liam Neeson per una vecchia zia piagnucolona. Ma perché il montatore non l’ha tagliata?

Inutile dire che Spielberg il David se l’è strameritato, ma se i suoi film fossero valutati tutti su un libretto universitario sarebbero tutti 30 e nemmeno una lode.

Qui il trailer dell’ultimo film, Ready Player One.

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