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the spy

Il primo film serio di Sacha Baron Cohen

Il comico inglese festeggia il suo 48º compleanno col suo primo ruolo drammatico, The spy, miniserie di Netflix, dove interpreta la parte di una spia del Mossad

Sacha Baron Cohen è sicuramente il comico più irriverente e politicamente scorretto di Hollywood e ha tanti ammiratori quanti nemici, primo fra tutti il personaggio più importante degli Stati Uniti: il presidente Donald Trump. La loro inimicizia nasce da lontano; era il 2003, quando Trump era solo un magnate. Nel programma televisivo Ali G Indahouse, Cohen cercava di vendergli un’invenzione per non far gocciolare il gelato; Trump dimostrò una totale assenza di senso dell’umorismo, si alzò e se ne andò dopo pochi minuti. Il comico si vendicò nel 2016, in piena campagna presidenziale, nel film Grimsby – Attenti a quell’altro, dove dice che Trump aveva preso l’AIDS per essere stato esposto al sangue di Daniel Radcliffe. Il 4 luglio scorso, Cohen pubblicò un video su Twitter che ridicolizzava il presidente. Il tweet utilizza un video che lo stesso Trump pubblicò su YouTube nel 2012 nel quale raccomanda al comico di “imparare a essere divertente perché non sa una merda. Questo personaggio di terza categoria chiamato Sacha Baron Cohen vorrei che finisse all’ospedale a furia di colpi in faccia”.

Sacha Baron Cohen da ragazzo rimase affascinato da Peter Sellers e, soprattutto, dai Monty Python, tanto che studiò a Cambridge, come John Cleese, Graham Chapman e Eric Idle, per poter entrare nel gruppo teatrale universitario dei Footlights, come loro. Non meraviglia, quindi, che abbia ereditato la loro irriverenza, che gli ha dato qualche problema anche a Hollywood, tanto da fargli preferire la televisione: “Se vuoi rischiare, il posto giusto è la televisione. Hollywood ha perso il senso dell’umorismo. Gli studios sono sempre più riluttanti al momento di scommettere in qualcosa. Sono in mano delle grandi corporation che hanno come unico scopo far soldi. Temono l’umorismo per paura che ti interpretino male, per evitare le polemiche”.

Forse è anche per questo che Cohen ha scelto di interpretare il ruolo di Eli Cohen, una spia israeliana del Mossad. Una storia vera, quindi, per una miniserie di sei puntate scritta e diretta da Gideon Raff e Max Perry e distribuita da Netflix. “Dal momento in cui Sacha è entrato sul set, tutti abbiamo sentito che lo stavamo vedendo nudo di fronte alla camera da presa per la prima volta” ha detto Raff. “È qualcuno col quale mi posso identificare: ha emozioni genuine, ama sua moglie, perde i suoi figli e sta vivendo una doppia vita” ha poi detto l’attore, riferendosi al suo nuovo ruolo.

Ora ci rimane da vedere se si sentirà più a suo agio in questo nuovo genere o se tornerà alla commedia.

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Ammiri il lavoro si Sacha Baron Cohen o trovi che la sua comicità sia troppo aggressiva o irriverente? Ti incuriosisce questa nuova miniserie?
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