Gli Anelli del Potere 3 porterà la Guerra degli Elfi e di Sauron al centro della storia, ma con una sequenza diversa da quella ricostruita nei testi di J.R.R. Tolkien. La nuova stagione debutterà su Prime Video l’11 novembre 2026 e riprenderà cinque anni dopo la caduta dell’Eregion, quando il conflitto sarà già esteso a gran parte della Terra di Mezzo.
Gli Anelli del Potere 3 cambia davvero la cronologia di Tolkien?

Sì. Nella serie, la guerra è già in corso mentre Sauron tenta ancora di completare l’Unico Anello. Nei racconti della Seconda Era, invece, la forgiatura segreta precede la reazione degli Elfi e l’inizio del conflitto. La modifica accorcia la distanza tra causa, scoperta del tradimento e guerra aperta.
La presentazione ufficiale della terza stagione descrive una Terra di Mezzo già travolta dagli eserciti del Signore Oscuro. Lindon, Gran Burrone e Khazad-dûm restano tra gli ultimi territori capaci di opporsi, mentre Sauron lavora a Barad-dûr per creare l’arma con cui dominare gli altri Anelli del Potere.
Questo assetto conferma quanto anticipato anche dalle notizie sulla forgiatura dell’Unico Anello e sul nuovo volto di Sauron. Il punto non riguarda soltanto l’ordine degli eventi: spostare la creazione dell’Anello dentro una guerra già avviata trasforma la forgiatura in una risposta militare immediata, invece che nel gesto segreto che scatena la ribellione degli Elfi.
La Guerra degli Elfi e di Sauron arriva con cinque anni di salto

La stagione partirà cinque anni dopo il finale precedente. È una scelta che consente alla serie di evitare una lunga fase di preparazione e di mostrare subito le conseguenze della caduta dell’Eregion. Prime Video ha inoltre confermato una distribuzione in otto episodi: i primi quattro l’11 novembre, due il 18 novembre e gli ultimi due il 25 novembre 2026.
Nel canone, la Guerra degli Elfi e di Sauron appartiene a una catena di eventi più ampia. Sauron collabora con i fabbri dell’Eregion sotto l’identità di Annatar, forgia l’Unico Anello e tenta di controllare gli altri portatori. Gli Elfi comprendono l’inganno, nascondono i Tre Anelli e reagiscono. La guerra conduce poi all’intervento di Númenor e alla sconfitta delle forze di Sauron nella battaglia del Gwathló.
La serie ha già condensato una cronologia distribuita su molti secoli, mantenendo contemporaneamente personaggi umani che nei testi appartengono a fasi lontane della Seconda Era. La terza stagione prosegue quindi una strategia stabilita fin dall’inizio: ridurre i cambi generazionali e costruire un racconto continuo intorno a Galadriel, Elrond, Isildur e Sauron.
Cosa significa la modifica per Sauron e la Seconda Era
Il rischio principale è rendere meno netta la differenza tra la Guerra degli Elfi e di Sauron e la successiva Guerra dell’Ultima Alleanza. Sono due conflitti distinti, separati nei testi da secoli di trasformazioni politiche, dall’ascesa e dalla caduta di Númenor e dal consolidamento di Mordor. Avvicinarli troppo potrebbe dare l’impressione di un’unica guerra prolungata.
Per la narrazione televisiva, però, la scelta concentra la pressione su Sauron. Charlie Vickers interpreterà un Signore Oscuro già impegnato sul campo e allo stesso tempo ossessionato dalla costruzione dell’Unico Anello. Il salto temporale permette anche di mostrare una nuova fase per Gandalf, il cui ruolo nella terza stagione è destinato a cambiare, e per i regni rimasti fuori dalla caduta dell’Eregion.
Le prime due stagioni contano complessivamente 16 episodi e hanno già riscritto tempi, incontri e identità per rendere la Seconda Era più compatta. La terza porterà questa impostazione al passaggio più delicato: spiegare perché Sauron abbia bisogno dell’Unico Anello quando la guerra è già cominciata e chiarire quanto spazio resterà prima degli eventi che condurranno all’Ultima Alleanza. Sarà questo equilibrio a determinare la tenuta del nuovo adattamento.