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crudelia

Crudelia, la nostra recensione

Disney torna al cinema con un nuovo live action, come per Maleficent siamo di fronte ad un antieroe e questa volta è la nemica giurata dei dalmata: Crudelia De Mon

Crudelia (Cruella)

Paese di produzione Stati Uniti d’America, Anno 2021

Regia Craig Gillespie, soggetto La carica dei 101 di Dodie Smith e La carica dei cento e uno del 1961, sceneggiatura Dana Fox, Tony McNamara, Aline Brosh McKenna, Kelly Marcel, Steve Zissis, produttore Kristin Burr, Andrew Gunn, Marc Platt, produttore esecutivo Aline Brosh McKenna, Emma Stone, Glenn Close, Jessica Virtue, Michelle Wright, casa di produzione Walt Disney Pictures, Gunn Films, Marc Platt Productions, distribuzione in italiano Walt Disney Studios Motion Pictures, Disney+, fotografia Nicolas Karakatsanis, montaggio Tatiana S. Riegel, musiche Nicholas Britell, scenografia Fiona Crombie, costumi Jenny Beavan  

Cruella: un prequel de La carica dei 101?

Tutti sappiamo chi sia Crudelia De Mon ne La carica dei 101 ma sarà la stessa interpretata da Emma Stone nel film diretto da Craig Gillespie.

Crudelia mette in scena la vita della giovane Crudelia De Mon, o almeno in parte (dopo vi spieghiamo perchè).

Nata come Estella De Vil è una bambina vivace, ambiziosa con un talento unico per la moda ed un lato oscuro che la madre vuole a tutti i costi che lei nasconda. Dopo un tragico avvenimento si trova a doversi arrangiare nella Londra punk-rock dei pieni anni 70 in compagnia di due ladri dilettanti che adorano il suo lato malvagio.
Il talento di Estella non rimarrà all’oscuro per molto, verrà notata dalla baronessa von Hellman, direttrice di una prestigiosa casa di moda. La conoscenza tra le due porterà alla galla quello che era rimasto ancora perfettamente nascosto del passato di entrambe.

crudelia

Crudelia: un live action ben riuscito?

Per La carica dei 101 la Disney aveva già realizzato ben 2 live action in tempi poco sospetti (1996). La Crudelia era Glenn Close e i toni decisamente più fedeli al film d’animazione a cui si era ispirato.

La Crudelia De Mon di Emma Stone è si fatta appositamente per un pubblico che è cresciuto con il film d’animazione, ma allo stesso tempo (come per Maleficent) il suo intento non è quello di riprodurre un ritratto già realizzarlo. Crudelia qui è rivisitata, Estella, è una bambina diversa e ma tenace, salda nel suo anticonformismo e del suo non voler seguire le regole e gli schemi imposti sia nella moda che nella vita.

La moda spinge Crudelia nel ritrovare se stessa e parti della sua storia passata e la moda è quella che fa da traino a tutto il film. Gli anni 70 e il punk di quella Londra sono proprio quegli elementi che riescono a catturarti dal primo momento a fronte di una trama poco sviluppata e composta da sterili colpi di scena.

Costumi, stoffe e macchine da cucire fanno da padrone a questo giocoso non prequel di Craig Gillespie.

Un non prequel perché la Crudelia che vediamo è totalmente diversa da quella del cartone, Crudelia è si cattiva, egocentrica e ammaliante ma non è sicuramente la stessa persona capace di uccidere dei cuccioli di cane per farsi una pellicia alla moda.

Si può dire con una certa sicurezza che Crudelia più che un film per gli appassionati della Disney possa essere un film per gli appassionati della moda. E vista l’ambientazione non è difficile paragonare quell’estetica a stilisti come Vivienne Westwood o Alexander McQueen.  Un palese riferimento a quest’ultimo è poi nell’abito della farfalla monarca realizzato da McQueen nel 2011. crudelia mcqueen

Può essere considerata il miglior live action realizzato dalla Disney fino ad ora pur avendo i suoi grossi difetti ma è comunque un passo in avanti verso un deciso miglioramento.

Il problema di Crudelia è che dura veramente troppo per una trama decisamente troppo debolo, quello che riesce comunque a tenerlo a galla è il fatto di  avere un’estetica pazzescaEmma Stone splende e fa splendere Cruella vestendo i panni di una cattiva unica nel suo genere.

 

Estella, è una bambina diversa e ma tenace, salda nel suo anticonformismo e del suo non voler seguire le regole e gli schemi imposti sia nella moda che nella vita.

La moda spinge Crudelia nel ritrovare se stessa e parti della sua storia passata e la moda è quella che fa da traino a tutto il film. Gli anni 70 e il punk di quella Londra sono proprio quegli elementi che riescono a catturarti dal primo momento a fronte di una trama poco sviluppata e composta da sterili colpi di scena.

Costumi, stoffe e macchine da cucire fanno da padrone a questo giocoso non prequel di Craig Gillespie.

Il problema di Crudelia è che dura veramente troppo per una trama decisamente troppo debolo, quello che riesce comunque a tenerlo a galla è il fatto di  avere un’estetica pazzescaEmma Stone splende e fa splendere Cruella vestendo i panni di una cattiva unica nel suo genere.

 

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