Berlinale 2024

Berlinale 2024: dialogo sul Medio Oriente

L'edizione numero 74 del Festival di Berlino vuole essere un punto d'incontro culturale, all'insegna della tolleranza e della solidarietà, in un contesto politico quantomai delicato per tutta l'industria cinematografica tedesca

La Berlinale 2024 , che si terrà dal 15  al 25 febbraio 2024, farà comunque da spartiacque. Sarà questa l’ultima edizione diretta da Carlo Chatrian e Mariëtte Rissenbeek che dopo cinque anni lasceranno il posto a Tricia Tuttle, già direttrice del London Film Festival. Il loro è stato un mandato complicato dalla pandemia ma anche ricco di novità, come la scelta di assegnare un premio unico per le migliori interpretazioni, a prescindere  dal genere del vincitore. 

Berlinale 2024
Tricia Tuttle assumerà la direzione del Festival di Berlino a partire dal 2025.

Quest’anno saranno 20 le opere che concorreranno alla vittoria dell’Orso d’oro, assegnato dalla giuria presieduta dall’attrice premio Oscar Lupita Nyong’o e composta dalla regista e interprete italiana Jasmine Trinca insieme con Brady Corbet, Ann Hui, Christian Petzold, Albert Serra, Oksana Zabuzhko. Fa piacere vedere due presenze di registi italiani in concorso: Piero Messina che affronta un futuro distopico con Another End (dopo l’uscita in sala il film sarà poi distribuito su Netflix) e Margherita Vicario, attrice e cantante che esordisce alla regia con Gloria! ambientato nel frizzante panorama musicale della Venezia di fine settecento dove però le donne erano spesso discriminate e potevano a stento partecipare.

Berlinale 2024
Due immagini di Another End di Piero Messina e Gloria! di Margherita Vicario, film italiani inconcorso al Festival.

In generale la selezione della Berlinale 2024 è stata come sempre coraggiosa, scegliendo ad esempio di ammettere nel concorso principale una sola opera statunitense,  A Different Man di Aaron Schimberg. Di seguito l’elenco completo dei partecipanti.

Berlinale 2024 – In concorso

  • Another End, regia di Piero Messina (Italia)
  • Architecton, regia di Victor Kossakovsky (Germania, Francia)
  • Black Tea, regia di Abderrahmane Sissako (Francia, Mauritania, Lussemburgo, Taiwan, Costa d’Avorio)
  • La Cocina, regia di Alonso Ruizpalacios (Messico, Stati Uniti)
  • Dahomey, regia di Mati Diop (Francia, Senegal, Benin)
  • A Different Man, regia di Aaron Schimberg (Stati Uniti)
  • L’Empire, regia di Bruno Dumont (Francia, Italia, Germania, Belgio, Portogallo)
  • Gloria!, regia di Margherita Vicario (Italia, Svizzera)
  • Hors du temps, regia di Olivier Assayas (Francia)
  • In Liebe, Eure Hilde, regia di Andreas Dresen (Germania)
  • Keyke mahboobe man, regia di Maryam Moghaddam e Behtash Sanaeeha (Iran, Francia, Svezia, Germania)
  • Langue Étrangère, regia di Claire Burger (Francia, Germania, Belgio)
  • Mé el Aïn, regia di Meryam Joobeur (Tunisia, Francia, Canada, Norvegia, Qatar, Arabia Saudita)
  • Pepe, regia di Nelson Carlos De Los Santos Arias (Repubblica Dominicana, Namibia, Germania, Francia)
  • Shambhala, regia di Min Bahadur Bham (Nepal, Francia, Norvegia, Hong Kong, Turchia, Taiwan, Stati Uniti, Qatar)
  • Small Things Like These, regia di Tim Mielants (Irlanda, Belgio)
  • Sterben, regia di Matthias Glasner (Germania)
  • Des Teufels Bad, regia di Veronika Franz e Severin Fiala (Austria, Germania)
  • Vogter, regia di Gustav Möller (Danimarca, Svezia)
  • Yeohaengjaui pilyo, regia di Hong Sang-soo (Corea del Sud)

L’apertura del Festival vedrà la presenza di Cillian Murphy, già star della serie Peaky Blinders e vincitore del Golden Globe al miglior attore in un film drammatico per Oppenheimer di Cristopher Nolan. L’attore sarà a Berlino come protagonista di Small Things Like These di Tim Mielants, una coproduzione belga/irlandese nella quale, durante il Natale del 1985, il commerciante di carbone Bill Furlong scopre alcuni segreti scioccanti sugli abusi commessi dalla Chiesa Cattolica nella sua cittadina (la stessa vicenda ha già ispirato il notevole Magdalene di Peter Mullan).

La sezione Berlinale Classics ospiterà, come ogni anno, alcuni classici del passato, restaurati per l’occasione. In particolare:

  • Battaglia nel cielo (Batalla en el cielo), regia di Carlos Reygadas (Messico)
  • Due sorelle (Kohlhiesels Töchter), regia di Ernst Lubitsch (Germania)
  • Fuori orario (After Hours), regia di Martin Scorsese (Stati Uniti)
  • Il giorno della locusta (The Day of the Locust), regia di John Schlesinger (Stati Uniti)
  • Godzilla (Gojira), regia di Ishirō Honda (Giappone)
  • Il gusto dell’anguria (Tiān biān yi duǒyún ), regia di Tsai Ming-liang (Taiwan, Francia)
  • In fretta in fretta (Deprisa, deprisa), regia di Carlos Saura (Spagna, Francia)
  • Il principe consorte (The Love Parade), regia di Ernst Lubitsch (Stati Uniti)
  • Reifezeit, regia di Sohrab Shahid-Saless (Germania Ovest)
  • Sacrificio (Offret), regia di Andrej Tarkovskij (Svezia, Regno Unito, Francia)

Sarà inoltre indetta una proiezione speciale di The Departed – Il bene e il male in onore del maestro Martin Scorsese, che riceverà l’Orso d’oro alla carriera.

“Per chi considera il cinema l’arte di dare forma a una storia in modo del tutto personale e universale, Martin Scorsese è un modello ineguagliabile. I suoi film hanno accompagnato la nostra storia di spettatori e di esseri umani, i suoi personaggi sono vissuti e cresciuti dentro di noi, la sua visione della storia e dell’umanità ci ha aiutato a capire e a interrogarci su chi siamo e da dove veniamo.”

 – L’amministratore delegato della Berlinale Mariëtte Rissenbeek e il direttore artistico Carlo Chatrian

Per il programma completo di tutte le sezioni vai al sito ufficiale della Berlinale 2024: www.berlinale.de

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