Timothy Olyphant è un nome che in molti non accende nessuna lampadina: ha una lunga carriera cinematografica, ma raramente ha interpretato ruoli di primo piano. Chi segue la serialità americana non potrà non conoscere il volto di uno degli attori più attivi e interessanti del panorama televisivo.
Gli esordi
Timothy Olyphant è nato nel 1968 a Honolulu e ha passato i primi anni di vita nelle Filippine prima di trasferirsi a Modesto, in California, con i genitori e i due fratelli. Da subito si appassionò all’arte, ma in gioventù la recitazione non era il suo obiettivo principale. Le sue eccellenti doti da nuotatore lo portarono a competere a livello universitario. Studiò Belle Arti alla University of Southern California, lasciando però l’istituto prima del tempo. Solo trent’anni dopo, durante la pandemia di Coronavirus, portò a termine il suo percorso frequentando delle lezioni online.

Negli anni Novanta, dopo aver lavorato come allenatore di nuoto, Olyphant decise di trasferirsi a New York per esplorare nuove strade. Nella Grande Mela si dedicò per qualche mese alla stand-up comedy, prima di iniziare a frequentare per due anni il celebre William Esper Studio, una delle scuole di recitazione più autorevoli degli Stati Uniti.
Il debutto, il no a Fast and Furious e la carriera al cinema
Olyphant debuttò a metà degli anni Novanta, prendendo parte a spettacoli Off Broadway e partecipando a pilot televisivi. Al cinema debuttò nel film Il Club delle Prime Mogli e finì per ritagliarsi parti secondarie che tuttavia non passarono inosservate. Lo si trova in opere come Scream 2 di Wes Craven, che gli diede non poca visibilità, e Go – Una notte da dimenticare di Doug Liman.
Da lì a poco ebbe luogo il più grande what if della sua carriera: rifiutò il ruolo principale in una storia di corse automobilistiche chiamata Redline, giudicandola “stupida” e pensando che sarebbe stata un flop al botteghino. Il personaggio offerto ad Olyphant si chiamava Dominic Toretto e il film fu rinoniminato Fast and Furious. Il ruolo, com’è noto, andò poi a Vin Diesel. Proprio accanto a quest’ultimo Olyphant recitò ne Il Risolutore, un thriller d’azione che sembrava anticipare la fase successiva della sua carriera, consolidata dal ruolo di villain in Die Hard – Vivere o Morire, quarto capitolo della saga action capitanata da Bruce Willis.
Il nome di Olyhpant acquisì ulteriore riconoscibilità con la sua interpretazione dell’Agente 47 nel film tratto dal videogioco Hitman, anche se la trasposizione fu stroncata in modo piuttosto netto dai fan e dalla critica. Nonostante tante altre interpretazioni, spesso in ruoli non principali, l’attore nato alle Hawaii non è riuscito a sfondare in modo definitivo sul grande schermo. Si è però tolto belle soddisfazioni, coronate dalla presenza in C’Era una Volta a… Hollywood di Quentin Tarantino, in cui interpreta la star di un telefilm western. Un ruolo non troppo distante dalla realtà…
La televisione, il western e… la commedia
È probabilmente con le sue interpretazioni in show televisivi che Timothy Olyphant ha ottenuto i riconoscimenti maggiori. A metà degli anni Duemila venne scelto per interpretare lo sceriffo Seth Bullock nella serie western Deadwood, ottenendo uno dei ruoli più importanti della sua vita professionale. Bullock è un uomo burbero, stoico e interiormente tormentato, ma sempre guidato da un inflessibile moralità. La sua interpretazione nell’arco delle tre stagioni convinse pubblico e critica. Olyphant è tornato a interpretare il ruolo un’ultima volta nel film TV del 2019, ma non sono mancate delle “variazioni” sul tema.

Se Deadwood lo ha reso un nome di culto, infatti, è con il neo western Justified che Timothy Olyphant diventa quasi un’icona della televisione americana, nel ruolo del marshal Raylan Givens, personaggio creato dallo scrittore Elmore Leonard. La performance gli valse una nomination agli Emmy e la candidatura in diverse edizioni dei Critics’ Choice Awards. Il successo è tale che nel 2023 Olyphant tornò a indossare il cappello nel revival Justified: City Primeval, accolto con entusiasmo dai fan e dalla critica.
Il successo in questi ruoli lo ha portato a interpretare un uomo di legge anche nella quarta stagione di Fargo e persino nell’universo di Star Wars, prestando il volto a Cobb Vanth, un personaggio nato tra le pagine di un romanzo canonico della Galassia Lontana Lontana che ha fatto il suo debutto sullo schermo nel primo episodio della seconda stagione di The Mandalorian.

Timothy Olyphant, come sa bene chiunque abbia visto le sue ospitate nel late show di Conan O’ Brian, possiede anche uno spiccato talento comico che solo a sprazzi è stato sfruttato adeguatamente. Oltre che nelle sue partecipazioni da guest star in episodi di serie comedy come The Office, Olyphant ha potuto dar sfogo alle sue velleità umoristiche nelle tre stagioni della serie Netflix Santa Clarita Diet, in cui forma un’esilarante coppia con Drew Barrymore.
Vita privata e ultimi progetti
Lontano dal set, Olyphant vive in California e mantiene un basso profilo: è sposato dal 1991 con Alexis Knief, la sua compagna dai tempi dell’università, con cui ha tre figli. Una di loro, Vivian, ha interpretato la figlia del personaggio di Olyphant in Justified: City Primeval. Non ha mai abbandonato la passione per l’attività fisica: gioca a tennis e ha partecipato a diversi tornei tra celebrità. Inoltre, dal 2006 al 2008, è stato corrispondente per lo sport nel programma mattutino di una stazione radio di Los Angeles.

Di recente, ha stupito gli spettatori con la sua interpretazione di un androide nella serie Hulu (visibile su Disney+) Alien – Pianeta Terra, creata da Noah Hawley, già showrunner di Fargo. Durante un podcast ha confermato di aver ripreso il ruolo già interpretato nell’ultimo film di Tarantino, partecipando allo spin-off su Cliff Booth diretto da David Fincher, in uscita su Netflix il 23 dicembre.