Provate ad immaginare una serie di mondi incantati, leggende nordiche di altri tempi che si amalgamano con civiltà aliene provenienti da ogni angolo della galassia

Prendete delle divinità, degli esseri dotati di super poteri ed immergeteli dentro un calderone pieno di azione, follia, umorismo e magia. La vostra ricetta è pronta, quello che avrete davanti ai vostri occhi è un piatto tipico della cucina Marvel, si chiama Thor Ragnarok.

Benvenuti alla quindicesima puntata della rubrica The road to The Avengers Endgame, sempre il vostro Capitano Alexander a darvi la vostra dose settimanale di supereroismo. Questa settimana analizzeremo la pellicola facente parte della terza fase del Marvel Cinematic Universe (MCU) dedicata al dio del tuono.

Prima di cominciare con la recensione del film, mi sembra giusto, e doveroso, diversificare la pellicola dal trattamento letterario da cui hanno preso spunto gli sceneggiatori Eric Pearson, Craig Kyle, Christopher L. Yost per quest’opera diretta da Taika Waititi.

L’attore che interpreta il padre degli dei ha il volto di Sam Neill, già diretto da Waititi in Hunt For The Wilderpeople, mentre il finto Loki è Matt Damon (non menzionato nei titoli di coda).

GIUDIZIO UNIVERSALE

Innanzitutto cominciamo con il significato del titolo. Il termine probabilmente più antico è ragnarǫk, che significa “fato degli dèi”. Ragnarøkkr significa invece crepuscolo degli dèi, ed è quest’ultima la denominazione più celebre dei Ragnarǫk, grazie anche all’opera di Richard Wagner (Götterdämmerung). Gli storici hanno corretto quest’ultima traduzione; in particolare il francese Claude Lecouteux, ha sostenuto che il significato originario sia “giudizio delle potenze”.

Nella leggenda scandinava si parla di giorno del giudizio, una battaglia di proporzioni bibliche in cui tutte le divinità si scontrano in un duello feroce e con l’esito di uno sterminio assoluto tra Dei e esseri infernali. Creature delle tenebre riemergono in superficie con lo scopo di dominare il mondo, la morsa di un inverno glaciale con terremoti e inondazioni, la scomparsa del sole e della luna. In pratica la fine del mondo.

Nel fumetto Marvel, questa saga si discosta leggermente da questa tragica premonizione catastrofica dell’apocalisse.

Taika Waititi è il secondo regista Marvel, dopo Jon Favreau, a interpretare un personaggio anziché limitarsi al lavoro dietro la macchina da presa. Per l’esattezza si tratta di Korg, la creatura rocciosa che Thor incontra su Sakaar.

RAGNAROK SAGA

Invidioso del Mjolnir posseduto da Thor, Loki si mette in cerca della mistica fucina nanica in grado di creare un’arma in grado di contrastare il fratello; Loki, ottenendo un potere smisurato grazie ad una nuova arma, si scontra con il dio del tuono e riesce a distruggere il Mjolnir. Thor, disperato, si reca su Midgard per chiedere aiuto a Captain America ed Ironman ma tornati su Asgard, i 3 trovano solo morte e devastazione. In questo tragico momento il Dio del Tuono comprende che ha bisogno di più “potere” per fronteggiare il fratello.

Ritirandosi in meditazione mediante il sacrificio dei suoi occhi, riceve la coscienza di Odino, un potere capace di vedere passato presente e futuro.

Grazie a questo, Thor riesce a vedere le trame del fato scoprendo che questo non è né il primo né l’ultimo Ragnarok che gli Asgardiani dovranno affrontare. Coloro che siedono in alto nell’ombra (gli Aesir) o gli Dei degli Dei traggono infatti il loro potere da questo ciclo infinito di vita e morte.

Con questa consapevolezza il macellatore di Dei decide di porre fine a questo ciclo infinito dichiarando guerra a gli Aesir: per farlo si reca dal demone del fuoco che ricrea il suo martello. Ottenuta la sua arma, Thor si reca dove il destino viene intessuto, dove tutte le trame hanno inizio. Impugnato il suo fedele compagno di mille battaglie, il figlio di Odino distrugge il “Telaio del Fato” ponendo così fine alle vite di coloro che siedono in alto nell’ombra.

Questo evento però causa anche la sua fine donando così a Thor, Dio del Tuono, Re di Asgard, figlio di Odino una morte eroica ed una gloria eterna nel Valhalla.

Naturalmente la trama del film è diversa, ma come si contestualizza addirittura la comparsa di Hulk in questa storia?

Nella versione originale del film, lo scontro tra Thor e Hulk viene chiamato Contest of Champions. Questo è il titolo di una miniserie pubblicata dalla Marvel nel 1982, dove vari eroi della Casa delle Idee furono costretti a combattere tra di loro su iniziativa del Gran Maestro e di Lady Morte, oggetto delle attenzioni di Thanos.

E… FINALMENTE ARRIVA HULK

La presenza del golia verde non è solo un pretesto commerciale per attirare il pubblico al cinema, Hulk rappresenta l’omaggio ad un’altra grandissima saga conosciuta da molti appassionati di fumetti. Trattasi di Planet Hulk, dove un potente gruppo segreto, noto come gli Illuminati (composto da Tony Stark, Charles Xavier, Stephen Strange, T’challa, Namor e Reed Richards), spedisce con l’inganno Hulk nello spazio. L’eroe verde giunge sul pianeta Sakaar, dove comanda Re Rosso e, trasformato in uno schiavo, diventa un gladiatore e deve affrontare strane creature ogni giorno.

Come potete intuire, Thor Ragnarok prende due piccioni con una fava, mischia le carte in tavola e propone al pubblico una storia che si piazza come incrocio tra due saghe prestigiose del panorama fumettistico.

Dopo aver reclutato Banner, Loki e Valkyria, Thor propone che il “gruppo” si faccia chiamare Revengers, un chiaro riferimento agli Avengers (nei fumetti si tratta di un team di supercriminali). In realtà Ragnarok vanta la presenza di tre membri diversi della formazione classica dei Defenders, la non-squadra recentemente vista, in una versione alquanto diversa, su Netflix. Per l’esattezza, Hulk e Doctor Strange sono due dei membri fondatori (gli altri due, Silver Surfer e Namor il Sub-Mariner, sono attualmente impossibili da includere nel MCU per questioni legate ai diritti), mentre Valkyria si è unita al gruppo nel quarto numero della serie originale.

SCHEDA TECNICA E TRAMA

Thor ragnarok è un film di Taika Waititi con Chris Hemsworth, Tom Hiddleston, Jaimie Alexander, Mark Ruffalo, Idris Elba, Cate Blanchett, Benedict Cumberbatch, Karl Urban, Anthony Hopkins, Tessa Thompson, Ray Stevenson, Sam Neill, Jeff Goldblum, Taika Waititi, Stan Lee, Rachel House, Zachary Levi, Luke Hemsworth, Jasper Bagg.

Thor viene imprigionato e, privato del proprio martello, si ritrova a dover combattere contro Hulk in un’arena di gladiatori su un pianeta ostile. Scopre che la causa di tutto questo è attribuita a Hela, sorrelastra di Thor e regina degli inferi. Inoltre, il nostro riccioli d’oro (ma con il capello corto) dovrà riuscire a raggiungere Asgard e fermare Ragnarok, la distruzione del suo proprio mondo. Ci riuscirà?

Abbiamo visto, grazie a questo film, l’esempio brillante di una commedia miscelata con una giusta dose di azione e umorismo. Quasi ci ricorda lo stesso exploit dei Guardiani della Galassia, questo è da ammettere, ma siamo tutti più felici quando ci troviamo a ridere in sala rispetto all’annoiarci, cosa che è accaduta con il capitolo precedente, The dark World.

Thor in una veste più ironica e spensierata, ma attenzione perché il vero dramma shakespeariano non tarderà ad arrivare, Thanos è alle porte.

Lascia un commento!

avatar
  Iscriviti  
Notificami