Unica donna in gara al festival di Toronto, Laura Lucchetti propone una storia d’amore molto sui generis.

Cosa succede se un immigrato clandestino e la figlia di un trafficante di migranti s’innamorano? Se lo volete sapere andate a vedere Fiore gemello, di Laura Lucchetti, che firma anche della sceneggiatura.

Mentre Sorrentino presenterà allo stesso festival il decadente Loro, Matteo Garrone parteciperà col molto più consistente Dogman, la giovane regista italiana, al suo secondo film, sceglie un tema che affonda le radici nel nostro recente tessuto sociale. Anche il suo primo film, Febbre da fieno, era una storia d’amore, con molti risvolti romantici; da questo secondo film, visto il tema, è lecito aspettarsi di più.

Il film è ambientato in Sardegna e i due protagonisti sono gli esordienti Kallil Kone e Anastasyia Bogach che, dal nome non si direbbe, è sarda. I protagonisti sono stati scelti nelle scuole primarie e secondarie che sono, a pensarci bene, la sola possibile speranza di costruire una società multiculturale. Finché ci saranno classi multietniche e, visti i tempi che corrono, non è detto che rimangano, c’è la possibilità che alla fine ci si renda conto che esiste un’unica razza, quella umana.

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