Paolo Sorrentino torna a occuparsi di un personaggio politico; dopo aver girato Il Divo, su Giulio Andreotti, ecco un film su un altro “onorevole” altrettanto discutibile

Paolo Sorrentino è un regista difficile da catalogare; è in grado di girare film sublimi come This must be the place e film come La grande bellezza che, nonostante l’oscar, non è piaciuto a tutti.

Ha già girato un film su un personaggio politico molto discusso ma che, indubitabilmente, ha condizionato pesantemente la vita del paese come Giulio Andreotti. Ora tocca a Silvio Berlusconi che, ancor più di Andreotti, che si limitava a tirare i fili in disparte, ha invaso l’Italia prima con le sue reti televisive, poi con la sua costante, ossessiva presenza in ogni medium possibile.

Chi poteva interpretare Berlusconi?

Loro

Toni Servillo, ovviamente. A parte che aveva già impersonato Andreotti, a parte che in Italia non si fa un film senza di lui, a parte che è l’attore preferito di Sorrentino, ha sicuramente le doti per riuscire a rendere tutte le sfumature di un personaggio così al di sopra delle righe.

Un aspetto del personaggio Berlusconi è senz’altro quello comico

Tutto sommato, fosse stato premier di un altro paese, Berlusconi sarebbe stato davvero tutto da ridere. Se pensiamo all’altro film su Berlusconi, Il Caimano, di Nanni Moretti, il monologo finale è terrificante perché fatto di tutti i luoghi comuni cui ci aveva abituati Silvio. A dirli, però, non è il clown: è Nanni Moretti. Le stesse parole, pronunciate da un volto severo, suonano per quello che sono in realtà: pericolose minacce.

Sorrentino, invece, cerca la facile risata, mettendo in bocca a Servillo, in difficoltà con l’accento milanese, frasi che Berlusconi ha detto per davvero. In più, col suo spiccato senso per il surreale, il regista trova altro terreno fertile nella spettacolare saga berlusconiana.

La prima parte del film

segue principalmente l’attività di Sergio Morra, ovvero Gianpaolo Tarantini, interpretato da Riccardo Scamarcio, il procacciatore di prostitute e coca. Potrebbe essere uno dei topoi del regista: la decadenza borghese, descritta attraverso il sesso. Trattandosi di Berlusconi, però, questa parte del film prende la piega delle commedie sexy degli anni ’70, tipo Giovannona coscialunga o La liceale nella classe dei ripetenti.

Una clip dal film:

Altra parte fondamentale nel film è la storia d’amore con Veronica Lario

Loro

alias Miriam Bartolini, interpretata dalla raffinata Elena Sofia Ricci. La storia è trattata in modo estremamente romantico, in bizzarro o voluto contrasto col risvolto boccaccesco Berlusconiano, ma, trattandosi di Berlusconi, niente di strano. Veronica Lario, nel film, ha aneliti intellettuali: legge libri e chiede una programmazione culturale per canale 5, stile Radio 3. Se fosse veramente così, chissà che sofferenza deve essere stata per lei sentire il marito straparlare di Romolo e Remolo e fare altre figure analoghe.

In questa parte del film, a parte qualche battuta sui comunisti, si parla poco o nulla di politica

Può essere una scelta; a Sorrentino piace vedere l’uomo dietro il personaggio: indimenticabile la scena nella quale Andreotti guarda Renato Zero alla televisione con la moglie, nel Divo. Ma può essere solo un primo approccio al personaggio: il fatto che il film s’intitoli Loro 1, suggerisce che ci sarà un Loro 2 e allora vedremo come Sorrentino completerà la storia.

Per saperne di più sulle date di uscita delle due parti: Loro: il film su Berlusconi sarà diviso in due parti

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