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laura dern

Laura Dern: dice di sé, dicono di lei

Senza dubbio è il momento di Laura Dern, al primo Oscar, dopo tre nomination e con due film importanti in sala. Dopo averle già dedicato un ritratto, ecco come la descrivono e come si descrive

Vedi anche: Laura Dern: ritratto di un’attrice

Non si può iniziare che dal suo primo regista, David Lynch: “Non c’è nessuno come lei. Da un lato è completamente indipendente, un’attrice che non teme nessuno, ribelle, indomita ma, allo stesso tempo, è un prodotto di Hollywood, parte di questa realtà nata e cresciuta nell’industria cinematografica. Il suo nome evoca l’antica Hollywood come pochi interpreti attuali. Non ho mai terminato un ciak nel quale Laura non ha dato tutto, anche più di quello che mi aspettavo”.

david lynch laura dern

Nicholas Cage, suo partner in Cuore selvaggio di Lynch: “Laura è la migliore in tutto”. Reese Witherspoon, amica, compagna di lotta e collega in Wild e nella serie Big little lies: “Laura improvvisa come un virtuoso al piano. Non ho mai visto nulla di simile, con tutto il cast che applaude alla fine del ciak. È straordinaria”. E il regista del film, Jean-Marc Vallée: “La sua energia è magica e contagiosa”. “Laura mi ha odiato fin dal primo giorno, nonostante ci conoscessimo, visto che avevo lavorato con suo padre. Fuori dal set tutto andava bene. Ci sono poche persone con tanto senso dell’umorismo come lei su un set. Ma durante le riprese mi odiava, e non la critico perché il mio personaggio rappresenta molto di quello che odia in un uomo” dice Bob Oderick, suo marito in Piccole donne. Questo non è sicuramente un pregio per un’attrice, ma la dice lunga sul suo impegno come attivista nel movimento per l’uguaglianza di genere. Il suo attivismo politico si estende anche alle manifestazioni contro Donald Trump o a favore dell’ambiente. Iniziò da bambina, a fianco di sua madre e di gente come Jane Fonda: “Se vuoi sapere cosa mi manda in bestia parlami della politica degli Stati Uniti o dell’ambiente. Mi si spezza il cuore a vedere cosa sta succedendo in Australia e, in generale, in tutto il mondo. Come attrice, come cittadina e come amica, perché in Australia ho molte amiche, come Nicole Kidman o Naomi Watts. Ma soprattutto come madre. Perché questo sì che è duro, essere madre, non creare i personaggi che interpreto. Guardare i miei figli negli occhi e dar loro una speranza. Si parla della furia dei miei personaggi, della loro forza, del mio ottimismo. Ma io trovo questa forza, questo incentivo nel viso sorridente di Ted Danson quando viene arrestato a Washington per difendere il nostro pianeta”.

Parlando di Shelley Winters, ex moglie di Vittorio Gasmann, attrice e sua madrina, Laura Dern dice: “È una delle persone che mi ha influenzato di più. È stata con me quando mi hanno spezzato il cuore e quando ho iniziato la mia carriera, permettendomi di stare nel suo appartamento di New York quando studiavo all’Actor Studio. Mi ha insegnato a presentarmi a una prima con gli stivali o in sandali, ma sempre con un bel cappotto e le labbra perfettamente dipinte. Mi ha anche insegnato che come donna, nel cinema è sempre meglio raccontare la storia più complessa, avvolgere con la sua sensualità, con la sua età, con tutto quello che ti può dare il personaggio”. E dei suoi personaggi: “C’è un tipo di personaggio che ho interpretato che, soprattutto negli Stati Uniti, ma non in Europa, non piace vedere al cinema. Sono quelle donne spettinate che come attrice mi piace interpretare. Mi piace essere un po’ ribelle. Mi interessano i ruoli incentrati su personaggi poco popolari, quelli che chiamo incompresi. Ma credo anche di aver interpretato una tale quantità di donne talmente diverse, che non mi pare giusto siano avvertite come fossero la stessa cosa. Questa omogeneizzazione le svaluta, perché ognuna ha un proprio valore. Comunque, non è che mi lamenti”. Su come si vive a Hollywod: “Mi succede di comportarmi come mia madre e mia nonna. Come loro non ho mai avuto la pazienza di fare una vita da star. Sono innamorata del mio lavoro, ma non ho tempo per i paparazzi. E dopo aver trascorso l’infanzia lavorando come attrice, quando ho avuto figli miei ho preferito vivere in un altro modo e andare in giro”. Infine, della sua rinnovata popolarità: “Se vogliono parlare di un secondo capitolo della mia vita, che facciamo pure. Io stessa sento un nuovo appetito, una nuova febbre, nuove voglie di esplorare un nuovo universo divertente e oscuro, con amore e furia in un mondo che adoro come adoro recitare. È incredibilmente bello sentirmi la Laura più audace della mia carriera”.

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