Ancora un musical vince l’Oscar come miglior film, battendo il record di incassi di Via col Vento

Tutti insieme appassionatamente (The Sound of Music)

Regia: Robert Wise; soggetto: dal romanzo autobiografico La famiglia Trapp di Maria Augusta von Trapp; sceneggiatura: Ernest Lehman; fotografia (Technicolor- Todd AO): Ted D. McCord; scenografia: Walter M. Scott, Ruby R. Levitt; costumi: Dorothy Jeakins; colonna sonora: Richard Rodgers – Oscar Hammerstein II; montaggio: William Reynolds; interpreti: Julie Andrews (Maria), Christopher Plummer (barone von Trapp), Eleanor Parker (baronessa Elsa Schraeder), Richard Hadyn (Max Detweiler), Peggy Wood (Madre superiora), Charmian Carr (Liesl von Trapp),Nicholas Hammond (Friedrich von Trapp), Heather Menzies (Louisa von Trapp),Duane Chase (Kurt von Trapp), Angela Cartwright (Brigitta von Trapp), Debbie Turner (Marta von Trapp), Kym Karath (Gretl von Trapp), Daniel Truhitte (Rolfe Gruber); produzione: Robert Wise per 20th Century Fox; origine: USA – 1965; durata: 174′

La Trama

Salisburgo, 1938. Nel convento austriaco che sovrasta la città, la quiete è turbata da una novizia, Maria. La giovane orfana ama cantare e ballare, due occupazioni che mal si conciliano con la vocazione. La Madre superiora decide quindi di inviarla come istitutrice a casa del capitano von Trapp, ufficiale di marina e nobiluomo, rimasto vedovo con ben 7 figli. I ragazzi coi loro scherzi e tiri mancini hanno messo in fuga tutte le donne assunte per educarli, ma Maria è diversa. A poco a poco con la sua gioia di vivere conquista la fiducia e l’affetto dei ragazzi i quali, grazie ai suoi insegnamenti, si dimostrano un coro e una famiglia affiatata, stupendo il padre e l’impresario Max, suo vecchio amico giunto in visita insieme con un’affascinante baronessa, ricca vedova innamoratasi del Comandante. Lentamente il cuore del virile e marziale gentiluomo si scioglie: Maria ha riportato la musica e la felicità in una casa dove erano mancate, dopo la morte della moglie. Durante un ballo, organizzato per presentare la baronessa ai notabili della città, quest’ultima ha un colloquio con Maria che, per la prima volta, mette in discussione la propria vocazione, a causa del sentimento che avverte verso il capitano. Decide quindi di tornare subito in convento, per soffocare l’amore e prendere i voti. Ormai la baronessa ha campo libero e Georg von Trapp chiede la sua mano. I ragazzi però non si rassegnano e si recano al convento per convincere Maria a tornare. Ella però si trova in clausura e non può riceverli. Saputo della visita, la Madre superiora convoca la ragazza, che le confida il motivo del suo improvviso ritorno. Ascoltate le sue ragioni, la saggia donna convince la giovane a tornare, per affrontare così i propri sentimenti. Con Maria di nuovo in casa l’atmosfera, da triste che era ,torna subito allegra e la baronessa, vedendosi sconfitta, rompe il fidanzamento e torna a Vienna. In una notte stellata, al chiaro di luna, Georg e Maria si dichiarano il proprio amore. Si sposano di lì a poco e partono per il viaggio di nozze. Nel frattempo si consuma l‘Anchluss. L’Austria diventa parte della Germania nazista e, al loro ritorno, gli sposi trovano ad attenderli un telegramma, che impone a Von Trapp di assumere al più presto il comando della flotta nazista, nel porto di Brema. Fervente patriota, Georg decide di emigrare segretamente in Svizzera con la propria famiglia ma, tradito dal proprio maggiordomo, che lo sorveglia, la fuga viene intercettata da un manipolo di soldati. Per fortuna, in soccorso dei von Trapp accorre l’impresario Max, il quale, di propria iniziativa, ha iscritto la famiglia al Festival canoro di Salisburgo, durante l’assenza dei novelli sposi. Sul palco i ragazzi e i loro genitori danno il meglio di sè e il Comandante intona commosso il canto patriottico Edelweiss, accompagnato dalla sua famiglia e da tutto il pubblico, incurante delle autorità naziste sedute in platea. Mentre si svolgono le operazioni di voto, che incoronano vincitrice del Festival la famiglia von Trapp, quest’ultima riesce a scappare, rifugiandosi nel convento. Grazie all’aiuto delle suore, che sabotano le auto degli inseguitori mentre essi sono impegnati a perquisire il luogo in cerca dei fuggitivi, i von Trapp riescono a passare il confine con la Svizzera, mettendosi in salvo.

Il Commento del Redattore

Tutti insieme appassionatamente, costato 8 milioni di dollari, incassa 80 milioni solo negli Stati Uniti, costituendo un successo commerciale superiore persino a quello di Via col Vento.Gli stupendi paesaggi delle valli in fiore, tra le Alpi austriache, sono l’ambiente perfetto per una storia all’insegna dei buoni sentimenti, che conquista gli spettatori, pur lasciando tiepida la critica. Si tratta della prima cerimonia di consegna trasmessa in televisione a colori e a impedire che Tutti insieme appassionatamente faccia incetta di statuette (vince 5 Oscar per il miglior film, la regia, il suono, la colonna sonora e il montaggio) ci pensa Il Dottor Zivago di David Lean, con 5 premi tecnici. Il kolossal lancia la fulgida Lara: Julie Christie. Ironia della sorte è lei a vincere l’Oscar come miglior interprete femminile dell’anno, ma per un altro film, oggi dimenticato, il caustico Darling di John Schlesinger.

Al film di Wise invece si rimprovera il buonismo stucchevole e irreale, che permea ogni scena, molto più che nel musical teatrale tratto dal romanzo, girato dagli autori della colonna sonora Oscar Hammerstein II e Richard Rodgers (il protagonista maschile Christopher Plummer, deplorando il tasso zuccherino a volte davvero insopportabile del film, lo ribattezza The Sound of Mucus, storpiando il titolo originale The Sound of music). Nonostante ciò, o forse proprio per questo, in America la pellicola suscita un fanatismo paragonabile e quello che negli ultimi anni, abbiamo visto svilupparsi in torno a Titanic di James Cameron. La gente accorre per vederlo: i giornali raccontano di persone che assistono alla proiezione più di 30 volte. Nel Galles una ragazzina corre al cinema tutti i giorni per rivederlo e dall’Oregon, un ragazzo spedisce alla Fox la sceneggiatura completa, trascritta parola per parola a memoria, tante sono le volte che ha assistito alle proiezioni. Candidata all’Oscar per il secondo anno consecutivo è una straordinaria Julie Andrews, vincitrice in carica. Stavolta resta a mani vuote e, quel che è peggio, il ruolo di bambinaia angelica le resta cucito addosso, al punto da spingere critica e pubblico a snobbare le sue interpretazioni successive (ad esempio ne Il Sipario strappato di Hitchcock, accanto a Paul Newman). Per essere candidata nuovamente, l’attrice inglese dovrà attendere il 1981, anno in cui il marito Blake Edwards le cucirà addosso un altro musical, Victor Victoria. Doverosa è una menzione per il doppiaggio italiano, che grazie alla voce della talentuosissima Tina Centi, ha reso immortali alcune canzoni come Do-Re-Mi o Le cose che piacciono a me, conosciutissime anche nel nostro paese. L’impatto mondiale del film è tale che la sua versione Sing along  è stata una delle prime ad essere realizzate pensando di coinvolgere il pubblico in sala nelle canzoni. La popolarità raggiunta è dimostrata anche dalla notizia che in Giappone hanno realizzato, nel 1991, un anime che ne ripercorre le vicende in 42 episodi – La storia della famiglia Trapp – uscito anche in Italia, col titolo Cantiamo insieme (in alto la sigla), che forse qualche lettore ricorderà.

Voto 6,5 su 10.

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