“Quando morirò, voglio che sulla mia tomba resti scritto soltanto: qui giace il produttore di Via col Vento” – David O. Selznick

Via col Vento (Gone with the Wind)

Regia:Victor Fleming; soggetto:dal romanzo omonimo (1936) di Margaret Mitchell; sceneggiatura: Sidney Howard; fotografia (Technicolor):Ernest Haller, Ray Hennehan, Lee Garmes(non accreditato); effetti speciali:Jack Cosgrove, Lee Zavitz; scenografia:William Cameron Menzies, Lyle R. Wheeler;costumi:Walter Plunkett; coreografia:Eddie Prinz, Frank Lloyd; colonna sonora:Max Steiner; montaggio:Hal C. Kern; interpreti principali:Clark Gable (Rhett Butler), Vivien Leigh (Rossella O’Hara), Leslie Howard (Ashley Wilkes), Olivia De Havilland (Melania Hamilton), Hattie McDaniel (Mammy), Thomas Mitchell (Gerald O’Hara), Barbara O’Neil (Ellen Robillard O’Hara), Victor Jory (Jonas Wilkerson), Evelyn Keyes (Suellen O’Hara), Ann Rutherford (Careen O’Hara), Laura Hope Crews (zia “Pittypat” Hamilton), Ona Munson (Belle Watling), Ward Bond (cap. Tom), Yakima Canutt (disertore nordista); produzione: David O. Selznick per Selznick International Pictures Production/ MGM; origine: U.S.A.- 1939; durata: 222′

Georgia, 1860. Nella sua tenuta di Tara, mentre tutti parlano della secessione di undici Stati del Sud, riuniti in una confederazione e dell’ imminente scoppio della guerra civile contro la federazione degli Stati del Nord, la capricciosa e indomita Rossella O’Hara (V. Leigh), figlia di un ricco piantatore di cotone, vede fallire la propria aspirazione di sposare l’uomo di cui è infatuata, il mite Ashley Wilkes (L. Howard), che le preferisce l’angelica cugina Melania (O. De Havilland).Ferita nell’orgoglio,nonostante la corte dell’ avventuriero Rhett Butler (C. Gable) sposa il fratello della sua rivale il quale, appena scoppiata la guerra, muore in battaglia. Rimasta vedova, Rossella si trasferisce ad Atlanta per assistere Melania, in procinto di partorire il figlio dell’amato Ashley. Dopo un lungo assedio, l’esercito nordista occupa la città, che viene saccheggiata e incendiata:le due donne si vedono perdute, ma vengono portate in salvo da Rhett. A Tara tutto è cambiato, la piantagione è distrutta, la madre è morta e il padre ha smarrito il senno. Rossella ha bisogno urgente di denaro per salvare quanto resta del suo patrimonio, vorrebbe riavvicinarsi a Rhett ma alla fine sposa Frank, il fidanzato della sorella, attempato proprietario di una segheria. Grazie al denaro del marito riesce a riscattare la proprietà ma l’unione,ancora una volta, è di breve durata. In un’incursione del Ku Klux Klan Frank perde la vita e Rossella finalmente accetta la proposta di matrimonio di Rhett. Il loro è un matrimonio funestato da molte disgrazie: Rossella perde la figlia avuta da lui e, in seguito ad un incidente, ha un aborto. Quando ormai è troppo tardi si rende conto di quanto debba a Rhett, che tuttavia l’abbandona. Non importa, il lavoro a Tara le consentirà di pensare al futuro.

Addio tra Rhett e Rossella
Rhett abbandona Rossella con la celebre battuta: “francamente me ne infischio”, sostituita con un più banale “non me ne importa” nell’ultimo doppiaggio italiano del trailer.

Nell’anniversario della sua uscita nelle sale, avvenuta 80 anni fa, il film è ancora considerato come una pietra miliare della Storia del Cinema, da molti divisa in un prima e un dopo Via col Vento. La travagliata produzione di questo kolossal, girato in uno scintillante Technicolor,è leggendaria.Il produttore Selznick, uomo ossessivo, dispotico e accanito estimatore del romanzo di Margaret Mitchell da cui il film è tratto,assume e licenzia ben 11 sceneggiatori che si avvicendano nella scrittura del copione, compresi alcuni dei più acclamati scrittori dell’epoca, come Francis Scott Fitzgerald e Ben Hecht. Alla direzione si alternano 3 stelle assolute del firmamento registico di Hollywood: George Cukor, King Vidor (che curerà il montaggio finale del Mago di Oz di Fleming per consentire a Selznick di ottenere quest’ultimo per la regia) ed infine Victor Fleming, che firma il film (ad ignorare Sam Wood, il quale fa una comparsata dietro la macchina da presa per sostituire Fleming, caduto vittima di un esaurimento nervoso). La scelta dell’attrice protagonista avviene attraverso un casting oceanico: di oltre 100 interpreti considerate, al 10 dicembre 1938 in lizza rimangono Katharine Hepburn, Ann Sheridan e Paulette Goddard, cui viene aggiunta in extremis Vivien Leigh. Questa giovane inglese dagli occhi verdi è la compagna di Laurance Olivier il quale, invitato per assistere alle riprese dell’incendio di Atlanta, la porta con sè. Selznick e Cukor, che al momento dirige ancora il film, restano folgorati da lei e la scelta è compiuta. La forza d’animo e la passione dimostrate dall’attrice conferiscono al personaggio lo spessore e il temperamento che il produttore cerca. Vivien-Rossella lavora dalle 7 del mattino a notte fonda, girando le scene anche 20 volte in infinite versioni. Per il ciak in cui Rossella giura davanti a Dio che non avrà più fame, la protagonista viene svegliata per 4 notti di seguito e portata al trucco alle 2: è necessario lo sfondo di un’alba gloriosa e per 3 volte non lo è stata abbastanza. L’altro inglese del cast, Leslie Howard, al contrario è indisciplinato e odia il suo personaggio che giudica “abominevole e privo di spina dorsale“.Smette di sbagliare le battute solo quando viene ripreso dalla connazionale Leigh, che guadagna appena un terzo dei 75.000 dollari promessi a lui per la parte di Ashley. Fa quello che vuole invece il divo Clark Gable che, alle 18 in punto, smette di girare per raggiungere la moglie Carole Lombard nel suo ranch e si rifiuta di imparare l’accento del sud, senza che nessuno abbia il coraggio di proferire parola, pur di non contrariarlo. Ultima ad aggiungersi al gruppo di interpreti è Olivia De Havilland, sotto contratto con la Warner Bros. Per consentirle di impersonare Melania, Selznick convince la MGM a organizzare uno scambio con James Stewart, obbligato a recitare in un film dei fratelli Warner. Dopo due anni e mezzo e 4 milioni di dollari spesi, Via col Vento esce al cinema il 15 dicembre 1939 ed è subito un trionfo. Alla cerimonia degli Oscar lascia le briciole agli avversari, aggiudicandosi 8 statuette su 13 candidature per il miglior film, la regia, la sceneggiatura, l’attrice protagonista e non protagonista (Hattie McDaniel, la fedele governante Mammy, è la prima attrice di colore a vincere un Oscar e la prima donna nera a partecipare alla cerimonia come ospite), la fotografia a colori, la scenografia e il montaggio, più un Irving G. Thalberg Memorial Award (busto annuale riservato ai produttori) a David O. Selznick e un premio speciale a William Cameron Menzies per aver girato la celebre scena dell’incendio di Atlanta, di cui si è già detto. In un anno la pellicola incassa 14 milioni di dollari e nel 1967, quando uscirà dalla top ten dei film più visti,avrà guadagnato 150 milioni, cui vanno aggiunti i 35 che la CBS sborsa nel 1978 per trasmetterlo in esclusiva TV per i 20 anni successivi.

Rossella e Mammy
Vivien Leigh- Rossella O’Hara, con Hattie McDaniel, sua cameriera personale nel film, premiata con l’Oscar

Via col Vento rappresenta un monumento hollywoodiano, un classico intramontabile che ha ammaliato intere generazioni di spettatori, grazie a personaggi incredibilmente vividi e umani, alle albe di fuoco e alla sua chiusa immortale (“ci penserò domani. Dopotutto domani è un altro giorno”).

Voto: 9 su 10.

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