In occasione dei suoi 80 anni, tornerà nelle sale statunitensi il film più visto nella storia del cinema e che ha collezionato una serie di record senza precedenti

15 nomination e 10 Oscar vinti. Detiene il record d’incassi che, fra l’altro, continuano ad aumentare. Anche se col film non c’entra nulla, Olivia De Havilland, ovvero ”la pupattola” Melania, cugina di Rossella O’Hara, coi suoi 103 anni è l’attrice più longeva di Hollywood. Ci sono battute, ormai lessicalizzate, che sono le più citate della storia del cinema, dal “domani è un altro giorno” di Rossella (Scarlet in originale) a “francamente me ne infischio” di Rhett. Altra frase che è passata alla storia è quella di Gary Cooper, che avrebbe dovuto interpretare Rhett, ma che rinunciò, affermando che Via col vento sarebbe stato “il più grande flop della storia del cinema”. Infine, con le sue quasi quattro ore di durata è uno dei film più lunghi mai girati.

La durata è, forse, il solo motivo per il quale il film sia stato stato criticato. D’altronde Victor Fleming volle seguire fedelmente le 1100 pagine del romanzo di Margaret Mitchell, ambientato durante la guerra civile nordamericana, che era un best seller negli States.

Anche le fasi di lavorazione furono del tutto particolari. Intanto la regia, inizialmente, fu affidata a George Cukor che fu sostituito all’improvviso da Victor Fleming. Si dice che il vero motivo fu l’omosessualità di Cukor. Pare che Clark Gable, rude quanto Rhett Butler, avesse affermato: “Non sarò diretto da una checca! Devo lavorare con un vero uomo”. Lo stesso Gable pare non fosse particolarmente amato sul set; Vivian Leigh, addirittura, riuscì a far togliere tutta una serie di scene nelle quali lo avrebbe dovuto baciare.

Amatissima fu, invece, Vivian Leigh, che sbaragliò ben 1400 attrici che si erano presentate al provino, fra le quali Miriam Hopkins, la preferita della Mitchell, ma ormai trentenne, Paulette Goddard, Jean Arthur, Joan Bennett, Joan Crawford, Bette Davis e la grande Katharine Hepburn. A parte per la sua bellezza, Vivien Leigh fu immediatamente amata per la sua vitalità, sul set, come nel film. Come si sa, il film è ambientato in Georgia e la Leigh, inglese, dovette imparare l’accento del sud. Alla fine fu premiata con l’Oscar, mentre Gable fu battuto da Robert Donat. In compenso il baffuto attore dell’Ohio ricevette ben 120 mila dollari per la sua interpretazione, circa cinque volte di più della Leigh.

Un’ultima curiosità. Quando Via col vento debuttò ad Atlanta, città della coca cola, ci furono tre giorni di celebrazioni, chiusero scuole e uffici, ci furono feste con balli a tema, ecc. Peccato che, nel 1939, in Georgia fossero in vigore le leggi razziali, per cui gli attori neri del film non poterono partecipare ai numerosi eventi collegati al film e neppure alle proiezioni. Clark Gable sarà stato omofobo, ma non era razzista; si indignò e minacciò di boicottare la prima. Fu Hattie “Mamie” McDaniel a convincerlo a esserci.

La California, più liberal della Georgia, risarcirà la buona Mamie per la discriminazione col premio Oscar alla miglior attrice non protagonista, il primo a essere aggiudicato a un’afroamericana. Anche questo fa parte dei record di Via col vento.

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