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Lettura: La bella estate: Ginia ama Amelia anche nel libro di Pavese? Cosa cambia nel film
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La bella estate: Ginia ama Amelia anche nel libro di Pavese? Cosa cambia nel film

Il film rende esplicito un sentimento che nel romanzo di Pavese resta molto più ambiguo: ecco cosa c’era già nel libro e cosa ha cambiato Laura Luchetti.

Massimo 12 minuti fa Commenta! 12
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Il film La bella estate non inventa da zero l’attrazione tra Amelia e Ginia. Nel romanzo di Cesare Pavese Amelia manifesta chiaramente un interesse per le donne e il suo legame con Ginia contiene già una tensione che va oltre una semplice amicizia. La differenza principale riguarda però Ginia: nel libro i suoi sentimenti verso Amelia restano più ambigui, mentre Laura Luchetti li porta in primo piano e li trasforma apertamente in un percorso amoroso e identitario.

Contenuti
Amelia è attratta da Ginia già nel romanzo?Ginia ama Amelia anche nel libro?Il finale del libro cambia tuttoCosa cambia nel film di Laura LuchettiGinia e Amelia: le differenze tra libro e filmPerché Guido è meno importante nel filmAmelia ha la sifilide anche nel film?Il film ha quindi cambiato il significato del romanzo?

In altre parole, il film non aggiunge un rapporto completamente estraneo a Pavese. Rende esplicito qualcosa che nel romanzo viene suggerito, soprattutto nelle ultime pagine.

Attenzione: da qui in avanti ci sono spoiler sul romanzo e sul film.

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Amelia è attratta da Ginia già nel romanzo?

La bella estate - locandina del film

Sì, anche se Pavese non utilizza il linguaggio contemporaneo con cui oggi descriveremmo il personaggio.

Nel romanzo Amelia non nasconde di essere attratta dalle donne. Quando Ginia le domanda se vuole bene a Rodrigues, Amelia le risponde che non le piacciono i biondi e aggiunge di preferire “le bionde”. Ginia è proprio bionda, e la battuta acquista un significato abbastanza evidente nel rapporto tra le due ragazze. Il passaggio è presente nel testo di Pavese conservato su Wikisource.

Poco più avanti arriva una conferma ancora più netta. Amelia rivela di avere la sifilide e, quando Ginia inizialmente pensa che possa averla contratta da Rodrigues, spiega invece che la persona che l’ha contagiata è una donna. Anche questo elemento appartiene al testo originale e non è stato introdotto dall’adattamento cinematografico.

Definire semplicemente Amelia “lesbica”, però, rischia di appiattire un personaggio scritto nel 1940 attraverso categorie contemporanee. È più preciso dire che Pavese rappresenta esplicitamente la sua attrazione e i suoi rapporti con altre donne, compreso l’interesse che ruota intorno a Ginia.

La libertà, almeno apparente, di Amelia è anche uno degli aspetti che rende il personaggio così distante dal mondo iniziale di Ginia. È un tema che su iCrewPlay avevamo già incrociato parlando di figure femminili che sfidano le convenzioni in Monica e il desiderio di Ingmar Bergman.

Ginia ama Amelia anche nel libro?

La bella estate - locandina del film

Qui la risposta cambia: Pavese non presenta i sentimenti di Ginia verso Amelia con la stessa chiarezza romantica del film.

Nel romanzo l’innamoramento dichiarato di Ginia è rivolto soprattutto a Guido. La ragazza fantastica su di lui, immagina una relazione stabile, interpreta l’esperienza sessuale con il pittore come una tappa decisiva della propria crescita e soffre quando comprende che Guido non vive quel rapporto con la stessa intensità.

Anche la presentazione dell’opera legata al Premio Strega descrive infatti il percorso di Ginia attraverso l’innamoramento per il giovane pittore e la successiva perdita dell’innocenza.

Con Amelia accade qualcosa di più difficile da definire. Ginia è affascinata da lei, la osserva, la imita, la invidia, ne teme la libertà e contemporaneamente continua a cercarne la presenza.

Amelia rappresenta ciò che Ginia non riesce ancora a essere: una donna capace di frequentare liberamente la città, i pittori, i caffè e il proprio corpo senza attenersi alle regole nelle quali Ginia è cresciuta.

Per questo sarebbe altrettanto sbagliato sostenere che nel romanzo Ginia e Amelia siano già una coppia chiaramente definita.

Pavese lascia il rapporto in una zona molto più incerta.

Il finale del libro cambia tutto

La bella estate - fotogramma del film

È soprattutto nelle ultime pagine che il rapporto tra Ginia e Amelia assume un peso nuovo.

Dopo l’umiliazione subita nello studio di Guido, Ginia comprende progressivamente che la storia d’amore sulla quale aveva costruito tante aspettative è finita. La “bella estate” che immaginava di poter vivere non tornerà nella forma che aveva sognato.

Amelia, però, ritorna.

Va a trovare Ginia e le propone di uscire. Potrebbero andare al cinema, ma Amelia osserva che non c’è nulla di interessante da vedere. Ginia allora conclude il romanzo dicendole:

“Andiamo dove vuoi, conducimi tu.”

È l’ultima scelta di Ginia e non è casuale. Dopo aver cercato in Guido qualcuno capace di dirle chi fosse e di introdurla nell’età adulta, alla fine è ad Amelia che decide di affidarsi.

Questo non equivale automaticamente a dichiarare che le due ragazze inizino una relazione sentimentale. Il finale di Pavese rimane aperto.

Ma permette una lettura che il film svilupperà in modo molto più deciso.

Cosa cambia nel film di Laura Luchetti

La bella estate - fotogramma del film

Nel film del 2023 la tensione tra le due protagoniste smette progressivamente di essere soltanto suggerita.

Ginia, interpretata da Yile Yara Vianello, non guarda Amelia soltanto come un modello di libertà. Il desiderio per lei diventa parte esplicita della storia.

La stessa presentazione ufficiale di Lucky Red descrive Ginia come una ragazza divisa tra il senso del dovere e un desiderio che la confonde, fino al momento in cui decide di arrendersi ai propri sentimenti.

Ancora più esplicito è il Film at Lincoln Center, che nel presentare il film al pubblico statunitense descrive Ginia come una giovane che si innamora di Amelia e cerca di comprendere la crescente attrazione che prova nei suoi confronti.

Luchetti introduce inoltre momenti che trasformano il sottotesto in rappresentazione cinematografica. Il rapporto cresce attraverso gli sguardi, il ballo tra le due ragazze e soprattutto il bacio tra Ginia e Amelia nel parco, elemento che rende il desiderio impossibile da leggere come semplice amicizia. Uno studio dell’Università di Torino individua proprio nella scena del bacio uno dei punti in cui l’adattamento rende esplicita la tensione sentimentale tra le protagoniste.

La regista ha spiegato più volte di aver trovato questa possibilità nelle ultime pagine del libro. In un’intervista ha descritto Pavese come un autore che lascia intravedere quella direzione senza svilupparla completamente, mentre il film sceglie di portarla fino alla fioritura.

È probabilmente la definizione più precisa della differenza tra le due opere.

Ginia e Amelia: le differenze tra libro e film

La bella estate - fotogramma del film
ElementoRomanzo di Cesare PaveseFilm di Laura Luchetti
Amelia è attratta dalle donneSì, esplicitamenteSì
Amelia mostra interesse per GiniaPresente, anche attraverso allusioni e avancesMolto più evidente
Ginia si innamora di GuidoSì, ed è centraleSì, ma il rapporto viene ridimensionato nel percorso complessivo
Ginia prova attrazione per AmeliaSuggerita e ambiguaEsplicita
Bacio tra Ginia e AmeliaNoSì
Sifilide di AmeliaSì, contratta da una donnaPresente anche nel film
Rapporto Ginia-AmeliaAperto all’interpretazioneEsplicitamente romantico
FinaleGinia sceglie di seguire Amelia, senza definire cosa accadràIl legame con Amelia diventa parte dell’affermazione personale di Ginia

La differenza non è quindi tra un romanzo nel quale “non succede nulla” e un film che inventa una relazione.

È una differenza di grado e di punto di vista.

Perché Guido è meno importante nel film

La bella estate - fotogramma del film

Anche Guido aiuta a capire la trasformazione operata da Luchetti.

Nel romanzo il giovane pittore è fondamentale perché incarna il primo grande sogno sentimentale di Ginia e, soprattutto, la sua prima grande disillusione. Ginia vuole essere amata da lui e interpreta continuamente i suoi gesti cercando conferme di un sentimento che Guido non condivide nello stesso modo.

Il film mantiene questa parte della storia, ma Guido smette di essere il vero punto di arrivo emotivo della protagonista.

La sua relazione con Ginia diventa una delle esperienze attraverso cui la ragazza comprende ciò che desidera e ciò che invece non le basta.

Luchetti ha spiegato anche di aver modificato parzialmente Guido, concedendogli fragilità maggiori rispetto al personaggio pavesiano, che la regista considera più predatorio.

In questo modo il film evita anche un confronto troppo semplice tra “uomo negativo” e “donna positiva”. Il centro rimane Ginia e il processo attraverso il quale impara a riconoscere i propri sentimenti.

Amelia ha la sifilide anche nel film?

La bella estate - fotogramma del film

Sì. La malattia di Amelia appartiene al romanzo ed è conservata nell’adattamento.

Nel testo di Pavese la rivelazione è particolarmente importante perché permette di comprendere senza molti margini di dubbio che Amelia ha avuto rapporti sessuali con una donna. Ginia reagisce inizialmente con paura e con i pregiudizi propri del suo ambiente e della sua epoca.

Anche nel film la sifilide entra nella storia di Amelia e contribuisce alla separazione temporanea delle due protagoniste.

Non è quindi un dettaglio aggiunto per modernizzare Pavese. Al contrario, è uno degli elementi che mostrano quanto alcuni aspetti del romanzo fossero già molto meno convenzionali di quanto potrebbe sembrare leggendo soltanto una breve sinossi scolastica.

Il film ha quindi cambiato il significato del romanzo?

La bella estate - fotogramma del film

Lo ha reinterpretato, ma non ha costruito il rapporto Ginia-Amelia dal nulla.

Pavese racconta soprattutto la perdita dell’innocenza, la disillusione e il passaggio doloroso dall’adolescenza alla vita adulta. Ginia cerca l’amore in Guido e ne esce ferita. Amelia resta accanto a lei quando quel sogno è ormai crollato.

Luchetti prende quell’ultima apertura e la utilizza come chiave per rileggere l’intera storia.

Nel film gli sguardi di Ginia verso Amelia, il bisogno di essere vista, il ballo, il bacio e il finale compongono così un percorso più chiaramente legato alla scoperta del proprio desiderio e alla possibilità di amare una donna.

Per questo la risposta alla domanda iniziale richiede una distinzione importante: Amelia e il suo desiderio per le donne erano già nel romanzo. Anche la possibilità di un legame diverso con Ginia era già presente. Ciò che il film rende nuovo è soprattutto la chiarezza con cui Ginia riconosce e vive quel sentimento.

Laura Luchetti non sostituisce quindi Pavese con una storia contemporanea. Sceglie una delle possibilità lasciate aperte dal testo e la mette al centro del film.

Al momento dell’ultimo controllo, il 24 agosto 2026, La bella estate è disponibile anche su RaiPlay.

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