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Netflix ha annunciato ad Agosto 2018 la nuova serie con protagonista Renée Zellweger, al suo primo ruolo in una serie TV. Sarà stata all’altezza?

E’ assodato che i prodotti Netflix spesso riescono a catalizzare una bella fetta di pubblico. E’ il caso di Stranger Things, la cui attesissima terza stagione è in arrivo il 4 Luglio, o Black Mirror, altrettanto attesa, che approderà sulla piattaforma a partire dal prossimo 5 Giugno. E uno dei prodotti annunciati da Netflix ad Agosto 2018 è stato What/If che, complice anche la partecipazione di Renée Zellweger, premio Oscar per Ritorno a Cold Mountain e indimenticabile protagonista di Il Diario di Bridget Jones e dei relativi sequel, ha sollevato le curiosità di molti.

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What/If racconta la storia di Lisa e Sean Donovan, una coppia sposata e apparentemente felice, ma afflitta da seri problemi economici. In particolare Lisa, ricercatrice medica, sta cercando disperatamente qualcuno che le finanzi un progetto che, a suo dire, sarebbe in grado di portare la medicina pediatrica ad un livello superiore, promettendo cure infallibili per malattie rare che colpiscono i bambini. Sean, un tempo stella del baseball, che però non è riuscita a sfondare, si guadagna da vivere facendo diversi lavori e sogna un giorno di riuscire ad entrare nel corpo dei Vigili del Fuoco.

Tra un investitore e l’altro, un giorno Lisa si imbatte nel controverso personaggio di Anne Montgomery, ricca imprenditrice che, attirata dal potenziale della ricercatrice, le promette un investimento di 80 milioni di dollari. In cambio però, chiede una notte con suo marito Sean. Sconcertati e confusi, i coniugi rifiutano, ma Anne dà loro del tempo per pensarci e una volta valutati i pro e i contro, i due decidono a malincuore di accettare la proposta, nonostante la clausola che impedirà a Sean di parlare alla moglie di qualsiasi cosa avvenga durante la notte con Anne.

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Quando, il giorno dopo, Sean tornerà a casa con le nocche sanguinanti, comincerà a scatenarsi una catena di eventi che porteranno sempre di più Lisa a domandarsi cosa possa essere successo durante la fatidica notte e ad interrogarsi su chi effettivamente sia la misteriosa imprenditrice che ha deciso di investire sul progetto di una sconosciuta facendole una richiesta tanto strana, portandola a scavare sul passato di Anne e scoprendo diversi segreti relativi anche a quello del marito.

Proposta indecente, il film di Adrian Lyne del 1993, con Demi Moore, Robert Redford e Woody Harrelson, è la prima cosa che mi è venuta in mente seguendo la storia di What/If. Ed evidentemente devono averlo pensato gli stessi sceneggiatori, al punto di inserire una battuta riguardante proprio quel film in uno dei dialoghi del primo episodio.

what/ifProdotta da Stephen Sassen (Revenge), What/If è una serie intrigante e a tratti appassionante, che insinua nello spettatore il tarlo del dubbio, sotto diversi fronti: gli avvenimenti della notte tra Anne e Sean, il comportamento della stessa Anne, che sembra essere un momento dalla parte dei protagonisti e subito dopo completamente contro, alcuni aspetti del passato della coppia, e via dicendo. Il problema principale è che per il resto tende a risultare particolarmente piatta e a tratti decisamente scontata. In particolar modo i due protagonisti, Jane Levy (ShamelessTwin Peaks) e Blake Jenner (Glee) non riescono a dimostrare una vera e propria personalità risultando particolarmente freddi. A risollevare un po’ il tutto, ci pensa Renée Zellweger che, dimagritissima, soprattutto pensando al paffuto personaggio di Bridget Jones, dimostra una personalità spietata, sempre con una tagliente risposta pronta, ma non lasciando trapelare mai quali sono i suoi veri intenti, mandando più volte in confusione il pubblico che non riesce a capire da che parte vuole stare il suo personaggio, quella Anne Montgomery, ambigua, ma con una classe innata.

Nonostante tutto, però, la storia che si cela dietro a What/If è ben congeniata e riesce a insinuare la curiosità nel pubblico. Io stesso, che non amo particolarmente storie di questo tipo, temendo sempre l’effetto “soap opera”, devo dire che più di qualche volta mi sono ritrovato a voler vedere subito l’episodio successivo.

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Menzione d’onore per la colonna sonora, composta da Fil Eisler. Nonostante alcuni sprazzi di modernità, la musica di Eisler strizza decisamente l’occhio ai film noir degli anni ’50, e a tratti ricorda le suadenti melodie dei film di James Bond. E’ un punto a favore, la musica riesce a coinvolgere lo spettatore ancor più di quanto riesca a farlo la trama. Ottima anche l’ambientazione: San Francisco, con i suoi sali scendi e il Golden Gate, ha sempre un fascino innato di fronte alle telecamere.

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Non è ancora chiaro, per ora, se ci sarà una seconda stagione. Il pubblico sembra aver reagito bene alla serie, ma le critiche sono rimaste un po’ sul chi va la, affibbiandogli appena la sufficienza. La serie è disponibile, con i suoi dieci episodi, su Netflix, a partire dal 24 Maggio. Se l’hai già vista, facci sapere cosa ne pensi nei commenti.

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