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Back to the vintage: Abbronzatissimi

Quando l'estate chiama, la commedia all'italiana risponde

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Estate, mare, sole. Voglia di libertà, di serate con gli amici in discoteca, di falò sulla spiaggia.

La difficile situazione in cui ci troviamo ci sta tenendo a freno, e limita le nostre giornate, impedendoci di vivere appieno quest’estate che avrebbe tanto da offrire, come sempre del resto.

Come consolarci quindi? Ci sono i ricordi, quelli restano di sicuro, scolpiti nella memoria, oppure potremmo metterci comodi sul divano, magari al fresco, e goderci un bel film che sa di estate, di mare, di scherzi e di risate, una commedia tutta italiana, ambientata sulle spiagge vip della riviera adriatica, dove si intrecciano storie di personaggi gagliardi e ironici, storie di amori, tradimenti, bugie e di musica, tanta musica.

Abbronzatissimi

Abbronzatissimi è un film cult degli anni ’90 diretto da Bruno Gaburro (Come quando fuori piove) e interpretato da un parterre di attori ancora poco conosciuti in quegli anni, ma che avrebbero contribuito al rande successo della commedia all’italiana che tanto ci piace.

 

È un film che ti incolla il buon umore, e al di là della trama che potrebbe, in apparenza, sembrare frivola e scontata, parla di sentimenti e di luoghi comuni che dovrebbero farci riflettere.

La Trama

Rimini, estate 1991. Sulle spiagge vip della riviera adriatica, si incrociano le storie di alcuni personaggi.

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C’è Billy Damasco, interpretato da Jerry Calà, pianista di piano bar in un locale tra più “in” di tutta la zona con la passione per il gioco d’azzardo.

È perseguitato dalle maledizioni voodoo di una fattucchiera brasiliana, che lo ritiene erroneamente il padre del proprio bambino, avuto dopo un rapporto occasionale al buio in un albergo a Tripoli; la fortuna quindi  gli ha decisamente voltato le spalle, indimenticabile la sua battuta piena di ansia e rassegnazione…

 

Ma Billy non si abbatte e cerca di riscattarsi ogni sera, e tra una canzone e l’altra, da bravo sciupa femmine,  ci prova con la bella proprietaria di un complesso turistico.

Lei è Aurora (Alba Parietti), ossessionata da un marito che non ama e del quale vorrebbe a tutti i costi liberarsi.

Ed è proprio in cambio del loro amore, che Aurora chiede a Billy di eliminare suo marito Osvaldo per poterne incassare il premio di assicurazione sulla vita, ma ogni tentativo di ucciderlo simulando un incidente fallisce, a discapito della salute del pianista.

Ciò nonostante alcuni mesi dopo a Cortina Billy riesce comunque, approfittando della momentanea assenza di Osvaldo, ad avere dei rapporti con Aurora, mentendole sulla morte del marito. Questa però, una volta accortasi dell’inganno, furiosa lo caccia via.

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L’avvenente Elide (Eva Grimaldi) invece, è una giovane prostituta in vacanza per la prima volta con il suo amante/protettore Marcellino (Pier Maria Cecchini), che la persuade a concedersi a varie persone per ottenere favori da queste.

Nell’hotel incontrano Willy (Franco Oppini), portiere dell’albergo che si finge cieco per attirare l’attenzione di Elide che rimasta sola dopo la fuga di Marcello con una ragazza brasiliana, accetta la corte di Willy e in seguito i due si sposano.

Gli elementi per così dire di “disturbo” dell’intera vicenda, sono rappresentati da Matteo (soprannominato “Teo”) e Mauro (Mauro di Francesco  e Teo Teocoli), una coppia di squattrinati operai, che partono insieme per una vacanza a bordo di una roulotte e una volta giunti a Rimini si spacciano per dei ricchi imprenditori in soggiorno al Grand Hotel per attirare le attenzioni di qualche giovane ragazza.

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Rimasti però vittime di un furto, vengono cacciati da un locale per non aver pagato il conto, denudati dai buttafuori e fermati dalla polizia. Alla fine a Cortina fanno la conoscenza di due ricche signore e trascorrono il resto della vacanza da mantenuti.

Non poteva mancare infine l’elemento romantico, è Isabella ( interpretata da una giovanissima e sconosciuta Nathalie Caldonazzo) una ragazza che si innamora perdutamente di Mustafà (Salvatore Marino), un medico africano, al punto che i due giungono alla decisione di sposarsi.

Il problema è rappresentato dai genitori della ragazza, in particolare dal padre, un convinto razzista, che però alla fine acconsente al matrimonio tra i due.

I personaggi  le scene più belle e la colonna sonora

Un mix di personaggi  e di storie non da poco, e fra le scene più divertenti e memorabili, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Scene condite da un’indimenticabile quanto azzeccatissima colonna sonora, fatta di ritmi anni ’80 che inneggiano alla bella stagione, al mare, all’amore.

Come non dimenticare il ballo sensuale e scatenato di Alba Parietti sulle note  Can’t Take My Eyes Off You di Gloria Gaynor, un ballo galeotto  grazie al quale riesce ad attirare l’attenzione di Billy, coinvolgendolo nel suo macabro intento di eliminare il marito.

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Anche questo film naturalmente non è esente da qualche errore, così dopo aver ballato in pista, la Parietti prede il gelato con le dita e lo mangia due o tre volte e nella coppa che ha davanti sono ben visibili tre palle di gelato. Alla fine della scena però, quando al suo posto si è materializzato il “Dogui”, il gelato si è completamente livellato.

Il carattere aggressivo e prorompente di Aurora, si oppone in tutto e per tutto a quello del pacifico Osvaldo, un uomo “lento” e riflessivo,  che ci regala una delle battute cult dell’intera pellicola

“lavoro con la testa io”

 

La “povera” Aurora, con un marito del genere accanto, non può far altro che… consolarsi in altro modo, proprio come fa Elide, moderna Pretty Woman che proprio sulle note della famosa canzone di Roy Orbison , entra in scena.

È una donna ingenua, che nonostante tutto crede nei sentimenti  e farebbe di tutto per essere amata veramente. La Grimaldi è perfetta nel ruolo della femme fatale un po’ tonta, una donna multitasking potremmo definirla, capace di essere amante, facchino, attrice, prostituta, moglie.

Naturalmente, all’interno della pellicola, non poteva mancare la canzone per eccellenza, quella che da il titolo al film, Abbronzatissima  interpretata da Jerry Calà con l’aiuto della sua Roland Juno dalla quale escono ritmi e suoni pre-registrati come di solito succede dalle tastiere dei pianobaristi.

Un altro errore però sembra essere stato commesso, si perché la Roland Juno un modello degli anni ’70  non ha “ritmi” ma solo suoni per altro assolutamente inadatti al pianobar e quindi lontani anni luce da quelli che si ascoltano nel film come ad esempio Diavolo in me  di Zucchero.

Dettagli superabili se si pensa a quello che il povero Billy deve patire, vittima dei dolori lancinanti causati dalla Macumba. Sembra forse un po’ stupido, lo so, ma proprio non riesco a smettere di ridere dinanzi ala scena del supermercato e alla naturalezza a cui Calà ci ha ormai abituati quando interpreta lo sfigato che con le sue battute cerca di sdrammatizzare ogni situazione.

Una menzione a parte meritano tutte le scene in cui compaiono i due dandy della situazione, Maurino e Teo

“dormirai quest’inverno, con un ricca ereditiera”

Credo sia questa la battuta che più di tutte racchiude la loro essenza.

I due arrivano in pompa magna con la loro roulotte al Grand Hotel Riccione, con la classe che contraddistingue i veri imprenditori, e con lo stesso  aplomb e la stessa camminata alla “Montezemolo” ostentano ricchezza e albagia, sembra quasi di vedere una scena di Miseria e nobiltà.

Questa coppia è molto ben assortita i due si spalleggiano egregiamente, i tempi sono giusti, le battute divertenti e mai volgari, anche quando i due poveri sventurati si ritrovano in mutande a vagare sula statale derubati di tutto, anche della dignità.

In realtà esiste una versione televisiva più lunga di questo film, della durata di 158 minuti, andata in onda nei primi anni novanta su TMC, e più avanti su Iris in cui si vede, ad esempio, Billy che resta letteralmente senza mutande dopo essere stato aggredito da due cani.

Rivediamole insieme…

Il messaggio

La storia che più di tutte ci ha appassionato, anche per il suo alto valore morale, è senza dubbio quella fra Isabella e Mustafà. In perfetto stile Indovina chi viene a cena infatti, questa love story riesce a coniugare perfettamente comicità e temi delicati come il razzismo e la tolleranza.

Le battute sono studiate alla perfezione, e nella sua ironia, Mustafà, oltre ad essere brillante, ci fa riflettere sui luoghi comuni che spesso prendono il sopravvento quando si ha a che fare con chi “è diverso”.

Ma l’amore può tutto e malgrado non sia proprio così etico, almeno nella realtà, procurarsi volontariamente malori  o fingere annegamenti, tutto è concesso in amore e in guerra, e poco importa il colore della pelle.

Un messaggio di altruismo ed integrazione, contro l’innalzamento di qualunque barriera, raziale, religiosa, politica e sociale.

Oltre ai personaggi trainanti delle storie, il film si avvale anche di molte figure marginali che contribuiscono ugualmente alla buona riuscita del film, come il portiere d’albergo Willy, un bravissimo Franco Oppini (che ricordiamo, nella vita reale, è stato sposato con Alba Parietti) e che ritroveremo anche nel sequel del film, Abbronzatissimi 2  nel ruolo di Attilio, direttore del Grand Hotel.

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Fra gli altri vediamo anche Sonia Grey nel ruolo di Fiorella, una delle ragazze corteggiate da Teo e Maurino e Enio DrovandiGaspare) che due anni prima di girare il film aveva avuto un terribile incidente autostradale e ha ricordato così quello che lui considera una sorta di nuovo debutto:

 “avevo una grande voglia di riemergere, mi presentai per il provino con una camicia sgargiante. Bruno Gaburro quando mi vide mi disse che avevo capito appieno il mio personaggio, Gaspare il ladro“.

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Durante le riprese del film, Enio si diede una grande disciplina, nessuna serata in discoteca, per presentarsi pronto per le riprese; ogni sera andava a dormire alle nove e mezza, nonostante le tentazioni della Riviera.

Il regista Bruno Gaburro ricorda la difficile gestione delle comparse che dopo aver passato la notte in discoteca alle otto già lo aspettavano sulle sdraio.

Le location

Parte della fortuna di Abbronzatissimi è senz’altro dovuta alle location, luoghi comuni e conosciuti ai più, che ancora oggi è possibile ammirare.

È stato girato quasi del tutto tra Rimini e Riccione, considerate le mete dei VIP per eccellenza.

Poco fuori Riccione, ad esempio, si trova la villa dove abitano i genitori della fidanzata di Mustafà, conosciuta in tutto l’ambiente cinematografico italiano come Olgiata 3.

Questa struttura, infatti, è stata utilizzata come location per diverse produzioni cinematografiche, come Quelle strane occasioni, pellicola con Nino Manfredi, oppure l’horror Casa sperduta nel parco per la regia di Deodato e ancora Bollenti Spiriti e Vediamoci chiaro con il grande Johnny Dorelli.

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La bellissima discoteca che fa da sfondo alle vicende di conquista del duo Teocoli/Di Francesco invece, è la famosa Peter Pan di Misano Adriatico (Riccione); si tratta di una delle discoteche più famose in Italia, dove in consolle si sono alternati i deejay più famosi al mondo.

L’albergo in cui alloggia la coppia formata da Eva Grimaldi (Elide) e il suo Pier Maria Cecchini (Marcellino) è l’Hotel Casablanca di Rimini, mentre il Grand Hotel di Riccione, fa da sfondo alle vicende comiche di Teo Teocoli e Mauro di Francesco che fingono di essere ospiti della rinomata struttura, parcheggiando la loro roulotte al suo interno.

Per chi non lo sapesse, il Grand Hotel di Riccione fu progettato nel 1929 e costruito in soli 100 giorni, un vero e proprio record per l’epoca. Dopo la seconda guerra mondiale, durante la quale il Grand Hotel era diventato il comando delle truppe alleate, è stata aggiunta una piscina olimpionica.

Oltre alla discoteca Peter Pan di Misano, un’altra discoteca che è presente nella pellicola è la bellissima Baia Imperiale di Gabicce Mare che fa da sfondo all’appuntamento tra Mustafà ed Isabella. Costruita strapiombo sul mare, è tra le discoteche più suggestive della nostra Penisola. Oltre al film abbronzatissimi, in questa discoteca sono state girate alcune scene della pellicola S.P.Q.R.

Il cast e la sceneggiatura del film furono quasi interamente organizzati da Jerry Calà, il quale rifiutò però di curarne la regia, ruolo che venne affidato quindi a Bruno Gaburro.

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Il film fu un grande successo commerciale con un introito di 4.144.000.000 di lire, che lo resero il quarantesimo film più visto nella stagione cinematografica 1991-1992 in Italia e spinsero il regista a fare il bis con Abbronzatissimi 2 – Un anno dopo  nel 1993 dove furono confermati alcuni attori come Jerry Calà, Eva Grimaldi, Mauro Di Francesco e Franco Oppini.

 Vogliamo infine ricordare la chiusa corale del film, che vede sfilare tutti i protagonisti della storia che si ritrovano a Cortina…o forse no? Si perché in realtà, le scene sono state chiaramente girate a Cervinia; vengono infatti inquadrati sullo sfondo, i tralicci delle funivie in zona Cime Bianche, un piccolo espediente dettato dal fatto che, probabilmente, le scene sono state girate quasi in estate e in quel periodo la neve a Cortina non c’è.

Cosa ti lega a questo film? Quale ricordo? Quale canzone? Raccontacelo.
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