Alto, muscoloso, dannatamente bello, impavido e coraggioso, il simbolo della perfezione fatto uomo, anzi divinità.

Stiamo parlando di Thor, figlio di Odino e fratello di Loky, direttamente estrapolato dalle leggende nordiche, un simbolo reinventato come supereroe e riadattato successivamente a film.

Cosa ha portato ad acquisire fama e considerazione ad un personaggio che, apparentemente sembra essere un po’ meno versatile rispetto a molti altri? Collocato in un panorama letterario ad uso e consumo delle masse mondiali di “consumatori” di fumetti, Thor ha dimostrato, con il suo carattere e la sua prorompente presenza, di aggiudicarsi un ruolo principale nella formazione fondatrice degli Avengers. Andiamo a scoprirne insieme il motivo.

Tra i dieci retroscena sul cinecomic Marvel spiccano gli allenamenti di Hemsworth. Per interpretare il Dio del Tuono, il divo australiano si è sottoposto ad un regime tutto massa e muscoli: ha messo su parecchi chili passando sei mesi in palestra e attenendosi ad una rigorosa dieta che prevedeva un massiccio consumo di uova, pollo, pane, pasta, verdure, riso, bistecche e bevande proteiche. I risultati, in effetti, gli hanno dato ragione…

Il dio del tuono

Benvenuti a questo 4° appuntamento con la rubrica The road of the last avengers, countdown al tanto atteso ritorno dei nostri supereroi preferiti sul grande schermo. Con diversi mesi di anticipo dall’uscita in tutte le sale cinematografiche del mondo, questo appuntamento settimanale vuole essere un riassunto ed una introduzione al Marvel Cinematic Universe (MCU), un contenitore di informazioni e curiosità che vi aiuteranno a comprendere meglio le dinamiche di questa enorme epopea di cinecomics giunta alla sua terza fase.

La leggenda parla del Figlio di Odino, re degli dei, e di Jǫrð, dea della terra. Era il più forte degli Asi e di tutti gli dei e di conseguenza dimorava ad Ásgarðr, nel regno di Þrúðvangar, nel castello Bilskirnir. Mentre Odino era considerato re degli dei, il rosso Thor dalla fluente barba e dai possenti muscoli era forse più il dio degli uomini: era infatti molto amato dagli scandinavi, probabilmente più di Odino stesso, tanto che i vichinghi si definivano popolo di Thor.

Thor presentava due aspetti della personalità prominenti: il primo era quello del gigante accigliato e brutale mentre, dall’altra faccia della medaglia, emergevano la bonarietà e una rappresentazione dai contorni comici. Sua moglie, dea delle messi, del grano, del raccolto e della guerra, si chiamava Sif, ma poco si conosce di lei a parte che avesse i capelli d’oro come il grano, fabbricati per lei dai nani dopo che Loki le aveva tagliato quelli originali. Thor ebbe molti altri amori oltre alla moglie: la gigantessa Járnsaxa partorì suo figlio Magni, mentre con Sif ebbe Þrúðr e Móði; aveva anche un figliastro, Ullr, che era in realtà solo figlio di Sif.

Il martello di Thor è stato forgiato all’interno di una “stella morente”: quando una grande stella muore in una supernova, i suoi resti formano una stella di neutroni, generando un nuovo tipo di materia estremamente densa chiamata neutronio. Un solo cucchiaino di questo materiale pasa miliardi di tonnellate. Mjöllnir è fatto di questo materiale, ecco perché pesa così tanto: secondo l’astrofisico Neil deGrasse Tyson, il suo peso equivale a 300 miliardi di elefanti!

Il fumetto invece ha un’origine decisamente diversa: Thor Odinson (letteralmente Thor figlio di Odino) è un personaggio immaginario dei fumetti creato da Stan Lee, Larry Lieber (testi) e Jack Kirby (disegni), pubblicato negli Stati Uniti dalla Marvel Comics. La sua prima apparizione avviene in Journey into Mystery (vol. 1) n. 83 di agosto 1962. Ispirato all’omonima divinità della mitologia norrena, Thor, noto come il Dio del Tuono (God of Thunder) o Il Tonante (The Thunderer), è l’erede al trono di Asgard, figlio di Odino e di Gea. Grazie ai poteri derivatigli dal suo doppio retaggio e dal martello incantato Mjolnir, Thor è uno dei più forti e più importanti protettori di entrambi i mondi, un supereroe membro fondatore dei Vendicatori e uno degli esseri più potenti dell’Universo Marvel

Le avventure di Thor hanno continuato a essere pubblicate su Journey into Mystery in storie da circa 13 pagine l’una che hanno visto alternarsi i testi di Stan Lee, Larry Lieber e Robert Bernstein e i disegni di Jack Kirby, Joe Sinnott, Don Heck e Al Hartley fino a quando, raggiunto il n. 125 nel febbraio 1966 la serie senza cambiare la numerazione è stata ribattezzata a Thor. Inizialmente le storie del personaggio si accompagnavano alla serie di racconti brevi Tales of Asgard, iniziata sul n. 97 (ottobre 1963) fino ad arrivare ai giorni nostri dove il potente dio del tuono detiene ancora una testata regolare a suo nome.

Il Bifrost è il Ponte che lega il nostro mondo a quello degli dèi. “Nel fumetto, è un arcobaleno che si estende da Asgard e si apre verso il basso sulla Terra. Nel film è una specie di energia, quasi un ponte di quarzo solido che cattura la luce che scorre attraverso di esso ottenendo anche un po’ di quella qualità tipica dell’arcobaleno”, ha raccontato il produttore Kevin Feige.

Un Thor shakespeariano

Fare un film basato su questo personaggio non era cosa da poco, finora Thor era apparso (telesivamente parlando) in un episodio di Hulk (fortunata serie tv con protagonista il forzuto Lou Ferrigno) non soddisfando per nulla le aspettative dei fan.

Thor, nei fumetti Marvel, viene esiliato sul pianeta terra da Odino, suo padre, re degli dei di Asgard, egli infatti peccava di arroganza e presunzione e per punizione fu inviato sulla terra, tra i mortali, per comprendere e imparare valori e principi come il rispetto, l’umiltà e l’onestà.

Ma non fu semplicemente incarnato in un essere umano a sua immagine e somiglianza, ma bensì nelle spoglie di un gracile e fragile dottore chiamato Donald Blake. Inconsapevole di essere un dio, il brillante dottore, durante una spedizione scientifica nei paesi nordici si imbatte nel mistico martello di Thor, Mjollnir, capace di dare i poteri di una divinità a chiunque ne fosse stato degno, una persona dal cuore puro e con dei sani valori ben incisi nel suo animo.

Da quel momento il dottor Blake scopre di poter diventare Thor. Impugnando il martello sin dalla prima volta, cessa di essere il goffo e zoppo dottore americano per dare vita al suo potente alter ego, decide così di sfruttare il suo immenso potere al servizio dell’umanità intera.

Con gli anni la storia ha subito delle evoluzioni e il personaggio di Donald Blake ha pian piano lasciato totale spazio di azione a Thor, scomparendo nell’anonimato. Questo ha reso Thor un individuo a sé, che di sua spontanea volontà, nonostante si sia guadagnato il suo ritorno ad Asgard, ha preferito permanere sulla terra, mosso anche dall’amore che prova per la dottoressa Jane Foster (nel film interpretata da Natalie Portman), collega di Blake, divenuta uno dei più grandi amori del personaggio in questione.

Nel concludersi di Iron Man 2 troviamo il martello di Thor aver formato, in seguito al suo schianto nel suolo, un enorme cratere nel bel mezzo del deserto del New Mexico. Naturalmente quell’immagina aveva fatto palesemente presagire che il prossimo film Marvel ad essere prodotto sarebbe stato dedicato dal dio tuonante.

Siamo nel 2011 e ormai la Marvel, assorbita completamente dalla Walt Disney, ha piena autonomia nella produzione dei suoi film, e Kevin Fiege, produttore esecutivo della Marvel Studios, ne segue tutta la cronologia e continuity, accertandosi che nel corso degli anni i film Marvel vengano realizzati con coerenza e siano contestualizzati e connessi ai progetti futuri e passati.

Emerge il nome del regista Kenneth Branagh, artista di talento non del tutto sconosciuto all’ambientazione letteraria e drammatica, infatti già regista e attore per opere ispirate a libri e copioni teatrali di enorme spessore, viene giudicato come persona ideale per portare la giusta epicità al progetto.  Nel film Chris Hemsworth veste i panni del protagonista. Altri membri del cast sono Tom Hiddleston, Natalie Portman, Anthony Hopkins, Rene Russo, Stellan Skarsgård, Clark Gregg, Idris Elba e Jaimie Alexander.

Kenneth Branagh è stato un fan di “Thor” fin dall’infanzia. Quando la Marvel Studios lo ha selezionato come regista, gli ha mandato la collezione completa della serie di fumetti dedicata al personaggio, come materiale di riferimento per il suo lavoro. La sua gioia è stata immensa.

La Trama

Nel film Thor, dopo aver dimostrato la sua arroganza aprendo un nuovo conflitto con i Giganti di Ghiaccio, viene esiliato da Odino e spedito su Midgard (nome con cui gli Asgardiani chiamano il pianeta terra). Mentre tenta di trovare un modo per tornare ad Asgard, Thor conosce Jane Foster e la sua squadra e cerca di fermare i piani del suo malvagio fratello Loki, impossessatosi del trono di Asgard.

In questo film incominciamo a veder prender forma, attraverso dei piccoli tasselli, un progetto collettivo e di proporzioni bibliche, stiamo naturalmente parlando di Avengers, ed essendo vicini alla data annunciata, che sarà di quella di maggio 2012 (fine aprile in Italia) tutti gli sforzi congiunti di sceneggiatori, registi e attori dei film precedenti vengono convogliati, seppur in minima parte, in questo episodio, dando maggior risalto a quello che stava per annunciarsi come evento cinematografico unico e senza precedenti.

Prendono parte alla pellicola non solo Samuel Jackson come Nick Fury, ma anche Clark Gregg che nei film di Iron Man che interpreta il ruolo di Philip Coulson dello Shield. Non finiscono qui le sorprese, perché all’insaputa di tutti, seppur per pochi istanti, apparirà il personaggio di Occhio di falco interpretato da Jeremy Renner.

Il film dà un’interpretazione di Thor molto simile a quella dei fumetti recenti, il costume del protagonista infatti sembra ispirarsi al ciclo narrativo di J.Michael Straczynski e Oliver Coipel, nei fatti avvenuti del post crossover Civil War nel settembre del 2007.

Dal film vengono presi spunti per nuove importanti rivelazioni narrate nei fumetti, tra cui le vere origini del fratellastro di Thor, Loki, non più figlio di Odino a tutti gli effetti, ma adottato in seguito ad una battaglia avvenuta anni prima contro i giganti di ghiaccio, dove il piccolo e sfortunato dio dell’inganno fu tratto in salvo e portato su Asgard dopo esser rimasto l’unico membro della sua famiglia ancora in vita.

er il ruolo di Thor c’è stato un testa a testa tra fratelli: Chris e Liam Hemsworth (Liam è il Gale Hawthorne di Hunger Games e il fidanzato di Miley Cyrus). A spuntarla è stato Chris, che ha commentato con ironia la divertente competizione tra i due: “Siamo venuti entrambi fin qui dall’Australia e abbiamo finito per combattere l’uno contro l’altro”.

Un altro grande successo

Thor ha incassato 181 030 624 $ in Nord America e 268 295 994 $ nel resto del mondo, di cui 10 900 780 $ in Italia, per un incasso mondiale di 449 326 618 $, a fronte di un budget di produzione di 150 milioni di dollari. Nella scena bonus dopo i titoli di coda, diretta dal futuro regista di Avengers, Joss Whedon, si vede il dottor Selvig (impossessato da Loky), incontrarsi con Nick Fury, che gli mostra il cubo cosmico.

La Marvel si prepara al gran finale della fase 1 e manca solo l’ultimo tassello a completare il cerchio. Il prossimo nostro appuntamento ci catapulterà infatti nel 1942, nel vecchio continente e nel bel mezzo della seconda guerra mondiale, perché è lì che tutto ha avuto inizio ed è lì che vi andremo a raccontare la storia del primo grande vendicatore.

Non mancate, l’avventura continua….

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