Tremate, tremate: le vostre paure son tornate!

Ma io ero proprio qui. Non sono andata da nessuna parte. Sono rimasta sempre qui, sono stata qui per tutto il tempo. E nessuno di voi mi vedeva. Nessuno riusciva a vedermi

The Haunting of Hill House (in Italia nota solo come Hill House) è una serie distribuita da Netflix, diretta e prodotta da Mike Flanagan ed ispirata ad un romanzo del 1959, di Shirley Jackson (L’incubo di Hill House).
E’ ambientata negli Stati Uniti ed ha riscosso successo e critiche di ogni genere! Personaggi del calibro di Stephen King hanno definito la serie: ‘brillante, terrificante e tecnicamente impeccabile nonchè ‘uno dei racconti horror migliori del 20esimo secolo‘. Gli utenti di Netflix (che possono guardarla dal 12 ottobre) sono divisi tra entusiasmo e ribrezzo poichè alcuni giurano di aver riscontrato episodi di nausea, forti emicranie, insonnia ed ansia a seguito della visione.
Naturalmente non l’ho soltanto guardata, ma divorata in appena due giorni e sono pronta a rivelarvi, senza alcuno spoiler, i momenti più salienti, i tecnicismi più apprezzabili e la qualità della sceneggiatura e delle interpretazioni dei protagonisti.

Trama 

E’ una vera e propria storia horror che racconta di una maestosa villa e della famiglia che la acquista con l’obiettivo di rimetterla in sesto e rivenderla ad un prezzo maggiorato per poter finalmente costruire la casa dei sogni. La serie ripercorre l’infanzia dei fratelli cresciuti in quella che in seguito sarebbe diventata la casa infestata più famosa del paese. Ora adulti e riuniti dalla necessità di fronteggiare insieme una tragedia, sono costretti ad affrontare i fantasmi del passato, alcuni dei quali ancora in agguato, mentre altri potrebbero nascondersi nell’ombra.

Si compone di dieci episodi, ciascuno della durata di circa 50 minuti, dai quali è difficile staccarsi grazie alla maestrìa nel concepire la consequenzialità degli eventi chiave della storia.

Da amante del genere confesso che è tanto, forse troppo, tempo che le produzioni horror cinematografiche mi deludono e non rispondono più alle caratteristiche che un horror che si rispetti dovrebbe possedere, prima fra tutte: il potere di inquietare, di rendere paranoici. L’ultimo film del genere che ho trovato davvero ben fatto, ad esempio, è stato It follows, per non parlare del premiatissimo Scappa-Get Out.
Mi sono dunque approcciata a Hill House con un lieve preconcetto sulle produzioni horror in genere e lo sottovalutavo ancora di più trattandosi di una serie TV, ma mi sbagliavo e di parecchio.

Anzitutto le interpretazioni sono eccezionali, non a caso la produzione vanta una rosa di attori che molti ricorderanno già per ruoli ricoperti in passato (il capofamiglia è nientemeno che Timothy Hutton il piccolo Elliot di E.T.) ed è spesso evidente una preparazione interpretativa che ‘profuma’ di teatro, il che, diciamocelo, non guasta mai in un prodotto cinematografico/televisivo. Co-protagonista Carla Gugino (Voglia di ricominciare, Sin City, Watchmen, American Gangster), nel cast anche Michiel Huisman (il neo Daario Naharis de Il Trono di Spade), Kate Siegel (Ouija – le origini del male), Elizabeth Reaser (la saga di Twilight, Ouija – le origini del male), Victoria Pedretti (che presto rivedremo in Once upon a time in America). Lodevoli le interpretazioni dei bambini che sono certamente destinati a grandi cose, già bravi come consumati attori.

Hill house cast

A dire di molti, l’episodio più terrificante della serie è il numero 6 e benché io stessa lo ritenga un episodio particolarmente importante ai fini narrativi, non condivido l’opinione sulla sua mostruosità. Tanti i momenti di suspense e poichè la storia è interessante e coinvolgente, non è stato necessario l’abuso (tipico negli horror) di ‘jump scare‘. Qualsiasi siano le ipotesi che farete durante la visione, la storia saprà demolirle pezzo per pezzo, perché dotata di una imprevedibilità disarmante.
Sebbene io non abbia riscontrato problemi emotivi o fisici successivi alla visione, un pò di inquietudine mi ha attanagliata per qualche ora dopo aver terminato la serie.

Gli appassionati di regia e fotografia, avranno pane per i propri denti, le riprese sono eccezionali, vi è un predominante uso di scene in primo piano, di atmosfere cupe e di colori freddi. Fate attenzione a tutti i particolari, perché durante la visione è possibile notare il passaggio di spiriti, statue che cambiano posizione ed altri elementi che contribuiscono a rendere Hill House un’esperienza horror a 360 gradi.

Enjoy!

VOTO FINALE
Voto finale
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Giurista folle, amante dell'arte, del cinema, della fotografia, dei viaggi, dei libri. Scrittrice per passione, potterhead col divieto di fare magie fuori da Hogwarts, credo nel destino, in Nessie, in Babbo Natale, nei fantasmi e negli alieni.

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Concordo in pieno!!! L’ho divorata anche io in due giorni, e la trama sviluppata sotto punti di vista differenti rende tutto molto particolare.