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Terminator Genisys: la nostra recensione

Terminator Genisys, il quinto film della saga con Arnold Schwarzenegger, rende omaggio ai film precedenti

terminator genisys

Terminator Genisys è un film bello da vedere, grande utilizzo di effetti speciali, ma quello che è mancato maggiormente è qualcosa di più efficace nel caratterizzare i personaggi

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Terminator Genisys è un film del 2015, diretto da Alan Tylor (Thor: The Dark World), che ha scelto un cast stellare per l’ultimo film della saga sul Cyborg più famoso della storia del cinema moderno.

Terminator Genisys la trama:

Il film si apre su una scena apocalittica dove le macchine comandate da una tecnologia chiamata Skynet prendono il controllo del mondo, spazzando via in poco tempo tre miliardi di persone. A questo punto la resistenza guidata da John Connor, il figlio di Sarah Connor (Emilia Clarke), muove un disperato attacco a Skynet, con l’obiettivo di distruggerlo una volta per tutte.

La missione per qualche misterioso motivo ha successo, ma è solo un’illusione; John decide che per sconfiggere Skynet una volta e per sempre è necessario tornare indietro nel tempo e fermare la macchina prima che si metta in funzione.

E’ a questo punto che entra in scena Kyle Reese (Jay Courtney) che viene spedito indietro nel tempo, precisamente al 12 maggio 1984 nella città di Los Angeles con il compito di proteggere una ancora giovane ma già super carica Sarah Connor. Quello che Kyle trova è un passato diverso, popolato da Terminator; Sarah tuttavia ha già un protettore un T-800, interpretato ovviamente dall’intramontabile Arnold Schwarzenegger. I nostri eroi si troveranno a dover affrontare non solo i  Terminator “normali”, ma dovranno vedersela anche contro un T-1000 particolarmente cattivo e distruttivo.

Dopo aver apparentemente distrutto il T-1000 e usando il suo Chip, il Guardiano attiva una macchina del tempo, sulla quale lui e Sarah hanno lavorato per anni, da utilizzare per inviare lei e Kyle nel futuro e impedire il “giorno del giudizio“. Kyle riesce a convincere Sarah che in base ai ricordi che ha stranamente rivissuto durante il viaggio nel vortice temporale, esso non avverrà più nel 1997, bensì nel 2017 attraverso “Genisys“.

In ospedale li raggiunge John Connor: dopo aver dimostrato di essere davvero lui, John aiuta i due a scappare ma nel parcheggio trova ad aspettarlo il Guardiano (“invecchiato” di 33 anni dall’ultima volta che aveva visto i due protagonisti) che gli spara: una volta smascherato, John rivela di essere stato infettato da Skynet con un nano-terminator T-3000 trasformandosi in un ibrido uomo-macchina e di essere stato inviato nel 2014 per aiutare la Cyberdyne Systems a progettare Genisys e assicurare così la venuta del giorno del giudizio.

Terminator Genisys il cast:

  • Arnold Schwarzenegger: è il Guardiano, il “padre” di Sarah.
  • Emilia Clarke: é Sarah Connor.
  • Jason Clarke: é John Connor, il figlio di Sarah.
  • Jai Courtney: è Kyle Reese.
  • Lee Byung-Hun: é il T-1000.

Terminator:Genisys una scena del filmTerminator Genisys, considerazioni sul film:

Avendo visto tutti i film della saga, ti posso dire che è un film per nulla noioso e che scorre bene, molto belli sono gli omaggi ai primi film di Terminator; rivediamo la visione in infrarossi del T-1000, il nuovo gergo di Arnie, che col tempo si è evoluto (addirittura ora è moderno, infatti lo vediamo navigare su Internet). Questo film non è il primo che utilizza il concetto di viaggio nello spazio-tempo, l’abbiamo visto per primo in Ritorno al Futuro di Robert Zemeckis e più recentemente in Avengers: Engame dei fratelli Russo.

Però nessun film  è perfetto, andiamo a vedere cosa non ha funzionato in questa pellicola: sappiamo che per esempio i Robot, essendo delle macchine, non possono provare alcun genere di sentimento umano o di emozione, tuttavia in Terminator Genisys, vediamo un T-800 più umano, che prova sentimenti paterni, definendo perfino Sarah sua figlia.

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Nel Terminator diretto da James Cameron le scene erano girate quasi interamente di notte dando al film un qual senso di cupo, anche i dialoghi erano più brevi, riducendo al minimo le scene diurne, mentre nel film di Tylor sono più le scene diurne e poche quelle notturne, anche i toni sono più lievi, perfino il concetto di macchina viene alleggerito, possiamo paragonare Skynet a una versione più obsoleta di un motore di ricerca, non si sente veramente il senso di pericolo che avvertivamo nei primi capitoli dove le macchine avevano il pieno potere.

Anche il tanto amato Arnold, che comunque ha già 73 anni, quindi non più un giovincello in erba, è stato suo malgrado sminuito, sorte accadutagli anche in Terminator Salvation, dove Arnold ha fatto un piccolo cameo in CGI, e se nei primi capitoli vediamo un Terminator impassibile, l’esatto opposto dell’uomo moderno, era freddo, impassibile, in questo nuovo film vediamo un Arnold fin troppo sentimentale, pur riuscendo a far quello che nessun umano potrebbe fare va troppo in conflitto con gli standard con i quali siamo cresciuti.

Quindi, concludendo, un film accettabile ma niente di più, non dà quel tocco che gli autori del film avrebbero dovuto dargli per rendere questo film il degno erede del primo e del secondo Terminator, in fondo sarebbe bastato poco, dialoghi più profondi, una maggior valorizzazione dei personaggi e non buttarli così a caso nella mischia.

Fammi sapere nei commenti qui sotto che cosa ne pensi di questo film.

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