Stranger Things 4

Stranger Things 4: un ritorno ambizioso

La recensione senza spoiler di una stagione senza precedenti

Naviga tra i contenuti

Stranger Things 4

Genere: fantascienza, orrore Anno: 2016 – in produzione Durata: 42 – 77 min (episodio)  Stagioni: 4 Episodi: 25 Distribuzione: Netflix Paese: Stati Uniti D’America Cast: Milly Bobby Brown, Winona Ryder, David Harbour, Gaten Matarazzo, Caleb Mclaughlin, Noah Schnapp, Natalia Dyer, Charlie Heaton, Sadie Sink, Maya Hawke,  Finn Wolfhard Ideatore: Matt e Ross Duffer Musiche: Kyle Dixon, Michael Stein Produttore esecutivo: Matt e Ross Duffer, Shawn Levy, Dan Cohen Casa di produzione: Camp Hero Productions, 21 Lamps Entertainment, Monkey Massacre

Sinossi Stranger Things 4

Sono passati sei mesi dalla battaglia di Starcourt che ha portato terrore e distruzione ad Hawkins. Mentre affrontano le conseguenze di quanto successo i protagonisti si separano per la prima volta, e le difficoltà del liceo non facilitano le cose. In questo periodo particolarmente vulnerabile arriva una nuova e orribile minaccia soprannaturale assieme a un mistero cruento che, una volta risolto, potrebbe mettere fine agli orrori del sottosopra.

 

Sono ormai tre anni che il pubblico della piattaforma Netflix sta aspettando il ritorno delle strane avventure del gruppo di ragazzini nerd più famosi della tv, ebbene posso senz’altro confermare che questa nuova versione dello show varrà l’attesa delle persone.

stranger things 4
Undici e i suoi amici in un’inquadratura dello show

Quello che la quarta stagione di Stranger Things mette in campo, almeno per quanto concerne questa prima parte, è un’attenzione particolare al trattare le tematiche con un approccio diverso dal passato, più adulto e maturo, questo in virtù del fatto che i ragazzi protagonisti sono ormai cresciuti, sono dei giovani adulti che si rendono conto che c’è un mondo là fuori al di là dello scantinato in cui li abbiamo visti per la prima volta giocare a Dungeons & Dragons.

Durante il procedere degli episodi ci rendiamo conto con stupore, così come i personaggi, che non tutto si può risolvere in modo semplice, a volte le incomprensioni possono portare ad eventi nefasti, possono risvegliare qualcosa di oscuro che da tempo attendeva il momento giusto per tornare a colpire, è proprio questa la più grande minaccia che Undi e i suoi amici si ritrovano a fronteggiare, un mostro che approfitta del loro essere degli adolescenti tormentati da pentimenti e oscuri segreti per farne il suo appiglio, trascinandoli così ancora una volta in quel sottosopra a cui credevano di aver chiuso per sempre l’accesso al mondo reale.

stranger things 4
Una misteriosa creatura in un’inquadratura dello show

Il modo che è stato scelto per portare avanti l’intreccio durante il procedere degli episodi è quanto mai inusuale, stavolta vari personaggi che siamo abituati a vedere spesso condividere la scena, neanche si incontrano, neanche si parlano. Questo fattore determina il generarsi di almeno quattro trame diverse che procedono unilateralmente nello scorrere delle puntate e che man mano sono destinate ad incrociarsi sempre di più, perchè se è vero che personaggi come Undici e Mike Wheeler si incontrano veramente poco in questi primi 7 episodi, è anche altrettanto significativo il fatto che ciò che porta avanti le loro vicende sia proprio la ferrea volontà di aiutarsi a vicenda, per potersi così ritrovare di nuovo.

Quella che è probabilmente la tematica principale di questa quarta stagione è la paura, il terrore che si cela dietro la reminiscenza di un qualcosa celato negli angoli più oscuri delle nostre menti, che può essere utilizzato da chi si cela nell’ombra per assoggettare e possedere le menti più deboli.

Qui, con tanto di numerosi riferimenti, non solo in meritio di dinamiche ma anche nominali, al temibile Freddy Krueger della saga cinematografica slasher di Nightmare, ideata da Wes Craven, i personaggi si ritroveranno a fare i conti con le proprie paure, sarà necessaria una grande e ferrea volontà per riuscire ad uscire vivi dagli incubi ad occhi aperti in cui alcuni di loro saranno catapultati, portando visivamente alla realizzazione di alcune sequenze veramente ben curate per quanto concerne la messa in scena.

Stranger Things 4 immagine
Gli altri ragazzi protagonisti in un’inquadratura

Parlando del lato strettamente visivo infatti, questo primo volume di Stranger Things 4 mantiene fede al passato, la cura per i dettagli della scenografia e in generale, di ciò che si vede nel campo visivo, è sempre eccelso. In particolare in alcune sequenze ambientate nel sottosopra, la messa in scena regala alcuni momenti visivamente spettacolari, che uniti ad un montaggio serratissimo per la maggior parte del tempo, determinano un sicuro coinvolgimento da parte di chi guarda.

Restando infatti sull’elemento strettamente tecnico, qui la regia gioca, forse ancora di più che in passato, con questi movimenti panoramici della macchina da presa, nel mentre che avviene il passaggio dal nostro mondo a quello popolato dalle immonde creature che da anni ormai assediano la cittadina di Hawkins. La regia è funzionale a suscitare nel pubblico una sensazione disorientante man mano che le puntate si susseguono, difatti partendo da un’utilizzo operaio della camera, si arriva man mano ad una gestione delle angolazioni della macchina da presa in modo tale che così come i personaggi non riconoscono più il sogno dalla realtà, anche gli spettatori non sanno più da che prospettiva osservare ciò che accade sullo schermo.

Il tutto favorisce la curiosità per la puntata successiva e per quella dopo ancora, fino ad arrivare al cliffhanger che ha il compito di chiudere questo primo blocco, in  cui niente di ciò che avete visto fino a quel momento vi sembrerà più necessariamente sensato, ma solo una grande illusione orchestrata da qualcun altro che ha tirato i fili per tutto il tempo.

 

 

 

 

In conclusione, possiamo sicuramente affermare che lo show ideato da Matt e Ross Duffer sia ancora certamente in grado di scuotere il pubblico con numerosi colpi di scena, ed una resa visiva nel complesso sempre su ottimi livelli. Ciò è secondo me un fattore fondamentale dato quanto è stata prolungata l’assenza di Stranger Things sui nostri schermi casalinghi. Ciò che garantisce una buona riuscita finale a questi primi sette episodi è dunque sicuramente la scelta di gestione dell’intreccio, insieme ad un montaggio serrato e che mantiene costante l’attenzione di chi guarda, anche grazie ad una regia attenta a suscitare nello spettatore quelle stesse ansie e timori che provano i personaggi in determinate situazioni.

/10
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti
0
In iCrewPlay diamo spazio al tuo pensiero! Commenta!x
()
x
Condividi su facebook
CONDIVIDI
0