Le storie e le vicende degli ospiti del dormitorio del Centro Sociale Rostom di Bologna, si susseguono nel nuovo documentario di Luca Magi.

“La prima volta che sono entrato in questo dormitorio, era buio…”. Questa è la prima frase che pronuncia, nel trailer del nuovo docu-film di Luca Magi, uno dei protagonisti del documentario Storie del dormiveglia.

E proprio il buio è uno dei protagonisti, perché il film è girato nella cornice della notte, che accompagna i racconti dei senzatetto e lo stesso regista, già volontario notturno dello stesso centro.

Il documentario ripercorre le storie e le vicende degli assistiti e il loro rapporto di fiducia e amicizia che si crea con i volontari durante la permanenza nello stesso. Permanenza permeata da un clima di attesa, un attesa di “qualcosa” che li possa riportare nel mondo e alla normale vita di tutti i giorni.

Storie del dormiveglia
Un fotogramma del film

Ogni storia è diversa, ogni racconto porta i singoli protagonisti sotto una luce diversa, tant’è che lo stesso regista ci dice che l’idea è quella di trattare le persone come fossero dei pianeti che escono e rientrano periodicamente nell’ombra.

Inoltre il taglio del film, ripreso appunto nell’arco della notte e che tende a risolversi naturalmente con l’arrivo del giorno, può considerarsi una metafora di quello che potrebbe essere un giorno, si spera, il futuro degli ospiti del centro.

Il film, per la produzione di Claudio Giapponesi, fondatore di Kiné, che già ha collaborato con Luca Magi in un altro progetto chiamato Anita nel 2012, verrà presentato in anteprima all’Antoniano di Bologna, il 30 Ottobre alle 20.30 per poi farsi conoscere anche dal pubblico di altri festival internazionali in Albania e in Brasile. La produzione è già stata premiata come miglior documentario italiano all’ultima edizione del Biografilm Festival di Bologna.

 

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