L’attore e la regista torneranno a lavorare insieme per un nuovo film, a 16 anni dall’ indimenticabile “Lost in Translation”

Ci eravamo tanto amati…e si amano ancora, a quanto pare. Dopo essersi ritrovati per girare lo speciale natalizio del 2015 A very Murray Christmas l’attore e la regista devono aver pensato a rinverdire il loro sodalizio. Nel 2003 con Lost in Translation entrambi trovarono la definitiva consacrazione: Sofia, figlia d’arte e regista di talento, riuscì finalmente a liberarsi dell’ombra del padre Francis Ford Coppola (autore della trilogia del Padrino e di Apocaypse Nowe Bill Murray, fino ad allora considerato un modesto attore comico con all’attivo il solo grande successo dei due film di Ghostbusters, conquistò tutti. La sua aria trasognata e il sorriso gentile ispirato dalla semplicità e dolcezza della giovane Scarlett Johansson, incantò critica e pubblico, guadagnandogli la vittoria del Golden Globe come miglior attore in un film commedia e la nomination agli Oscar, dove si arrese solo davanti al memorabile Sean Penn di Mystic River. 

La coppia girerà dalla prossima primavera a New York On the Rocks la storia di una neo-mamma costretta – secondo le indiscrezioni sarà interpretata da Rashida Jones (nella foto), già nota per il suo ruolo nella popolare serie The Office – a riallacciare i rapporti con suo padre, un attempato donnaiolo, che continua a fare la bella vita nella Grande Mela, a dispetto dell’età: una parte che sembra tagliata su misura per l’ironico sessantanovenne Murray.

Da sinistra Rashida Jones, Bill Murray e la regista del film.

Per l’attore si prospetta un 2019 frenetico, in cui sarà protagonista di The French Dispatch diretto da Wes Anderson oltre che del prossimo film del crepuscolare Jim Jarmusch, Dead Men don’t lie. I suoi sostenitori sperano che la star accetti anche di entrare nel cast del terzo capitolo dei Ghostbusters, annunciato a sorpresa con un teaser trailer e previsto in uscita nel 2020.

Per Sofia Coppola invece “On the Rocks” sarà  l’ottava pellicola da regista. La sua carriera è costellata di successi: Dopo il folgorante esordio con Il giardino delle Vergini Suicide (1999) e Lost in Translation (vincitore tra l’altro di un Oscar per la migliore sceneggiatura originale) ha ottenuto nel 2008 il Leone d’Oro a Venezia con “Somewhere” mentre il suo ultimo lavoro L’inganno del 2017, ha trionfato al Festival di Cannes, aggiudicandosi il premio alla miglior regia.

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