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NEXO DIGITAL

Sette nuovi titoli per la Grande Arte al Cinema

Nexo Digital ci reintroduce nel mondo dell'arte per svelarci misteri e curiosità

Dopo il successo delle scorse edizioni che hanno portato in sala oltre 400.000 persone La grande arte al cinema di Nexo digital torna per la stagione 2020 con altri grandi nomi dell’arte, sette nuovi titoli che ci permetteranno di immergerci in quadri e opere architettoniche, come non le abbiamo mai viste né immaginate.
Un’occasione non solo per gli amanti dell’arte di rivivere le emozioni e le passioni che un’opera d’arte può suscitare, ma anche di avvicinarsi a questo mondo per chi magari, fino ad adesso, non ne è stato particolarmente coinvolto, grazie proprio allo strumento cinematografico. Riuscire infatti a trovarsi dentro un quadro, tanto da poterne vedere i singoli pigmenti, conoscere la vita di un artista, quello che lo ha portato a realizzare un’opera, capire come funziona un museo, come ruotano le collezioni, cosa è nascosto nei loro sotterranei, è qualcosa che i libri, a scuola, non insegnano. Per questo motivo, lasciare che il cinema entri in questo mondo, secondo noi è un valore aggiunto, dalle infinite potenzialità, perché infinita è l’arte e la sua bellezza.

nexo digital

Con questa “trovata” possiamo dire che Nexo Digital ha lanciato un vero e proprio genere, una novità a carattere mondiale.

Si parte il 13, 14 e 15 gennaio con Leonardo, già reduce della “fatica cinematografica” Io Leonardo per la regia di Jesus Garces Lambert con un fantastico Luca Argentero e dalla serie TV Leonardo con Aidan Turner.

Il genio vinciano del Rinascimento, autore non solo di dipinti ma anche di disegni e scritti che costantemente ci accompagnano, (basti pensare al suo uomo vitruviano riprodotto sulle monete da 1€ che ogni giorno stringiamo tra le mani) e di veri capolavori di ingegneria militare, sarà in qualità Ultra HD. Potremo ammirare, La Gioconda, L’Ultima cena, La Dama con l’ermellino, Ginevra de ‘Benci, La Madonna Litta, e La Vergine delle Rocce da vicino, studiarne ogni singola pennellata.

Il 10, 11 e 12 febbraio arriverà Impressionisti segreti, prodotto da Ballandi Arts e Nexo Digital e diretto da Daniele Pini. Attraverso le parole di Claire Durand-Ruel e Marianne Mathieu curatrici dell’omonima mostra a Roma, presso Palazzo Bonaparte, lo spettatore avrà la possibilità di immergersi nel mondo degli impressionisti, della loro follia e genialità, per anni mal interpretata e fraintesa. Cinquanta tesori nascosti e fino ad oggi preclusi al grande pubblico, come i famosi “Nostoi – capolavori ritrovati e restituiti” di un’altra mostra ospitata sempre a Roma nel 2007, verranno svelati al pubblico; nomi celebri e famosi: Manet con i suoi ricercati personaggi, Caillebotte e le sue storie, Renoir con i suoi colori ed i giochi di luce, Monet e le ninfee, Berthe Morisot pittrice e autrice di stampe, meno conosciuta dei suoi colleghi uomini, ma in alcune tele più geniale di loro, dimenticata dalla storia dell’arte, ma amatissima dai suoi amici – Renoir, Degas, Monet, Cézanne, Mallarmé – tanto da essere ritratta in molti dipinti o ricordata in scritti e poesie, Cézanne e le sue geometrie, Signac e il puntinismo, Sisley e i suoi paesaggi. Vedremo il mondo attraverso i loro occhi, in un percorso completo e articolato.

Il 30 e 31 marzo e l’1 aprile sarà la volta di Maledetto Modigliani, diretto da Valeria Parisi e scritto da Anianna Marelli. In occasione del centenario dalla scomparsa del grande artista livornese, Nexo Digital ci porta alla scoperta dei suoi ritratti languidi e meravigliosi in 3D.
Bello, dotato di grande talento ma molto povero, in una Parigi ricca di grandi artisti e passione per l’arte, la vita di Modigliani sembra venuta fuori da un romanzo, in cui genio e follia, passione e malinconia, vitalità e malattia, convivono.
Vivremo tutto questo, e anche di più, i suoi amori non consumati con donne dalle personalità estremamente contemporanee: la poetessa Anna Achmatova, la giornalista Beatrice Hastings, la pittrice Jeanne Hébuterne. Dai macchiaioli a Brancusi, passando per Picasso, impareremo ad amare quel modo di cui è riuscito a cogliere la bellezza, rendendola immortale.

La Pasqua nell’Arte sarà nelle sale il 14 e 15 aprile per presentare un approfondimento sull’iconografia della Pasqua nella storia della pittura. Girato tra Gerusalemme, gli Stati Uniti e l’Europa, La Pasqua nell’Arte esplora i diversi modi in cui gli artisti hanno rappresentato la morte e la rinascita nel corso dei secoli, un docufilm che ci farà vivere la passione, la morte e la resurrezione di Cristo, attraverso gli occhi degli artisti che negli ultimi 2000 anni hanno scelto di rappresentare questi temi, chi in maniera eclatante, chi in maniera più sommessa.

Il 27, 28, 29 aprile sarà il turno di Botticelli e Firenze. La Nascita della Bellezza, prodotto da Sky con Ballandi e Nexo Digital e diretto da Marco Pianigiani.


Botticelli traduce in pittura gli ideali del circolo fiorentino rinascimentale di Lorenzo de’ Medici, , detto il Magnifico, che è un concentrato di arte e cultura, in cui entra intorno al 1470: un mondo perfetto dove regna l’armonia universale.
La perfezione delle figure è il simbolo di un mondo incantato e meraviglioso, sognato dall’uomo, ma impossibile da raggiungere, e la malinconia dei suoi personaggi è l’espressione di questa delusione.
Troverà la sua massima espressione in opere come La Primavera e Nascita di Venere, in una ma Firenze che sta affrontando un buio periodo storico, il 1492 quando muore Lorenzo il Magnifico, e il frate Girolamo Savonarola instaura una vera dittatura teocratica.

Il pensieroso ed introverso Botticelli viene profondamente turbato dalla predicazione del frate contro la corruzione dei costumi ed entra in una profonda crisi spirituale.

Seguendo i severi dettami del Savonarola, che tende ad abolire il lusso e ad imporre una vita più austera, Botticelli si dedica prevalentemente a dipinti allegorici, e raffigurazioni sacre. Botticelli ha saputo così proiettare nelle sue opere, le luci e le ombre di un’epoca destinata a rimanere indimenticata, ma lo stesso non potrà dirsi delle sue opere purtroppo. Il pittore, dopo essere stato per molti anni oberato da commissioni di ogni genere infatti, vede il lavoro diminuire inesorabilmente, il suo stile pittorico, risulta superato da quello dei nuovi pittori che tengono conto anche della prospettiva, come Michelangelo, Leonardo, Raffaello e muore completamente dimenticato.
Le sue opere rimarranno sconosciute al mondo, fino alla fine dell’800, quando la sua grandezza verrà riscoperta dal critico inglese John Ruskin e dai pittori Preraffaelliti che daranno inizio ad una vera e propria Botticelli-mania che arriverà fino ai giorni nostri. Nessuno è rimasto indifferente al suo fascino, da Salvador Dalì a Andy Warhol a Lady Gaga, signore e signori, Sandro Botticelli: l’inventore della bellezza.

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Il 25, 26 e 27 maggio il viaggio prosegue nel Rinascimento con Raffaello. Il Giovane Prodigio, diretto da Massimo Ferrari e prodotto da Sky in occasione dei 500 anni dalla morte dell’artista (1483-1520), si propone di raccontare l’urbinate a partire dagli straordinari ritratti femminili realizzati dall’artista.
Si distinse non solo per la straordinaria abilità nella resa realistica dei dettagli ma anche, e soprattutto, per la capacità di analizzare il carattere individuale dei personaggi. Pochi artisti, non solo del Rinascimento ma di tutta la storia dell’arte, seppero, al suo pari, rendere così “vivi” i protagonisti dei propri ritratti, di cui sono colte perfino le sfumature del carattere. Signori e dame, nobili e popolani creano con lo spettatore una sorta di dialogo, tutto impostato sui reciproci sguardi. Molti ritratti di Raffaello sono dedicati alle donne, madri, amanti, amiche, la cui femminilità è indagata con sensibilità vivissima, fino ad arrivare a colei che amò con tutto se stesso, Margherita Luti. Capace di ritrarre un ideale di bellezza celestiale, Raffaello è stato in grado di concentrare il suo sguardo più che sulla fisicità sulla loro psicologia, innalzandone in maniera dirompente il carattere. Grazie a interventi di esperti di fama internazionale, il docu-film ci porterà alla scoperta delle città e dei luoghi più significativi di uno dei più sublimi pittori del Rinascimento, che ci ha lasciato capolavori di valore inestimabile conservati nei più importanti musei italiani e internazionali.
Ciò che rende unico Raffaello è il suo stile caratterizzato da un’armonia quasi perfetta tra spazio e figure e un particolare e luminoso cromatismo.

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La stagione 2020 di La Grande Arte al Cinema terminerà il 22, 23 e 24 giugno, con Lucian Freud. Autoritratto, che ripercorrerà la vita e l’arte di Lucian Freud attraverso la mostra con oltre cinquanta dipinti, stampe e disegni dei suoi autoritratti presentata alla Royal Academy of Arts di Londra in collaborazione con il Museum of Fine Arts di Boston. Nipote del grande Sigmund Freud, Lucian Freud si è sempre tenuto ai margini del mondo dei lustrini e raramente partecipa a galà, come se non appartenesse a quel mondo.

Anche i quadri di questo strano personaggio, sono lo specchio della sua solitudine. I soggetti scelti dall’artista sono quasi sempre parenti, amici o persone che conosce bene; nei suoi quadri, sorprendenti per la crudezza dei particolari, si riconoscono la madre Lucie, la figlia Bella, il suo cane Pluto a cui era molto affezionato. Ha realizzato anche autoritratti, intrecciando costantemente la sua controversa vita privata alla sua pittura

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L’arte è libertà, è possibilità di espressione, proprio come il cinema. Creare un connubio tra questi due mondi è geniale, ed è strano esserci arrivati così tardi, ma ormai ci siamo. Siamo più che convinti che il pubblico, anche questa volta, rimarrà positivamente colpito da tanta bellezza, dacci la tua opinione, e immergiti nell’arte.
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