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Scontro titanico tra Netflix e Cannes

Per il secondo anno consecutivo Netflix non presenterà nessun film al festival francese; dopo lo scontro del 2018 Cannes e Netflix non si sono riconciliati

Nel 2018 la rassegna cinematografica francese cambiò alcune regole, appositamente per escludere i film prodotti da Netflix. Quindi anche quest’anno le produzioni Netflix rimarranno fuori dal festival, che si terrà dal 14 al 25 maggio.

La polemica fra Cannes e Netflix è quella che investe l’industria cinematografica ormai da tempo: Netflix distribuisce i film prima on line, raramente in sala, e sostiene che si tratta di modelli perfettamente coniugabili. Cannes difende la posizione dei gestori delle sale cinematografiche, che denunciano che questa strategia sarà la fine dei cinema e che bisogna garantire le prime visioni sul grande schermo con un certo margine di tempo, prima che arrivino in rete. In Francia, per esempio, di solito sono 17 mesi.

Secondo la rivista Variety, la compagnia e il festival “stanno negoziando tranquillamente un possibile accordo per far fronte ai loro contrasti” e il motivo per cui non ci sono film di Netflix a Cannes è solo perché la piattaforma non aveva nessun film pronto per il festival, ma l’atmosfera fra le due parti è amichevole: Thierry Frémaux, directtore artistico di Cannes e Ted Sarandos, responsabile di Netflix, la settimana scorsa erano a cena assieme a Los Ángeles.

Nel 2017, la piattaforma presentò due film nella sezione ufficiale di Cannes: The Meyerowitz stories di Noah Baumbach, e Okja di Bong Joon-ho. I distributori francesi contestarono subito la decisione quando Pedro Almodóvar, presidente della giuria di quella edizione, dichiarò che gli sarebbe sembrato un paradosso assegnare la Palma d’Oro a un’opera che non si sarebbe vista in sala. Né Okja, né The Meyerowitz riuscirono a entrare nel palmarés del concorso.

Cannes, allora, cambiò il regolamento e impose che tutti i film in competizione avrebbero dovuto avere la prima nelle sale francesi. La reazione di Netflix fu di ritirare Roma, di Alfonso Cuarón, e L’altra faccia del vento. Entrambe le pellicole furono presentate a Venezia, dove Roma vinse il Leone d’Oro e si è aggiudicato tre Oscar il febbraio scorso. Cosa che non deve aver fatto piacere Frémaux e compagnia.

Intanto la guerra fredda fra Cannes e Netflix non conviene a nessuno

Cannes, lo scorso anno, è stata criticata per la scarsa qualità delle opere in concorso, mentre la piattaforma deve rinunciare a un festival di primaria importanza, dove si realizza il maggior mercato cinematografico del mondo; in più viene attaccata da voci autorevoli.

Il direttore della Mostra di Venezia, Alberto Barbera, è un agguerrito difensore di Netflix o, più in generale, di qualsiasi novità venga introdotta nell’industria cinematografica. Al contrario, Steven Spielberg è convinto che Netflix sia il boia del cinema e propone che i suoi film siano candidati a premi televisivi e non cinematografici.

Insomma, la querelle è ancora accesa e la soluzione lontana ma, come diceva Oscar Wilde, non importa come, basta che se ne parli.

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