Vai al contenuto
iCrewPlay.com Un progetto editoriale indipendente
Continua con Anticipazioni
Anticipazioni · Cinema

Per i 25 anni di Schindler’s list il film di Spielberg torna in sala

Assieme al ritorno in sala del film, Spielberg amplia la sua Fondazione Shoah, implementata con nuovi filmati e nuove tecnologie Quando uscì Schindler’s list, 25 anni fa, ebbe il merito di riportare prepotentemente alla memoria uno dei momenti peggiori della nostra storia che stava svanendo dall’immaginario collettivo. Pochi anni prima Art Spiegelman aveva pubblicato Maus,…

2 min di lettura
Per i 25 anni di schindler’s list il film di spielberg torna in sala

Assieme al ritorno in sala del film, Spielberg amplia la sua Fondazione Shoah, implementata con nuovi filmati e nuove tecnologie

Quando uscì Schindler’s list, 25 anni fa, ebbe il merito di riportare prepotentemente alla memoria uno dei momenti peggiori della nostra storia che stava svanendo dall’immaginario collettivo. Pochi anni prima Art Spiegelman aveva pubblicato Maus, ma un fumetto, per quanto superlativo come nel caso di Maus, è un prodotto di nicchia, non fa tendenza.

Per i 25 anni di schindler’s list il film di spielberg torna in sala

Schindler’s list, coi suoi 7 Premi Oscar, 3 Golden Globe, 7 BAFTA e, soprattutto, 321.300.000 dollari d’incasso, fu un’enorme cassa di risonanza e si tornò a parlare di olocausto.

Pubblicità

Ma Spielberg fece di più; nel 1994 fondò la Shoah Foundation per mantenere la memoria del genocidio perpetrato durante la seconda guerra mondiale, inviò un vero esercito di operatori in Europa per registrare le testimonianze dei sopravvissuti ai campi di sterminio, per un totale di 115000 ore di ascolto. Oggi, grazie a nuove tecnologie, è possibile conversare, in maniera virtuale, ovviamente, con 16 sopravvissuti grazie a speciali schemi verbali tarati su una lista di oltre 2000 domande.

Ma, oltre a continuare a raccogliere le testimonianze delle vittime dell’antisemitismo, ha cominciato a includere anche le dichiarazioni di vittime dei genocidi moderni. Steven Spielberg ha dichiarato al New York Yimes: “L’Olocausto non è stato l’unico. Abbiamo mandato videografi in Ruanda, Cambogia, Armenia. Stiamo studiando il Centrafrica, il Guatemala, il Massacro di Nanchino. Ci stiamo occupando della violenza contro i Rohingya nel Myanmar e il ritorno dell’antisemitismo in Europa. Allarghiamo il nostro obiettivo per contrastare i molti volti dell’odio”.

Convinto che “la presenza dell’odio oggi è data per scontata e non si fa abbastanza per contrastarla”, il regista ha distribuito gratuitamente Schindler’s list nelle scuole. Il film è anche disponibile su Netflix e sarà riportato nelle sale cinematografiche: “L’idea è di aprire un dialogo sul fatto che il genocidio può accadere ovunque quando una società ordinaria imbocca la strada sbagliata”.

La tua opinione in un clic

Cosa ne pensi?

La sala è aperta

Entra nella conversazione

Condividi il tuo punto di vista: non serve creare un account. I contributi restano soggetti alla moderazione editoriale.

Traguardo della community0 / 5
Mancano 5 interventi al prossimo traguardo.

Aggiungi la tua voce

Partecipazione libera: inserisci i dati richiesti e pubblica senza registrarti.