Due anni fa ci lasciava la Principessa Leila

Il 27 dicembre ricorreva il secondo triste anniversario della morte dell’attrice Carrie Fisher, così noi di iCrewPlay abbiamo pensato di farle un piccolo omaggio dedicandole la puntata di oggi della rubrica settimanale Ritratto di un attore.

Carrie Frances Fisher nasce a Burbank California il 21 ottobre 1956, figlia dell’attore-cantanteEddie Fisher e dell’attrice Debbie Reynolds e le è chiara fin da subito la strada che intende intraprendere. Già all’età di dodici anni infatti, segue la madre durante i suoi spettacoli a Las Vegas e negli show in Tv. Dopo aver abbandonato a quindici anni la Beverly Hills High School, si iscrive alla Central School of Speech and Drama di Londra e successivamente alla Sarah Lawrence College che lascia dopo essere stata scritturata per Guerre Stellari. Durante gli anni ’70 le viene diagnosticato il disturbo bipolare e diventa dipendente dalle droghe e dall’alcool, condizione che le causa numerosi problemi sul set, tanto che viene quasi licenziata dal film cult The Blues Brothers del 1980, ma che rivelerà in lei una vena da scrittrice pubblicando Cartoline dall’inferno, un libro autobiografico della sua esperienza con la droga, da cui fu tratto il film omonimo con Meryl Streep, Shirley McLane e Dennis Quaid. Ma la sua carriera continua con numerose serie tv, doppiaggi anche per videogames e la scrittura di varie sceneggiature, tra cui quella di Hook. Capitan Uncino di Steven Spielberg.

“Non c’è posto per i demoni quando sei posseduta da te stessa”.

Nel 1983 si sposa con il cantante Paul Simon da cui divorzierà un anno dopo anche se continueranno ancora a lungo la loro relazione travagliata, fino al 1991 quando Carrie si accompagna con l’agente Bryan Lourd da cui ha una figlia, Billie nata nel 1992, poi l’uomo la lascia nel 1994 scoprendosi omosessuale. Nel 2009 era in teatro con lo spettacolo Whishful Drinking tratto dal libro omonimo, una sorta di confessione ironica in cui narrava i difficili anni della dipendenza, il suo rapporto con la Principessa Leila Organa e quelli con la famiglia. Nel 2013 è stata membro di giuria al Festival di Venezia presieduta da Bernardo Bertolucci e nel 2015 è tornata ad interpretare il suo iconico personaggio in Star Wars: Il risveglio della Forza. Nel 2019 dovrebbe uscire nelle sale il film Wonderwell, l’ultimo interpretato da Carrie Fisher il quale è stato girato in gran parte in Italia, e avremo modo di rivederla nel conclusivo nono capitolo della saga di Guerre Stellari.

Durante un volo Londra-Los Angeles del 23 dicembre 2016 Carrie Fisher ha un infarto, morirà quattro giorni dopo all’età di sessant’anni.

“Se la mia vita non fosse stata divertente sarebbe stata semplicemente vera. E questo sarebbe stato inaccettabile.”

1. Shampoo. 1975.

Regia di Hal Ashby, con Warren Beatty, Julie Christie e Goldie Hawn. Dopo aver avuto un ruolo a Broadway nel revival Irene, il debutto cinematografico per Carrie Fisher avviene con il film Shampoo, in cui si narrano le avventure di un abile parrucchiere dongiovanni che si innamorerà quando ormai sarà troppo tardi e la donna che ama sposerà un altro uomo.

2. Star Wars. Guerre Stellari. 1977

Di George Lucas con Mark Hamill, Harrison Ford e Alec Guinness, a cui seguiranno L’Impero colpisce ancora nel 1980 e Il ritorno dello jedi nel 1983. Non penso occorre dire altro sulla saga, per cui vi lascio con il video dei provini di Carrie per il ruolo della Principessa Leila Organa.

3. Il tributo del canale Youtube di Star Wars

4. The Blues Brothers. 1980

Di John Landis, con John Belushi e Dan Aykroyd. Carrie interpreta l’ex fidanzata di Belushi abbandonata all’altare.

5. Gli ultimi Jedi. 2017

Carrie piange dopo aver girato una delle scene più commoventi del film, l’addio tra i due fratelli Skywalker.

6. Il cameo di Carrie in The Big Bang Theory.

Agguerrita e simpatica come al solito, Carrie scaccia Sheldon e James Earl Jones, voce di Darth Vader nella versione inglese di Star Wars.

7. Il ricordo di Paul Simon

8. L’omaggio dei Griffin a Carrie Fisher

Carrie dava la voce ad Angela, la dirigente della fabbrica di birra dove lavora Peter.

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