“Mi trovi sadico? Sai, scommetto che adesso potrei friggerti un uovo in testa, se solo volessi. Sai bimba, mi piace pensare che tu sia abbastanza lucida persino ora da sapere che non c’è nulla di sadico nelle mie azioni. Forse nei confronti di tutti quegli altri, quei buffoni, ma non con te. No, bimba, in questo momento sono proprio io, all’apice del mio masochismo”

Dopo Jackie Brown, Tarantino si prese una pausa come regista, durata sei anni. Nel frattempo, debuttò a Broadway nel 1998, nella commedia Wait Until Dark, e nel 2000 recitò in un piccolo ruolo nel film Little Nicky – Un diavolo a Manhattan di Steven Brill. Nel 2002 apparve come attore in quattro episodi della serie televisiva Alias, nel ruolo di McKenas Cole. Il nuovo progetto a quel punto sarebbe dovuto essere un film di guerra, Inglourious Basterds, ma il regista decise di posticiparne la produzione (il film uscirà nel 2009, ci arriveremo): ridurre ad unità tutto il materiale che aveva scritto sarebbe stata un’impresa titanica, senza contare che alcune sottotrame dovevano essere eliminate perchè la storia si svolgesse, per quanto possibile, in modo lineare. Si mise quindi in cerca di un nuovo lavoro da realizzare.

Durante le riprese di Pulp Fiction Tarantino e Uma Thurman avevano legato molto e, sul set della scena in cui Mia racconta una barzelletta a Vincent, si accordarono per lavorare ancora insieme, pensando alla scena iniziale di un nuovo film, in cui la protagonista avrebbe dovuto avere il volto coperto di sangue. Le strade dei due però si separarono e non parlarono più del loro progetto fino al 2000, proprio quando Tarantino mise da parte, per il momento, Bastardi senza Gloria. Egli riesumò il copione cui lui e la Thurman avevano iniziato a lavorare, decidendo che la sceneggiatura completata sarebbe stata il regalo di compleanno perfetto per i 30 anni di lei. Le riprese di Kill Bill iniziarono nel 2002 (sarebbero dovute cominciare un anno prima, ma la gravidanza imprevista della Thurman fece slittare il piano di lavoro), e in corso di lavorazione sforarono sia nel budget, che superò gli 80 milioni di dollari, che in lunghezza. La Miramax Films chiese a Tarantino di tagliare alcune scene in fase di montaggio per rendere il prodotto finale più commerciale, ma il regista si oppose e decise di dividerlo in due parti: Kill Bill: Volume I e Kill Bill: Volume II. 

Kill Bill: Volume I (2003)

Texas. Quattro anni fa. La Deadly Viper Assassination Squad agli ordini di Bill (nome in codice Incantatore di Serpenti), è piombata su una cerimonia di nozze, sterminando tutti i presenti. Poco prima che Bill le spari in testa, la Sposa gli rivela che il bambino che porta in grembo è suo. L’uomo preme il grilletto, si sente una detonazione. Buio. California. Tempo presente. La Sposa raggiunge Vernita Green (Vivica A. Fox, nome in codice Serpente Testa di Rame), ex membro della squadra e ora irreprensibile casalinga in un elegante sobborgo di Pasadena e la uccide, suo malgrado davanti agli occhi atterriti della figlia. Poi rievoca quel che le è accaduto. Dopo il massacro nella chiesetta dei Due Pini, cadde in coma. In ospedale Elle Driver (Darryl Hannah, nome in codice Serpente Montano della California) voleva ucciderla, ma Bill revocò l’ordine. Quattro anni dopo, la Sposa esce dal coma, non è più incinta e scopre che un infermiere pervertito e un suo cliente l’hanno ripetutamente violentata. Li ammazza. Si reca ad Okinawa, dove convince il maestro samurai Hattori Hanzo, ormai ritiratosi, a forgiare dopo 28 anni una nuova katana, l’arma perfetta per uccidere il più scellerato dei suoi clienti: Bill. La donna, dopo essersi allenata durante il lungo tempo necessario alla forgiatura, sale su un aereo per Tokyo dove, a capo della Yakuza, si è insediata O-Ren Ishi (Lucy Liu, nome in codice Mocassino Acquatico), attorniata dalla faccendiera Sofie Fatale, dall’ adolescente Gogo, sua folle guardia del corpo con una passione per il chigiriki – versione giapponese del mazzafrusto – e dal suo esercito privato, gli 88 Folli. Li sfida in un ristorante dove taglia un braccio a Sofie e poi nel salone di una discoteca, dove tutti e 88 cadono sotto i suoi colpi. Uccide anche Gogo e affronta la sua nemica nel cortile, sotto la neve che comincia a cadere. O-Ren soccombe. La Sposa sale su un aereo diretto a Los Angeles, per incontrare la prossima della sua lista di nemici, che compila con inchiostro rosso. Bill visita Sofie, sopravvissuta nonostante la tortura e le mutilazioni; le domanda se la Sposa sappia che sua figlia è viva.

L’esigenza, innanzi tutto economica, di dividere il film in due parti coincide grazie a Tarantino con un ‘opportunità narrativa: il Volume I è il preambolo, che getta sul tavolo le carte, ma non svela il meccanismo del gioco, per conoscere il quale bisogna attendere il Volume II. Il regista gioca scaltramente con lo spettatore e ora il gioco assume i connotati di una vera e propria sfida, come quella lanciata dalla Sposa alle sue rivali e a Bill. Uma Thurman, musa tarantiniana sempre in primo piano, comincia la guerra che la Donna, multiforme e aggressiva, emotiva e spietata, condurrà contro il potere maschile. Come Le Iene era un film maschile e maschilista, così la prima parte di Kill Bill è un film al femminile, in cui gli uomini sono figure di secondo piano, porci impauriti e inadeguati come l’infermiere Buck, destinati a cadere. Questo Volume I è un’antologia di citazioni: dal kung-fu allo spaghetti western, da Kurosawa alle musiche di Luis Bacalov, ai cartoni giapponesi( la storia dell’ infanzia di O-Ren è raccontata attraverso un anime realizzato dalla I.G. Production, che ha curato il celebre Ghost in the Shell).

Certamente eccessivo, per alcuni farraginoso, il film è dotato di una forza spettacolare che si può apprezzare almeno in due formidabili sequenze: lo scontro della Sposa con gli 88 Folli, che cadono l’uno dopo l’altro sotto la sua formidabile lama e il ritualistico duello finale delle due rivali in un giardino d’inverno ricoperto di neve. Quando l’ho visto, me ne sono subito innamorato: mi rendo conto di aver svelato molto, ma le parole sono nulla in confronto alle immagini, che meritano di essere viste da ogni appassionato cinefilo. Voto 7,5 su 10.

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Mauro Franceschi
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Non conoscevo Tarantino, fino a che mia madre, quando Kill Bill uscì in home video, decise di noleggiarlo quasi per caso. Da allora, ovviamente mi sono rivisto tutto. Grandioso regista, grandioso film, grandioso articolo, mi trovi d’accordo in tutto!