Prey

Prey, preda o cacciatore?

La recensione senza spoiler del film

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Prey

Paese di produzione: Stati Uniti D’America Produzione: 20th Century Studios Anno: 2022 Durata: 99 min Genere: Fantascienza, Thriller Regia: Dan Trachtenberg Sceneggiatura: Patrick Aison Cast: Amber Midthunder, Dakota Beavers, Stefany Mathias, Dane DiLiegro, Michelle Thrush.

Sinossi di Prey

Ambientato nella nazione Comanche 300 anni fa, una giovane donna, Naru, una guerriera feroce e altamente abile, è cresciuta all’ombra di alcuni dei più leggendari cacciatori che vagano per le Grandi Pianure, quindi quando il pericolo minaccia il suo accampamento, si propone di proteggere il suo popolo. La preda che insegue, e alla fine affronta, si rivela essere un predatore alieno altamente evoluto con un arsenale tecnicamente avanzato, che si traduce in una resa dei conti feroce e terrificante tra i due avversari.

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Amber Midthunder in un’inquadratura del film

La pellicola realizzata da Dan Trachtenberg rappresenta il quinto capitolo legato al franchise di Predator, iniziato ormai nel lontano 1987 con il capostipite con protagonista un giovane e minaccioso Arnold Schwarzenegger. Tuttavia questa nuova interazione del prodotto si focalizza sull’approfondire un qualcosa di del tutto inedito rispetto a quanto è stato mostrato con i capitoli precedenti della saga.

Il film dimostra fin dai primi minuti una notevole cura per quanto concerne quello che è l’elemento forse migliore del prodotto, ossia la messa in scena, con scenografie, costumi e make up perfettamente in linea rispetto a quanto ci si potesse aspettare da una riproposizione delle Comache.

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Il Predator in un’ inquadratura del film

Se infatti da un punto di vista puramente estetico il prodotto si difende piuttosto bene, lo stesso non si può dire guardando al lato strettamente legato alla narrazione, e quindi alla sceneggiatura. Quest’ultima infatti, nonostante parta da un soggetto di base piuttosto originale e ricco di nuove opportunità per un franchise che come tutti i suoi simili, col passare dei decenni rischia sempre di ripetersi, ugualmente però quanto raccontato non risulta sufficientemente stimolante per chi guarda.

Se infatti la protagonista e le sue motivazioni che la legano all’antagonista risultano originali, c’è da ammettere che come il tutto viene sviluppato avrebbe magari necessitato di un maggiore livello di ispirazione ed imprevedibilità, per quanto il contesto e le situazioni proposte siano al quanto inusuali, l’intreccio è portato avanti in maniera fiacca e con fin troppa superficialità, sapientemente nascosta dietro un’ottima messa in scena.

Prey
Immagine promozionale del film

Parlando invece del lato strettamente tecnico, si può sottolineare come a livello di regia ci si attesti su di un buon livello, niente che faccia scalpore o contribuisca ad una sufficiente immersione dello spettatore nei momenti più ricchi di suspense che la pellicola propone, ma ciò non significa che un lavoro di mestiere non possa essere sufficiente per ciò che viene mostrato a schermo.

Certamente è  da evidenziare come il montaggio in questo caso risulti l’elemento che maggiormente aiuta la regia a tenersi in piedi, si noti in specie le sequenze in cui viene fatto ampio uso delle carrellate per enfatizzare determinati momenti di tensione, le quali aiutate anche dal comparto musicale riescono a portare in scena alcune delle situazioni più interessanti proposte dalla pellicola.

 

 

In conclusione, se è vero che il film diretto da Dan Trachtenberg riesce comunque a risultare godibile per chi è in cerca di qualche ora di intrattenimento, c’è anche da sottolineare come sarebbe bastata una scrittura maggiormente ispirata a rendere più originali alcune dinamiche che presiedono all’interno dell’intreccio e quindi a rendere più interessante l’intera produzione.

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