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Matt Smith: il volto inconfondibile di House of the Dragon

Irene Marri 57 secondi fa Commenta! 20
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Impossibile confonderlo, bellezza britannica, sguardo magnetico e misterioso tipico del segno dello scorpione e un carisma fuori dagli schemi che nel tempo ha conquistato il pubblico grazie al suo iconico personaggio dell’amatissima serie tv firmata Hbo, House of the Dragon. Che è ritornata proprio sulla piattaforma con la nuova terza stagione.

Contenuti
Da capitano del Leicester City a icona della saga più amata di sempreMatt Smith: la consacrazione con i primi ruoli televisiviIl successo di Doctor Who: Smith è l’undicesimo dottoreI primi ruoli al cinemaMatt Smith e il suo affascinante Principe Filippo in The CrownIl villain più istrionico di sempre in MorbiusThe House of the dragon: il suo carismatico Daemon TargaryenUltimi progetti cinematograficiL’ultimo successo di: The Death of Bunny MunroVita privata, privatissima
matt smith

Ma i più attenti, sicuramente se lo ricorderanno anche per altri personaggi iconici che negli anni Matt Smith, ha interpretato, dal principe Filippo in The Crown sino all’eclettico Doctor Who.

Ma cosa si nasconde dietro al grande successo dell’attore, da una carriera calcistica promettente a grande star dello schermo…

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Da capitano del Leicester City a icona della saga più amata di sempre

Probabilmente, non sapevi, che Matt Smith aveva una carriera calcistica promettente. Sin da bambino; infatti, il suo sogno era quello di diventare un calciatore professionista e c’era quasi riuscito se non fosse stato per un infortunio che gli ha cambiato totalmente la vita.

matt smith

Classe 1982, nato a Northampton in Inghilterra e cresciuto tra un campo da calcio all’altro. Infatti sin dalle prime imprese giovanili, Smith, predilige la passione per il calcio  militò infatti nelle squadre giovanili di Northampton Town, Nottingham Forest e del Leicester City, di cui fu capitano all’età di 15 anni. Poi l’infortunio alla schiena cambia tutto.

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L’attore abbandona la promettente carriera sportiva, e per un segno del destino, totalmente casuale inizia a studiare recitazione, grazie ad un suo insegnante del collage che lo iscrivi di nascosto ad un festival di recitazione, vedendo già in lui l’abilita recitativa.

Lo spinge inoltre, a frequentare la National Youth Theatre a Londra e successivamente si laurea in recitazione e scrittura creativa presso l’ University of East Anglia.

Nel 2003 inizia la sua carriera di attore, principalmente a teatro dove porta in scena opere come Murder in the Cathedral, Fresh Kills, The History Boys and On the Shore of the Wide World a Londra.

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Matt Smith: la consacrazione con i primi ruoli televisivi

Dalle notevoli performance teatrali arriva il primo agente che lo introduce nella serialità televisiva inglese con il suo primo ruolo effettivo, nel 2007, in Party Animals, serie britannica incentrata su figure inverosimili dello staff del parlamento britannico.

L’attore interpreta Danny, un ragazzo di 26 anni, intelligente ma socialmente timido, essendo un geek politico” e che da tempo avrebbe dovuto cambiare mansione per via dell’età.

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Nello stesso anno partecipa, al primo episodio di Diario di una squillo perbene insieme a Billie Piper, da qui i due si conoscono e si innamorano sul set, e consacrano una delle coppie più strambe e amate allo stesso tempo, dello star system inglese.

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Il successo di Doctor Who: Smith è l’undicesimo dottore

È il 2009 quando viene annunciata la sua entrata nel cast della serie inglese più amata di sempre. Smith è l’undicesimo dottore,al posto di David Tennant il quale aveva annunciato il suo addio nell’ottobre 2008. All’epoca l’attore era ancora poco conosciuto, in confronto ad altri che avevano già preso parte all’ incarnazione del Dottore. Ma dopo tre settimane di audizioni, lui fu quello che colpì la produzioni, aggiudicandosi come il più giovane tra tutti gli altri attori precedenti.

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Per il ruolo, molti dubitavano delle doti dell’attore, considerandolo ancora troppo poco inesperto, altri invece sostenevano che l’attitudine che possedeva Matt Smith fosse quella giusta. Per la sua interpretazione nella prima stagione ha ricevuto una nomination ai National Television Awards.

Il suo Dottore è una delle incarnazioni più imprevedibili e affascinanti della lunga storia di Doctor Who. È un personaggio costruito sul paradosso: ha il volto di un ragazzo appena ventenne, ma che porta negli occhi il peso di oltre nove secoli di esistenza. Ed è proprio questa contraddizione a renderlo magnetico.

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Smith compie qualcosa di raro: non interpreta un alieno cercando di sembrare “strano”, ma fa apparire l’umanità come qualcosa di sorprendente, quasi esotico. Ogni gesto è leggermente fuori asse rispetto al mondo che lo circonda. Cammina troppo veloce, parla come se il pensiero corresse più rapido della lingua, cambia argomento con una naturalezza disorientante. È un caos perfettamente orchestrato.

Il suo Dottore è una tempesta mascherata da favola. In superficie è buffo, infantile, ossessionato dai dettagli più insignificanti – un fez, un papillon (“Bow ties are cool”), una ciotola di fish fingers con la crema inglese.

Non è umano, quindi non pensa come noi. -Ha raccontato di aver cercato di rendere il Dottore imprevedibile: entra in una stanza e nota dettagli che nessun altro vedrebbe, cambia idea in un istante e segue una logica tutta sua. È eccitato e affascinato dalla piccolezza delle cose. Da tutto. Da ogni singola cosa. Questo è il bello del suo personaggio. Per questo ai bambini piace, penso. Perché non mette da parte niente. Non è un cinico. È aperto a ogni singola sfaccettatura dell’universo.

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Smith costruisce il personaggio attraverso gli opposti. È tenerissimo con i bambini e terrificante con i suoi nemici. Può passare, nello spazio di pochi secondi, da un entusiasmo quasi adolescenziale a uno sguardo gelido capace di ricordare allo spettatore che il Dottore è uno degli esseri più antichi e temuti dell’universo.

Un personaggio memorabile, che rimane tale anche grazie alla sua natura quasi shakespeariana. Il Dottore di Smith vive costantemente il conflitto tra il desiderio di meravigliarsi ancora e la condanna di aver visto troppo.

L’attore veste questi panni fino al 2013, lasciando poi il ruolo a Peter Capaldi.

I primi ruoli al cinema

Conclusa l’esperienza di Doctor Who, Smith lavora principalmente al cinema apparendo nel 2014, nel film  Lost River, diretto da Ryan Gosling. .L’attore interpreta Bully. In una Detroit decadente e semi-abbandonata, domina il quartiere come un signore della guerra: percorre le strade su una Cadillac bianca, impartisce ordini con un megafono e considera tutto ciò che resta della città come una sua proprietà personale. Forse una delle interpretazioni più estreme della sua carriera.

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Dal punto di vista della recitazione, Smith abbandona completamente il fascino eccentrico e brillante del Dottore. Qui il corpo è teso, quasi animalesco: testa rasata, tuta lucida, tatuaggi, movimenti nervosi e uno sguardo costantemente sul punto di esplodere. Ogni sua apparizione genera inquietudine, perché Bully sembra vivere seguendo impulsi imprevedibili, animaleschi. Non è un antagonista realistico, ma una figura quasi mitologica.

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Continua la sua carriera sul filone delle sci-fi, con Terminator Genisys nel 2015 accanto a Arnold Schwarzenegger, dove è Alex, che si rivela essere il T-5000, la manifestazione fisica di Skynet: non un semplice Terminator, ma l’incarnazione stessa dell’intelligenza artificiale che ha dato origine alla guerra contro l’umanità.

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Terminator Genisys (2015) Matt Smith

È stato piuttosto strano, sai, quando stavo girando. Il mio primo giorno era con Arnold Schwarzenegger e lui indossava solo la parte superiore e pantaloni in spandex verde, tipo da green screen. E io pensavo: “Che cavolo sta succedendo?” Sto interpretando un computer che… È stato piuttosto bizzarro. -Matt Smith

Nel 2016 arriva il ruolo in PPZ – Pride + Prejudice + Zombies,  un’adattamento cinematografico del romanzo del 2009 Orgoglio e pregiudizio e zombie, scritto da Seth Grahame-Smith. Interpreta Mr. Collins, un personaggio già ridicolo nel romanzo di Jane Austen, ma trasformato qui in una figura ancora più grottesca e surreale.

Smith lo interpreta con un’esuberanza quasi teatrale: parla con enfasi eccessiva; gesticola continuamente; assume posture rigide e innaturali; alterna sicurezza assoluta a momenti di goffaggine imbarazzante. Il risultato è un personaggio volutamente sopra le righe, che sembra uscito da una commedia vittoriana e catapultato in un film d’azione horror.

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Sul set, incontra Lily James, co-protagonista nel ruolo di Elizabeth Bennet. Da lì è nata una relazione che è durata, con alcune pause, circa cinque anni. Nel corso della loro storia sono stati fotografati spesso insieme a eventi pubblici e sul red carpet, ma hanno sempre cercato di mantenere una certa riservatezza sulla loro vita privata. La loro relazione è stata una delle più seguite nel panorama del cinema e della televisione britannica degli anni 2010.

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Matt Smith e il suo affascinante Principe Filippo in The Crown

Nel 2016-2017, l’attore entra a far parte del cast di The Crown, delle prime due stagioni. Veste i panni del Duca di Edimburgo, il Principe Filippo consorte di Elisabetta II. Probabilmente una delle sue interpretazioni più sfumate e mature.

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Non è il classico principe affascinante né un semplice marito della regina. Smith lo costruisce come un uomo intrappolato tra due identità: da un lato un ex ufficiale di marina, impulsivo, competitivo e desideroso di libertà; dall’altro il consorte della sovrana, costretto a vivere un ruolo di secondo piano in un’istituzione rigidissima.

Smith evita sia l’idealizzazione sia la caricatura. Filippo appare spesso arrogante o immaturo, ma lascia intravedere le insicurezze di un uomo costretto a rinunciare alla propria carriera, al proprio cognome e a gran parte della propria autonomia per sostenere il regno della moglie.

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Nel 2018, accanto a Stanley Tucci è Morgan, il protagonista di Paziente Zero. La storia è ambientata dopo una pandemia che ha trasformato gran parte della popolazione in esseri infetti estremamente intelligenti e violenti.

Morgan è uno dei pochi sopravvissuti con un’abilità unica: riesce a comunicare con gli infetti, comprendendo la loro lingua. Questa capacità lo rende fondamentale nella ricerca del cosiddetto “Paziente Zero”, da cui potrebbe derivare una cura.

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Il villain più istrionico di sempre in Morbius

Il volto che sfugge a ogni etichetta: Matt Smith attraversa eroi, antieroi e mostri con un carisma impossibile da replicare. Lo fa con il villain più istrionico di sempre, Morbius.

L’attore inglese è Loxias Crown, chiamato per quasi tutto il film semplicemente Milo. È un antagonista molto diverso dai suoi villain precedenti: non è una forza della natura come Bully in Lost River né un’intelligenza impersonale come il T-5000 in Terminator Genisys. Milo è, prima di tutto, una figura tragica.

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Smith porta in scena un’ interpretazione volutamente teatrale. Sorride spesso, ride, danza, si muove con un’energia quasi febbrile. Una delle scene più celebri del film è quella in cui balla sulle note di “Have Sex” di Ekkstacy prima di compiere un omicidio: una sequenza diventata virale perché racchiude perfettamente il suo carattere, sospeso tra fascino, follia e ironia.

A differenza di molti villain Marvel, Milo non vuole conquistare il mondo. Il suo conflitto è più personale: rifiuta l’idea di rinunciare ai poteri che gli hanno finalmente permesso di vivere davvero. Dove Morbius cerca di conservare la propria umanità, Milo decide che l’umanità è il prezzo da pagare per sentirsi finalmente completo.

The House of the dragon: il suo carismatico Daemon Targaryen

Nel 2020 arriva per Matt Smith la consacrazione ufficiale ad attore più amato e imprevedibile di sempre. Entra a far parte del seguitissimo mondo di George Martin, nel prequel de Il Trono di Spade. Dà vita all’indomabile e spietato Daemon Targaryen in House of the Dragon. Uno dei personaggi più complessi e magnetici della televisione contemporanea. Non è un eroe, ma nemmeno un semplice antagonista: è un uomo governato dalle passioni, dall’orgoglio e da un bisogno quasi disperato di essere riconosciuto.

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L’abilità di Smith sta nel, costruire un personaggio che vive costantemente in tensione tra amore e distruzione. È capace di gesti di straordinaria lealtà verso la sua famiglia, soprattutto nei confronti di Rhaenyra e del fratello Viserys, ma allo stesso tempo può essere spietato, impulsivo e brutale.

La forza dell’interpretazione sta nella misura. L’attore evita di trasformare Daemon in un guerriero costantemente furioso. Al contrario, recita molto con i silenzi, gli sguardi e il linguaggio del corpo. Una semplice inclinazione della testa, un sorriso appena accennato o uno sguardo freddo bastano a suggerire ciò che il personaggio sta pensando. È una recitazione trattenuta, che rende ancora più potenti le improvvise esplosioni di violenza.

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Smith gli conferisce una presenza quasi felina: si muove con calma, osserva prima di agire e sembra sempre avere il controllo della situazione, anche quando in realtà è guidato dall’istinto. Questa calma apparente contribuisce a renderlo imprevedibile.

Non a caso è uno dei personaggi più amati della serie. Soprattutto in questa nuova terza stagione. (no spoiler). Confermando lo stesso attore che Daemon è cosi tanto amato proprio perche “non gli frega un ca**o di niente”.

Ultimi progetti cinematografici

Gli ultimi progetti cinematografici in cui è apparso l’attore sono Last night in Soho, diretto da Edgar Wright, e presentato al Festival di Venezia che lo vede protagonista accanto a Anya Taylor-Joy.

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Matt Smith interpreta Jack, un personaggio che incarna il fascino seducente e, al tempo stesso, il lato più oscuro della Londra degli anni Sessanta.

E Una scomoda circostanza – Caught Stealing, uscito proprio sul grande schermo l’anno scorso, nel 2025. Dove sarà proprio l’attore a innescare la scomoda circostanza che capovolgerà la storia, tramite il suo personaggio ironico e imprevedibile. Smith è Russ, il vicino di casa del protagonista Hank Thompson (Austin Butler).

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È un punk britannico eccentrico che, chiedendo a Hank di occuparsi del suo gatto per qualche giorno, innesca una spirale di inseguimenti, criminali e situazioni sempre più assurde nella New York degli anni ’90.

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Con il suo mohawk colorato, gli abiti sgargianti, il forte accento britannico e un’energia incontenibile, Russ sembra uscito dalla scena punk londinese degli anni Ottanta e catapultato nel caos criminale di Manhattan. È un personaggio che vive ai margini delle regole, ma possiede un fascino anarchico che lo rende immediatamente memorabile.

L’ultimo successo di: The Death of Bunny Munro

La nuova miniserie dark-comedy che vede l’attore inglese a vestire dei panni un pò diversi dal solito. Tratta dall’omonimo romanzo di Nick Cave. La storia segue Bunny Munro, un venditore porta a porta di prodotti di bellezza, ossessionato dal sesso e incapace di costruire rapporti sani. Dopo il suicidio della moglie, si ritrova improvvisamente solo con il figlio di nove anni, Bunny Junior.

Invece di affrontare il lutto, Bunny continua a rifugiarsi nei suoi vizi e nel suo stile di vita autodistruttivo.

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Quello che rende il ruolo così interessante è che Smith non cerca mai di renderlo simpatico. Bunny è egoista, narcisista, immaturo e spesso moralmente riprovevole.

Matt Smith ha raccontato di essere stato attratto proprio dalla natura estrema del personaggio, definendolo uno di quei ruoli rari che mettono realmente alla prova un attore. Anche Nick Cave ha osservato che la presenza scenica e il fascino naturale di Smith rendono Bunny ancora più disturbante, perché il pubblico comprende come riesca a conquistare le persone pur comportandosi in modo profondamente distruttivo.

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Vita privata, privatissima

Se c’è un aspetto che accomuna Matt Smith a molti dei personaggi che interpreta, è il mistero. Nonostante oltre quindici anni di carriera sotto i riflettori, l’attore britannico continua a difendere con ostinazione la propria sfera privata. Le relazioni sentimentali, gli affetti, la quotidianità e persino le ambizioni future restano quasi sempre fuori dall’obiettivo delle telecamere.

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Appassionato di sport, continua a seguire con entusiasmo il calcio e in particolare il Northampton Town, la squadra della sua città. Ama la musica, il teatro e il cinema, ma raramente condivide dettagli della propria quotidianità o della vita familiare. Non è particolarmente attivo sui social media e ha sempre preferito mantenere un confine netto tra la persona e l’attore.

È forse questa la sua ultima, autentica trasformazione: in un’industria che spesso chiede agli attori di mettere in scena anche sé stessi, Matt Smith continua a lasciare che siano i suoi personaggi a parlare. Del resto, dopo aver interpretato un Signore del Tempo, un principe, un vampiro, un Targaryen e una galleria di uomini tanto diversi tra loro, il ruolo che custodisce con più cura sembra essere proprio quello di Matt Smith.

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