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Matt Smith diventa Mapplethorpe

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Uno tra i più controversi fotografi di sempre, motivo di scandali e polemiche, provocatore e genio. Robert Mapplethorpe arriva al cinema interpretato da Matt Smith

Nella Chiesa ho trovato Dio, ma la Polaroid mi ha portato dritto al diavolo

Robert Mapplethorpe
Autoritratto, 1983

Al giorno d’oggi siamo circondati da pubblicità che imitano, quando in modo sottile, quando del tutto esplicito, i codici e le convenzioni della fotografia pornografica. E nessuno, o quasi, si stupisce più. Ma ci sono stati tempi in cui foto del genere non solo erano ritenute scandalose e oscene, ma venivano anche condannate in quanto istigatrici alla pornografia. Fotografie che sicuramente non venivano considerate arte. Al centro di queste polemiche c’era un ragazzo di New York, figlio di una famiglia cattolica di origini irlandesi: Robert Mapplethorpe.

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La copertina del primo album di Patti Smith, realizzata da Mapplethorpe

Attraverso le immagini offerte dal trailer, cerchiamo di ricostruire la sua storia. Proprio all’inizio, vediamo Robert Mapplethorpe con Patti Smith (Marianne Réndon), amante, musa e amica di una vita, conosciuta nel 1967 a New York. Con lei si trasferisce al Chelsea Hotel ed entra in contatto con gli ambienti più alternativi e artistici della città. Di quegli anni e del loro rapporto quasi fraterno racconta la stessa cantante in un libro del 2010, Just Kids. Un libro che ci riporta indietro nel tempo e, attraverso i suoi ricordi, ricostruisce un ritratto perfetto dell’uomo che Mapplethorpe è stato, con le sue contraddizioni, le sue passioni, le sue provocazioni.

Sempre negli stessi anni comincia a sperimentare con la fotografia, lavorando inizialmente con le Polaroid e dedicandosi a ritratti di attori, artisti e cantanti. Tra i più famosi ci sono quelli dedicati alla stessa Patti Smith, a Debbie Harry (Blondie) e ad Andy Warhol. Allo stesso modo in cui si sviluppa la tecnica, si sviluppa anche la visione Mapplethorpe e i soggetti fotografici cambiano. Robert Mapplethorpe si rivolge agli ambienti omosessuali underground, indaga l’estetica sadomaso e sceglie di ritrarre individui della scena S&M gay di New York, celebrità del cinema porno, ritraendole in pratiche erotiche “estreme” o in pose statuarie.

Una serie di foto molto famosa è quella dei fiori. Gli scatti si potrebbero definire quasi intimi, ma apparentemente lontani dalla sessualità violenta delle foto più conosciute di Mapplethorpe. In realtà, anche in queste foto, Robert focalizza l’attenzione su particolari che vogliono ricordare, in modo ironico, quale sia l’effettivo ruolo dei fiori: essere gli organi sessuali delle piante.

Il film affronterà non solo la sua vita artistica, ma anche quella personale. Una vita sentimentale complicata, in cui spiccano il lungo rapporto con il collezionista Sam Wagstaff (interpretato qui da John Benjamin Hickey) e con lo statuario modello Milton Moore (McKinley Belcher III).

Il biopic, diretto da Ondi Timoner, ha fatto il suo debutto mesi fa al Tribeca Film Festival e uscirà il 1 marzo negli Stati Uniti. A rivestire i panni di Robert Mapplethorpe sarà Matt Smith, reso celebre dalla sua interpretazione del Dottore nella serie tv Doctor Who e da quella del Principe Filippo in The Crown.

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