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Lucid Dream FFF tre giorni onirici

“Signori e signore, tra dieci minuti inizia lo spettacolo”

La prima sera del Lucid Fantastic Film Festival di Castelnuovo di Garfagnana ci riporta indietro nel tempo, a quegli anni lontani in cui il cinema vedeva la luce e gli spettatori si avvicinavano a quelle immagini con un misto di stupore e incredulità. Tutto nasce da una profonda riflessione sul sogno, o per meglio dire sul sogno lucido, quello in cui tu puoi cambiare le cose a tuo piacimento, ma alla fine le sensazioni che ti fa provare sono state così intense da spingerti a domandarti se sia stato reale o solamente immaginario. E così, dalla profonda volontà dell’essere umano di esplorare il lato onirico della vita che, alla fine nasce il cinema.

Già all’arrivo io e il mio accompagnatore Maceo siamo stati accolti da Katia Cosimini, una graziosa signorina bionda in costume anni ’20 e da Stefano Cosimini, un simpatico ragazzo dai capelli verdi e un gran sorriso, che ci hanno introdotto nella Sala Suffredini dove ad aspettarci abbiamo trovato due abili imbonitori, Lisa Lucchesi e Sebastiano Catignani, i quali ci hanno narrato le origini del cinema mentre sullo schermo scorrevano le immagini della prima ripresa cinematografica nella storia del cinema Roundhai garden scene della durata di tre secondi ad opera di Louis Aimé Augustine Le Prince del 14 ottobre 1888. Ma poi ancora i fratelli Lumière, i primi a mostrare le loro pellicole ad un pubblico pagante, fino ad arrivare al geniale George Meliés protagonista assoluto della serata inaugurale. Prima di passare però a Le voyage dans la lune, ci viene mostrata la versione di Meliès di Cenerentola mentre il nostro imbonitore Sebastiano, riprendendo la maniera in cui venivano presentati i film all’epoca, ci narra la storia accompagnato al pianoforte dal maestro Massimo Salotti, e d’un tratto sembra di essere tornati a più di cent’anni fa, in un fantastico viaggio immaginario indietro nel tempo.

Ma la serata non è finita. Poco dopo siamo stati accolti presso il Grindhouse pub da dieci affascinanti e simpatiche signorine con eleganti costumi anni ’20, pronte a sbizzarrirsi sul palco al suono del tip tap in The Great Gasby: le ragazze del Centro Studio & Artist di Ilaria Pilo The Tappers. Capitanate da Veronica Giannotti, Giulia, Clara, Brigitta, Francesca, Isabella, Lucia, Roberta, Jessica e Anne si sono esibite sul palco con enorme entusiasmo e partecipazione da parte di tutti gli spettatori, riuscendo pienamente anche loro nell’intento di riportarci indietro ai fasti delle feste di quell’epoca.

Una serata davvero piacevole, divertente e originale, una grande piccola premessa per un Festival ancora tutto da scoprire, di cui vi lascio una piccola carrellata fotografica.

Le voyage dans la Lune

Secondo giorno

Il brutto tempo non ha frenato gli entusiasmi degli organizzatori ma nemmeno quella dei miei concittadini che si sono riversati nelle strade per il secondo giorno del festival Garfagnino. Nel pomeriggio le vie sono state invase da giovani e bambini in costume, ma anche dai profumi delle vivande invernali: caldarroste, o come le chiamiamo noi “mondine”, vino bollito e l’odore del legno che brucia, richiamo festoso all’inverno ormai alle porte. Proprio complice un sacchetto di queste prelibatezze e del gentilissimo Simone Gonnelli della Neon Film Production, ho avuto modo di conoscere il regista Lamberto Bava il quale si è mostrato cortese e disponibile per una foto accompagnati dalle nostre leccornie ben strette tra le mani. Dalle ore 17.00 è stato possibile visionare tutti i cortometraggi provenienti da tutto il mondo in concorso per le categorie Fantasy e Animazione i quali, a mio modesto parere, si sono rivelati dei piccoli gioielli, originali e innovativi, e spero davvero che un giorno possiate visionarli. Io avrei già i miei favoriti, ma per il responso dovremmo attendere domani.

La Masterclass di Lamberto Bava

Durante il pomeriggio era possibile visionare presso la sala Suffredini i cortometraggi delle categorie horror e fantascienza, ma gli appuntamenti più attesi sono sicuramente state le due masterclass dalle ore 17.30 presso il teatro Alfieri, la prima condotta da Luigi Parisi, regista Mediaset, e la più attesa di Lamberto Bava.

“Io sono il figlio di Mario Bava spero di aver appreso da mio padre almeno un decimo…. penso che fosse trent’anni avanti agli altri che lui faceva delle cose che infatti sono state apprezzate molto tempo dopo….”. La masterclass di Lamberto Bava non poteva non cominciare con il nominare suo padre, il grande regista italiano ed ineguagliato artigiano dei trucchi cinematografici, e le esperienze fatte con il padre sui set e aneddoti con i vari grandi attori che hanno costellato il cinema di quegli anni e gli insegnamenti che ne ha tratto. Ma più che una lezione è stata un’allegra chiacchierata che ci ha riportato alla mente film che ci hanno spaventato negli anni ’80, ma anche serie tv che ci hanno trasportato in mondi fantastici pieni di principesse e streghe cattive. Ma Bava ci ha parlato anche di un tempo in cui il cinema viveva il suo momento d’oro, in cui i film venivano venduti anche se solo scritti sulla carta ricevendo così i finanziamenti per produrli, mentre con il tempo questa consuetudine è cambiata ed ai giorni nostri le pellicole si vendono solo quando sono ultimate, limitando così le produzioni nostrane. Bava ha anche raccontato cosa vede oggi sul grande schermo, da cui molte volte è rimasto deluso, ma anche delle serie tv le quali secondo lui, hanno rimpiazzato in certi casi il cinema offrendo prodotti di qualità, primo su tutti il ben noto “Il trono di spade”.

La serata è ripresa intorno alle 21.00 con la premiazione e la visione dei cortometraggi che hanno vinto il concorso, e sono:

Animazione: Hounds di Ido Shapira e Amit Cohen

Fantasy: Delectable you di Axel Courtière

Horror: Save di Ivan Sainz-Pardo

Fantascienza: Transmission di Varum Raman e Tom Hancoc

Subito dopo, introdotto da Lamberto Bava, è stato possibile rivedere il cult horror Demoni che ha cocluso il festival donando più di un brivido agli spettatori.

Complice il maltempo e le inesperienze nell’affrontare una così nuova e grande avventura come il primo Lucid Dream FFF, la risposta da parte della gente non è stata delle migliori, soprattutto per quanto riguarda la visione dei cortometraggi e le masterclass al Teatro Alfieri le quali non hanno attirato molti spettatori, ma per stessa ammissione di una delle organizzatrici Katia, sono stati fatti errori che possono solo insegnare. Anche io condivido il suo parere, e credo fermamente di aver assistito alla nascita di una manifestazione che acquisterà sempre più successo diventando un appuntamento annuale che attirerà un numero sempre più grande di appassionati. Ci vediamo il prossimo anno a Castelnuovo di Garfagnana per la seconda edizione del Lucid Dream Fantastic Film Festival.

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Irene Pepe
Irene Pepe
2 anni fa

Bello, bello, bello, bravissima Lara!

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