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Georges Melies, l’inventore del 3D

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La storia del cinema, per nostra fortuna, ci ha regalato grandi geni visionari,

Da Cameron a Jackson, da Spielberg a Lucas, ognuno di loro ha saputo donarci grandi emozioni e fantastiche immagini, ma tutti devono il loro successo ai primi grandi inventori del cinematografo. Uno dei miei libri preferiti da bambina era il primo volume di un enciclopedia del cinema che raccontava il periodo dalla nascita di questa stupenda arte alla seconda guerra mondiale, corredato da migliaia di foto e curiosità e per me, che ancora credevo alla strada di mattoni gialli de “Il mago di Oz”, leggere di quegli uomini che avevano sperimentato e provato ogni modo per fissare le immagini, la creatività e l’immaginazione su pellicola, aveva un che di magico. Il primo a colpire la mia attenzione fu George Méliès l’ inventore del 3D solo che, purtroppo, morì senza sapere di averlo fatto.

Ma lasciate che vi racconti un po’ di questo magnifico personaggio.

Figlio di un fabbricante di calzature, nasce l’8 dicembre 1861 a Parigi e, dopo gli studi, si reca a lavorare presso l’industria del padre, imparando i primi rudimenti sulla meccanica, ma ama il disegno e la pittura, e si diletta nella costruzione di automi. Affascinato dalle magie di Harry Houdini, acquista prima un teatro per fare spettacoli di magia, ma poi si dedica al cinema, applicando tutto quello che le sue passioni gli avevano insegnato. Cercherà anche di comprare il cinematografo (prima macchina da ripresa) dai fratelli Lumière e, al loro rifiuto, se lo costruirà da solo perfezionandolo. E così comincerà a produrre una serie di film più o meno brevi, anche trenta l’anno, che rimangono nelle sale anche per molti mesi. Il primo film in assoluto di George Méliès è del 1896, “Una partita a carte”, ma realizza un centinaio di pellicole verso la fine del secolo, sempre mantenendo quell’anima visionaria e fantastica. Il suo capolavoro è “Il viaggio nella luna”, dove l’avventura e le trovate ironiche toccano quasi l’esasperazione, ma sarà l’inizio di un perfezionamento delle sue tecniche di ripresa e degli effetti speciali.

Durante un intervista dichiarò “Volete sapere come mi è venuta in mente l’idea di applicare il trucco al cinematografo? Un giorno che fotografavo piazza dell’Opera l’apparecchio si inceppò. Per sbloccare la pellicola ci misi un minuto” e così, unendo i due pezzi del nastro rotto “Mi accorsi che magicamente un omnibus era diventato un carro funebre seguito da un corteo. Avevo trovato il trucco della sostituzione“. E continua “Senza uscire dallo studio, inventavo fondali diversi, anche avveniristici, come quelli della luna…..uno dei trucchi più straordinari è quello delle esposizioni multiple, in modo da far apparire e scomparire gli oggetti.Aveva appena creato i primi, rudimentali, effetti speciali.

E’ in “Viaggio attraverso l’impossibile”, che narra di un’avventura al centro della Terra, e con “I 400 trucchi del diavolo” entrambi del 1904, che Méliès mostrerà tutta la sua fantasiosa follia e inventiva, ricostruendo un’eruzione del Vesuvio e mostrando perfino una carrozza volare nel cielo.

Ma il film che ci interessa di più, anche se vi consiglio di andare a scuriosare tutte le opere di questo geniale inventore, è “Il calderone infernale” che Méliès girò nel 1903 con due telecamere poiché, non potendo fare copie e dovendone inviare una sul mercato americano, pensò che quella fosse l’idea migliore, non sapendo così di aver appena inventato il cinema 3D. Nel 2007 il Museo Francese della Cinematografia restaura la pellicola di Méliès scoprendo, con sorpresa che, sovrapponendo le due pellicole, si creava l’effetto stereoscopico, appunto, l’effetto tridimensionale.

George Méliès, pessimo amministratore di denaro, costretto a vendere tutti i suoi averi, sopravvive vendendo i giochi che costruisce e caramelle alla stazione di Parigi, dove muore, solo ed emarginato, il 21 gennaio 1938. Viene ricordato con suprema eleganza e occhio critico nel film del 2011 “Hugo Cabret” di Martin Scorsese, interpretato da Ben Kingsley. Per dovere di cronaca, si parla anche di un film dei fratelli Lumière in 3D “L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat”, ma si pensa più dovuto all’angolazione della macchina da presa rispetto al treno in arrivo sui binari.

A gennaio Google ha dedicato il primo Doodle a 360 gradi proprio a Georges Méliès…. ricordatevi di lui ogni volta che vedrete un effetto speciale in un film, mi raccomando, senza di lui, magari, quello che vedete potrebbe essere nettamente diverso.

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