Nick Mason, batterista dei Pink Floyd, svela un retroscena interessante sullo strano rapporto tra la band e il grande regista Stanley Kubrick.

Pare che tutto sia iniziato nel 1968, quando Stanley Kubrick era alle prese con 2001: Odissea nello spazio, che poi si sarebbe rivelato uno dei film più innovativi e rivoluzionari di sempre. I Pink Floyd, capitanati da Roger Waters, si interessarono subito al progetto e contattarono il regista, dicendosi disposti a offrire le loro musiche per la colonna sonora. Kubrick rifiutò, non mostrando il benché minimo interesse nel lavorare con quella band psichedelica. Un po’ perché, come già detto e scritto approfonditamente in un altro articolo Kubrick e Rossini: due grandi a confronto, il regista ha sempre preferito usare brani classici per le sue colonne sonore, un po’ perché Kubrick non era proprio il tipo da accettare consigli su cosa fare o meno. Fatto sta che i Pink Floyd restarono con un palmo di naso e, inutile dirlo, ci fu chi non accettò con sportività il secco rifiuto.

Anni dopo, nel 1970, Kubrick sta lavorando al suo altro grande capolavoro, Arancia MeccanicaCome sempre, si mise alla febbrile ricerca di musiche che potessero accompagnare al meglio le scene del suo nuovo film, che riuscissero a essere altrettanto potenti e, in qualche modo, violente, avvolgenti. Ed ecco che si imbatté in un disco appena uscito, di stampo progressive rock, con una mucca in copertina: nientemeno che Atom Heart Mother dei Pink Floyd. La traccia iniziale, di quasi 24 minuti e nata da una collaborazione con Ron Geesin, fu quella che fece innamorare definitivamente Kubrick e che lo convinse di aver trovato la perfetta colonna sonora.

Se avete visto Arancia Meccanica e se avete anche lontanamente presente Atom Heart Mother vi sarete resi conto di come nel film non ve ne sia traccia. L’uomo che non perdona aka Roger Waters colse l’occasione per rifiutare a sua volta la richiesta del regista americano, negandogli l’utilizzo dei brani dei Pink Floyd per il suo nuovo film. Ovviamente, si pensa che il motivo non sia stato solo questo; come racconta lo stesso bassista Waters: “Stanley ci chiamò e ci disse che voleva la nostra canzone. Noi gli dicemmo ‘Bene, che ne vorresti fare?’. Lui rispose: ‘Non lo so ancora, ma la voglio usare come voglio e quanta ne voglio‘. Allora non avemmo esitazione e gli rispondemmo: ‘Bene, niente da fare, non te la diamo’“.

In una recente intervista al magazine Uncut, però, Nick Mason ritorna sulla questione: “Probabilmente fu perché non ci permise di fare qualcosa per “2001: Odissea nello spazio”. Sembra un pochino petulante! Non ricordo se ci chiese qualcosa di “Atom Heart Mother”. Ci sarebbe piaciuto essere coinvolti in “2001”, pensavamo che fosse esattamente il genere di cosa per cui avremmo dovuto fare la colonna sonora“.

Ancora una volta Kubrick e Pink Floyd non riuscirono a trovarsi, forse per incompatibilità di idee, ma forse, più probabilmente, per scozzi tra due personalità troppo grandi e dal carattere focoso.

Ma non finisce qui.

Vent’anni dopo Waters sta preparando il suo secondo album da solista, Amused to death, e decide di celebrare uno dei più grandi film della storia del cinema e uno dei suoi preferiti: 2001: Odissea nello spazio. Vorrebbe inserire la voce del computer di bordo Hal 9000 e chiede al regista il permesso. E anche stavolta il permesso gli viene negato da uno Stanley Kubrick che probabilmente non si è dimenticato dello sgarbo di due decenni prima.

Otto anni dopo, nel 1999, muore Stanley Kubrick e da quel momento non ci sono stati più motivi di dissidio tra Mr. Kubrick e i Pink Floyd.

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Bello Nep, brava 😘