Candidato all’oscar come miglior film straniero, L’albero del vicino, del regista islandese Haffstein Gunnar Sigurdsson; un litigio per cause banali che arriva a un atmosfera da film del terrore.

L’albero del vicino, interpretato da Steinór Hróar Steinórsson, Edda Björgvinsdóttir, Porsteinn Bachmann, Selma Björnsdóttir, Dóra Jóhannsdóttir – cito il cast solo per la soddisfazione di scrivere nomi così difficili – è una commedia nera. Sembra iniziare tutto come un banale battibecco per finire in atmosfere da cinema horror.

Atli viene cacciato di casa dalla moglie, che lo sorprende a guardare un video nel quale faceva sesso con la sua ex. È costretto a vedere la figlia di nascosto e a trasferirsi temporaneamente nella casa dei genitori. Qui viene risucchiato in una disputa a proposito di un vecchio albero, stupendo e incredibilmente frondoso, che fa ombra nel giardino dei vicini. Il diverbio fra i vicini, che lo vorrebbero tagliare e i genitori di Atli che, ovviamente, tengono alla loro pianta, degenera prima nelle minacce, poi nella paura e nell’orrore.

Dunque il cinema islandese comincia a far parlare di sé:

oltre alla nomination per l’oscar per il miglior film straniero, L’albero del vicino è stato molto apprezzato sia a Venezia che a Toronto, lo scorso anno.

Speriamo che n’est qu’un début, come si diceva a Parigi nel 1968, ovvero che sia solo l’inizio, o che, almeno ci si guadagni un bravo regista. Quando si cominciò a conoscere Aki Kaurismaki con lo stupendo, surreale, demenziale Leningrad Cowboys, ci si attendeva il boom del cinema finlandese, altro paese assente – da noi, ovviamente – dalle sale cinematografiche. Poi è rimasto solo Kaurismaki, ma ne è valsa la pena, visto che non ricordo un solo film del regista finlandese al di sotto dell’eccellenza.

L’Islanda è un paese ancora più lontano dalla nostra realtà. La sola cosa che è circolata da noi sono i gialli di Arnaldur Indriðason, che descrivono un paese dove la natura ha ancora un potere che gli uomini non riescono a piegare. E proprio la fotografia della natura dei luoghi è senz’altro un altro punto di forza del film. Quanto alla ferocia, del tutto ingiustificata, scatenata per cause futili, beh, tutto il mondo è paese.

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Bravissima a scovare queste chicche!!! Un film sicuramente da vedere

Valentina
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Molto molto interessante… ma non pronuncerò mai i nomi degli attori!!!