Il finale di La fiera è ancora più duro sapendo che la storia raccontata è quasi interamente reale. Dopo le morti di Manolo Chana, Álvaro Bultó e Darío Barrio, sembrano restare Carlos Suárez e Armando del Rey. Ma durante la lavorazione del film la realtà ha aggiunto un’ultima tragedia che cambia completamente il significato dei titoli finali.
Attenzione: da questo punto sono presenti spoiler completi su La fiera.
La fiera non è soltanto un film sul salto BASE. È soprattutto il racconto di un gruppo di amici che cerca continuamente quella sensazione che dà il titolo alla pellicola: “la fiera”, quella spinta interiore che li porta a cercare ancora il rischio anche dopo averne conosciuto le conseguenze.
Diretto da Salvador Calvo, il film racconta le esperienze di Carlos Suárez, Armando del Rey, Darío Barrio, Álvaro Bultó e Manolo Chana, pionieri spagnoli del salto BASE e del volo in wingsuit. La vicenda cinematografica è strettamente legata alle loro vite reali, al punto che Armando del Rey ha definito il film non semplicemente “basato su fatti reali”, ma una storia reale con poca finzione.
Ed è proprio questa vicinanza alla realtà a rendere il finale particolarmente doloroso.
Come finisce La fiera?

Nel corso di La fiera, l’entusiasmo iniziale per il salto BASE si trasforma gradualmente in qualcosa di molto più difficile da controllare.
Carlos, Darío, Armando, Álvaro e Manolo condividono l’idea che il rischio permetta loro di vivere in maniera più intensa. Il problema è che quella ricerca continua dell’adrenalina comincia a presentare un prezzo altissimo.
Il gruppo viene infatti colpito da una serie di tragedie.
Manolo Chana è il primo degli amici a morire.
Successivamente il gruppo perde anche Álvaro Bultó e Darío Barrio. Tutti e tre morirono realmente durante attività legate al salto BASE tra il 2010 e il 2014.
Il film evita però di trasformare queste morti in spettacolo.
Non insiste sui corpi o sulle conseguenze fisiche degli incidenti. È una scelta che El País ha sottolineato nella propria recensione: le morti vengono rappresentate con particolare rispetto, evitando di mostrare esplicitamente i corpi dopo gli incidenti.
Dopo la perdita di Manolo, Álvaro e Darío, Carlos Suárez e Armando del Rey rimangono quindi gli ultimi due membri del gruppo ancora in vita.
Ma è qui che il confine tra film e realtà diventa fondamentale.
Chi sopravvive alla fine di La fiera?
Se consideriamo la storia raccontata dal film, Carlos Suárez e Armando del Rey sopravvivono alle tragedie che colpiscono gli altri tre amici.
Ma oggi la risposta è diversa.
Armando del Rey è l’unico dei cinque ancora in vita.
RTVE conferma che del gruppo originale formato da Carlos Suárez, Manolo Chana, Álvaro Bultó, Darío Barrio e Armando del Rey, Del Rey è attualmente l’unico superstite.
Questo perché Carlos Suárez è morto successivamente, in circostanze che rendono La fiera un caso particolarmente tragico.
Cosa è successo davvero a Carlos Suárez?

Carlos Suárez è morto il 1° aprile 2025 mentre collaborava proprio alla realizzazione di La fiera.
Suárez non era soltanto uno dei protagonisti reali della vicenda.
Stava partecipando alla produzione come consulente e specialista e aveva collaborato al progetto insieme ad Armando del Rey per raccontare la storia degli amici scomparsi.
Durante alcune riprese preliminari a La Villa de Don Fadrique, in provincia di Toledo, Suárez partecipò a un salto collettivo da un pallone aerostatico utilizzando una wingsuit.
Il suo paracadute non si aprì e Suárez morì nell’incidente. Aveva 52 anni.
La circostanza assume un significato terribile proprio considerando l’origine del film.
Quando il progetto era stato concepito, Carlos Suárez e Armando del Rey erano gli ultimi due sopravvissuti del gruppo e volevano utilizzare La fiera anche per rendere omaggio a Manolo Chana, Álvaro Bultó e Darío Barrio.
La morte di Suárez ha trasformato inevitabilmente il progetto.
Il produttore Fernando Bovaira ha spiegato che, dopo l’incidente, la produzione e le famiglie decisero di continuare e che il film divenne di fatto anche un omaggio a Carlos.
Il film mostra la morte di Carlos Suárez?
No.
Ed è fondamentale distinguere ciò che racconta La fiera da ciò che è successo durante la sua realizzazione.
Carlos Suárez non muore all’interno della storia cinematografica nello stesso modo in cui vediamo svilupparsi le vicende degli altri amici.
La sua morte avvenne infatti quando il film era già in preparazione.
La tragedia reale viene quindi affrontata nei titoli finali, che assumono un peso completamente diverso una volta conosciuta la storia dietro la produzione.
Anche El País ha evidenziato proprio questo elemento, osservando come l’ultima tragedia reale venga gestita nei titoli di coda anziché essere integrata nella narrazione principale.
È uno dei momenti nei quali La fiera smette definitivamente di essere soltanto la ricostruzione di una storia accaduta nel passato.
La realtà ha continuato la storia mentre il film veniva realizzato.
Perché continuano a saltare dopo la morte degli amici?
È probabilmente la domanda più importante lasciata dal finale.
Dall’esterno può essere difficile comprendere perché qualcuno continui a praticare un’attività tanto pericolosa dopo aver visto morire amici molto vicini.
Ed è esattamente il conflitto sul quale insiste La fiera.
Non vengono presentati semplicemente come persone alla ricerca della morte.
Al contrario, per Carlos, Darío, Armando e gli altri il salto rappresenta un modo di sentirsi vivi, di conquistare una libertà difficile da trovare nella quotidianità.
Il film mette però continuamente questa sensazione in contrasto con le persone che rimangono a terra: mogli, compagne, familiari e amici costretti a convivere con un rischio che non hanno scelto.
È qui che il titolo acquista senso.
Che cosa significa “la fiera”?
La fiera è la parte di loro che continua a chiedere un altro salto.
Non è un avversario concreto.
È una pulsione.
È quella necessità di andare oltre, di provare ancora una volta la sensazione di volare e di confrontarsi con qualcosa che può sfuggire al controllo in pochi secondi.
Proprio per questo La fiera non offre una risposta semplicistica alla domanda se i protagonisti stiano vivendo pienamente oppure rischiando inutilmente la propria vita.
Il film tiene insieme entrambe le cose.
Da una parte c’è l’esperienza quasi irripetibile del volo.
Dall’altra ci sono quattro uomini di uno stesso gruppo che, nel corso degli anni, hanno perso la vita praticando lo sport che amavano.
Chi sono i quattro protagonisti morti nella realtà?
Alla data di oggi, dei cinque amici raccontati da La fiera, quattro sono morti.
Manolo Chana morì nel 2010.
Álvaro Bultó morì nel 2013 durante un salto in wingsuit sulle Alpi svizzere.
Darío Barrio morì nel 2014 durante un salto BASE nell’ambito del Festival Internacional del Aire El Yelmo.
Carlos Suárez morì il 1° aprile 2025 durante il salto effettuato mentre collaborava alla produzione di La fiera.
Armando del Rey è l’unico superstite.
La successione delle tragedie rende inevitabilmente diverso anche il modo in cui oggi viene guardato il film.
Armando del Rey continua a saltare?
La morte di Carlos ha avuto conseguenze profonde anche su Armando del Rey.
Intervistato da El País prima dell’uscita del film, Del Rey ha raccontato di non sapere se sarebbe tornato a saltare dopo aver perso anche Carlos, l’ultimo degli amici con il quale condivideva ancora quella parte della propria vita.
Questo rende Armando una figura fondamentale per interpretare il finale.
Non è semplicemente “quello che sopravvive”.
È la persona rimasta a portare la memoria di quattro amici con i quali aveva condiviso esperienze difficili da comprendere per chi non apparteneva a quel mondo.
Il significato del finale di La fiera

Il finale di La fiera diventa quindi molto più amaro di quanto avrebbe potuto essere quando il progetto era stato inizialmente immaginato.
Il film nasceva come omaggio di Carlos Suárez e Armando del Rey ai loro tre amici scomparsi.
Quando è arrivato nelle sale, però, Carlos non c’era più.
Ed è questa circostanza a cambiare completamente la lettura dell’ultima parte del film.
Durante la storia vediamo uomini convinti che valga la pena convivere con il rischio per sperimentare una forma estrema di libertà.
Poi arrivano i titoli finali e scopriamo che quella stessa ricerca ha reclamato un’altra vita anche fuori dalla sceneggiatura.
La domanda lasciata da La fiera non è quindi se questi uomini fossero coraggiosi o incoscienti.
È più difficile:
quanto siamo disposti a rischiare per qualcosa senza cui sentiamo di non riuscire davvero a vivere?
Il film non prova a risolvere quella contraddizione.
E forse è proprio questo il motivo per cui la storia di Carlos, Darío, Álvaro, Manolo e Armando continua a restare addosso dopo il finale.
Per approfondire quanto il film sia fedele agli eventi realmente accaduti, abbiamo ricostruito anche la vera storia dietro La fiera e dei suoi protagonisti.
La fiera è disponibile su Netflix in Italia dal 14 agosto 2026, dopo l’uscita nelle sale spagnole del 6 febbraio.