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In Memoriam: le gravi dimenticanze degli Oscar

La cerimonia degli Oscar di quest'anno, pare essere stata tra le migliori mai realizzate, eppure l'Academy ha commesso un errore davvero imperdonabile

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Parte essenziale di ogni cerimonia degli Oscar che si rispetti è il momento del ricordo di tutti quelli che, legati a vario titolo al mondo del cinema, non ci sono più. E’ un momento molto toccante, per molti il preferito di tutta la serata (io stessa lo trovo estremamente importante) e riesce ogni volta a commuovere il pubblico a casa tanto quanto quello in sala.

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Il momento in questione, definito in genere “In Memoriam” consiste nella raccolta di immagini, brevi fotogrammi e citazioni legate a ciascun defunto la cui morte sia intervenuta nell’arco dell’anno precedente. E’ capitato, naturalmente, che alcuni decessi avvenissero troppo a ridosso della cerimonia e che non fosse possibile modificare il video già pronto da giorni, ma quest’anno se da un lato hanno minuziosamente lavorato al progetto, riuscendo ad inserire (doverosamente, per altro) Kobe Bryant e Kirk Douglas, scomparso solo 4 giorni prima della cerimonia, dall’altro sono stati imperdonabilmente omissivi.

kobe bryant

Tra i nomi ricordati ed omaggiati non figurano quelli di Luke Perry e Cameron Boyce, entrambi scomparsi prematuramente ed improvvisamente nel 2019. Luke Perry è mancato il 4 marzo, come ricorderai, a seguito di un’ischemia cardiaca e Cameron Boyce, che soffriva di epilessia, il 7 luglio, è spirato nel sonno a soli 20 anni! Ma non solo! L’Academy ha omesso di includere anche Sid Haig, protagonista di diverse pellicole di Rob Zombie, Tim Conway, noto interprete comico scomparso a 85 anni, Jan-Michael Vincent che ha recitato in Un Mercoledì da Leoni, del 1978 e Michael J. Pollard, addirittura candidato agli Oscar nel 1968, per Bonnie & Clyde.

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A fare da sottofondo all’emozionante momento, che devo ammettere di avere particolarmente apprezzato, la delicata e particolare voce di Billie Eilish che ha cantato una personale e bellissima versione di Yesterday dei Beatles. L’Academy non ha dimenticato di omaggiare anche gli italiani Franco Zeffirelli e Piero Tosi, ma nonostante l’innegabile raffinatezza di questa parte della serata, ci sono mancanze assordanti e difficili da digerire.

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La polemica sull’assenza dei succitati interpreti non si è fatta attendere e l’Academy ha prontamente risposto con una dichiarazione che sa più di scusa conveniente e circostanziata, che di concreta spiegazione razionale:

L’Academy riceve centinaia di richieste perché siano incluse le persone amate ed i colleghi dell’industria cinematografica nel segmento In Memoriam degli Oscar. Un comitato esecutiva che rappresenta ogni categoria esamina la lista e seleziona i nomi sulla base del tempo che si ha a disposizione. Tutti sono inclusi sul sito Oscar.com e ci rimarranno tutto l’anno. Luke Perry, Cameron Boyce e Tim Conway sono ricordati nella Galleria degli Oscar.

Abbiamo controllato, naturalmente, e sono presenti anche gli altri grandi esclusi da questo tenero e doveroso omaggio, e premesso che nessuno dovrebbe essere trascurato e che la durata del “segmento In Memoriam” potrebbe tranquillamente essere prolungata, continuo a non ritenere giustificabile escludere proprio Luke  Perry, interprete di uno dei film più importanti di quest’anno (C’era una volta a…Hollywood ndr) e Cameron Boyce che ha praticamente trascorso tutta la sua vita alla Disney!

Ho cercato i loro nomi nella galleria:

oscar cameron boyce

luke perry

Non per essere incontentabile, però avrebbero potuto anche scegliere una foto migliore per il nostro bel Luke e quindi, diciamocela tutta, l’Academy non si è sforzato quanto avrebbe dovuto. Inoltre, a causa di un tragico incidente, l’attore Orson Bean (La Signora del West, Anatomia di un omicidio) è deceduto proprio il giorno prima della cerimonia degli Oscar e sarebbe stato cortese che qualche collega lo avesse ricordato dal palcoscenico.

orson bean

E’ chiaro che non pretendo che gli Oscar divengano una sorta di memoriale tetro e magari anche un po’ deprimente, si tratta pur sempre di una premiazione, ma per il pubblico, per noi amanti del cinema, gli interpreti diventano amici, complici, quasi persone di famiglia e la loro scomparsa ci colpisce in maniera sincera e spesso porta via con sé il ricordo di decenni di vita, di ricordi speciali legati al film o alla serie che si era soliti guardare. E, si sa, nel cinema, come nella vita, ci vuole cuore.

 

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