Vai al contenuto
iCrewPlay.com Un progetto editoriale indipendente
Continua con Cinema
Cinema

Il terzo omicidio è una storia vera? Da cosa nasce il film

Il legal drama di Kore-eda sembra un caso di cronaca, ma usa una storia di finzione per interrogare verità, processo e colpa.

4 min di lettura
Sakie nel finale de il terzo omicidio

No: Il terzo omicidio non è presentato come la ricostruzione di un caso reale. Il film di Hirokazu Kore-eda è un legal drama di finzione costruito attorno a Misumi, accusato dell’omicidio del suo ex datore di lavoro Yamanaka, e all’avvocato Shigemori, che scopre quanto sia difficile separare una sentenza giudiziaria dalla verità dei fatti.

Il realismo del film può far pensare a una storia vera perché processo, interrogatori e strategia della difesa sono raccontati senza effetti spettacolari. L’obiettivo, però, non è ricostruire un delitto realmente avvenuto: Kore-eda usa un caso inventato per mettere in discussione il funzionamento della giustizia e il bisogno di trovare una versione definitiva dei fatti.

Shigemori ne il terzo omicidio di hirokazu kore-eda

Il terzo omicidio è tratto da una storia vera?

No, non è indicato come un film basato su un fatto di cronaca specifico. Misumi, Yamanaka, Sakie e Shigemori appartengono alla costruzione narrativa del film. Il punto di partenza è un omicidio apparentemente semplice: Misumi confessa, ha precedenti per un altro delitto e la condanna sembra quasi già scritta. Più la difesa cerca di ricostruire il movente, però, più le versioni diventano incompatibili.

Pubblicità

È proprio questa struttura a produrre l’impressione di trovarsi davanti a un caso reale. Il film non cerca il colpo di scena tipico del giallo, ma mostra deposizioni, colloqui in carcere, contraddizioni e scelte processuali con un tono asciutto. La domanda centrale diventa così meno “chi è l’assassino?” e più “quanto possiamo essere sicuri di ciò che chiamiamo verità?”.

Da dove nasce allora il film di Kore-eda?

Il materiale stampa internazionale di The Third Murder mette al centro proprio il rapporto tra procedimento giudiziario e verità. Kore-eda costruisce il film osservando un sistema nel quale il processo deve comunque arrivare a una conclusione, anche quando ciò che è realmente accaduto resta incerto.

Questo spiega perché Misumi cambi versione più volte e perché Shigemori, invece di avvicinarsi a una soluzione, finisca per perdere le proprie certezze. Se hai già visto il film, abbiamo ricostruito separatamente il finale de Il terzo omicidio, la condanna di Misumi e il ruolo di Sakie, così questa pagina può restare concentrata sull’origine e sul rapporto con la realtà.

Misumi durante un colloquio in carcere ne il terzo omicidio

Perché sembra così realistico?

Kore-eda evita di trasformare il tribunale in un’arena spettacolare. Le scene più importanti avvengono spesso nei colloqui tra avvocato e imputato, dietro il vetro del carcere, oppure nelle discussioni della difesa su quale versione convenga sostenere. Il realismo nasce dal modo in cui il film mostra persone costrette a prendere decisioni pratiche anche quando non conoscono l’intera verità.

Shigemori all’inizio ragiona soprattutto come un professionista: l’obiettivo è evitare la pena di morte. Poi incontra Sakie e scopre gli abusi commessi dal padre. Da quel momento il caso non può più essere ridotto a confessione, movente economico e sentenza. Il film usa quindi una storia fittizia per porre domande molto concrete su colpa, testimonianza e responsabilità.

Misumi è ispirato a un vero assassino?

Non c’è una base verificata per identificare Misumi con un assassino reale specifico. Il personaggio serve soprattutto a destabilizzare le certezze di Shigemori e dello spettatore. Confessa, ritratta, propone nuovi moventi e infine lascia aperta persino la possibilità che alcune interpretazioni siano proiezioni dell’avvocato.

Per questo è meglio evitare l’etichetta “storia vera” e leggere il film come un dramma giudiziario costruito per interrogare il concetto stesso di verità processuale. È una strategia coerente con il cinema di Kore-eda, spesso interessato a personaggi che non possono essere ridotti a una sola definizione. Un altro lato del suo lavoro emerge nel nostro approfondimento su Look Back e le differenze tra manga, anime e live action.

Cosa significa “terzo omicidio” se la storia non è vera?

Il titolo non rimanda a un terzo delitto reale da ricostruire. Nel film Misumi era già stato condannato per un omicidio precedente e viene ora giudicato per la morte di Yamanaka. Una delle interpretazioni più forti è che il “terzo omicidio” sia la futura esecuzione di Misumi dopo la condanna capitale: una morte decisa dallo Stato nonostante la verità materiale del caso resti ambigua.

In sintesi: Il terzo omicidio non è una storia vera e Misumi non viene presentato come la trasposizione di un criminale reale identificabile. Kore-eda costruisce un caso di finzione per mostrare un paradosso: il tribunale deve arrivare a una sentenza, mentre il film può permettersi di lasciare lo spettatore senza una verità definitiva.

La tua opinione in un clic

Cosa ne pensi?

La sala è aperta

Entra nella conversazione

Condividi il tuo punto di vista: non serve creare un account. I contributi restano soggetti alla moderazione editoriale.

Traguardo della community0 / 5
Mancano 5 interventi al prossimo traguardo.

Aggiungi la tua voce

Partecipazione libera: inserisci i dati richiesti e pubblica senza registrarti.