Spoiler: nel finale de Il collezionista di ossa il killer è Richard Thompson, il tecnico medico che assiste Lincoln Rhyme. La sua identità è legata a un vecchio caso che gli ha rovinato la vita e il confronto finale avviene proprio nell’appartamento di Rhyme.
Il thriller del 1999 diretto da Phillip Noyce, con Denzel Washington e Angelina Jolie, costruisce per quasi tutto il film l’indagine attraverso gli indizi lasciati sulle scene del crimine. Il catalogo dell’American Film Institute conferma cast, regia e origine letteraria del film, tratto dal romanzo di Jeffery Deaver.
Chi è il killer de Il collezionista di ossa?
Il killer è Richard Thompson. Per gran parte della storia appare come una figura secondaria e affidabile, ma nel finale raggiunge Rhyme e svela di essere l’uomo dietro la catena di omicidi.
Thompson racconta di avere un passato nell’ambito forense e di essere stato travolto da un’indagine che attribuisce proprio a Rhyme. La sua vendetta non è quindi casuale: gli omicidi e gli indizi vengono costruiti per trascinare Lincoln dentro un gioco personale e costringerlo a confrontarsi con il responsabile.
Perché Richard Thompson vuole uccidere Lincoln Rhyme?
Il movente è la vendetta. Thompson considera Rhyme responsabile della rovina della propria vita professionale e personale. Per questo non si limita a commettere delitti: costruisce una sequenza di prove che soltanto un investigatore come Lincoln può interpretare.
Il film trasforma così l’indagine in una sfida diretta. Il colpevole vuole essere trovato, ma alle sue condizioni, e usa le vittime per avvicinarsi progressivamente al vero bersaglio.
Cosa succede nel confronto finale?
Thompson arriva nell’appartamento di Lincoln quando l’investigatore è particolarmente vulnerabile. Il confronto ribalta però il rapporto di forza: Rhyme riesce a reagire nonostante le proprie limitazioni fisiche e guadagna il tempo necessario prima dell’arrivo di Amelia.
È Amelia Donaghy a chiudere lo scontro. Quando raggiunge l’appartamento comprende chi sia davvero Thompson e interviene, mettendo fine alla minaccia. Il caso viene così risolto e il legame professionale e personale tra Amelia e Lincoln esce rafforzato dall’indagine.
Lincoln Rhyme muore?
No, Lincoln Rhyme non muore. Il finale lo mostra vivo, circondato dalle persone che gli sono vicine. È una conclusione importante perché all’inizio del film Lincoln è profondamente segnato dall’incidente che lo ha reso tetraplegico e guarda al futuro con enorme fatica.
L’indagine non cancella la sua condizione, ma gli restituisce uno scopo e lo riporta dentro una relazione concreta con gli altri. Per questo il finale non è soltanto la soluzione dell’identità del killer: è anche la chiusura dell’arco personale di Rhyme.
Che ruolo ha Amelia nel finale?
Amelia passa dall’essere una poliziotta riluttante a diventare la partner investigativa su cui Lincoln può davvero fare affidamento. È lei a muoversi sulle scene del crimine, raccogliere gli indizi e affrontare fisicamente i pericoli che Rhyme può analizzare soltanto a distanza.
Il rapporto tra i due è uno dei motori del film e spiega anche perché la vicenda abbia poi generato interesse per altre versioni del personaggio. Su Cinema iCrewPlay abbiamo raccontato anche la serie televisiva ispirata a Il collezionista di ossa.
Il finale è uguale al libro?
Il film nasce dal romanzo di Jeffery Deaver, ma l’adattamento modifica diversi elementi, a partire da alcuni nomi e dalla costruzione dei personaggi. Per questo conviene considerare il finale cinematografico come una versione autonoma della storia, non come una trasposizione scena per scena.
Tra gli elementi che rendono il film memorabile c’è naturalmente il cast. Per approfondire la protagonista puoi leggere anche il nostro ritratto di Angelina Jolie, che nel film interpreta Amelia.
Il collezionista di ossa: il finale in breve
Richard Thompson è il killer e il suo obiettivo finale è Lincoln Rhyme. Dopo averlo raggiunto a casa, viene fermato nello scontro conclusivo grazie alla resistenza di Lincoln e all’intervento di Amelia. Rhyme sopravvive e il film termina mostrando che l’indagine ha cambiato anche il suo modo di guardare alla propria vita.
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